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Giovedì, 26 Maggio 2022
Politica

Tortura, batosta dall'Europa: "Il Parlamento modifichi il testo di legge"

La proposta di legge in discussione in Parlamento per l’introduzione del reato di tortura è contraria alla giurisprudenza della Corte europea dei diritti umani. Tutto da rifare, per l'ennesima volta

E' una sorta di incoraggiamento, ma suona a tutti gli effetti come una bocciatura del testo in discussione in Parlamento. Il Consiglio d'Europa chiede alla Camera dei deputati di modificare il testo della legge in discussione contro la tortura, perché nella sua forma attuale contiene una definizione del reato e diversi elementi in disaccordo con quanto prescritto dagli standard internazionali in materia di diritti umani.

Il testo in esame alla Camera, in soldoni, non è conforme agli standard europei. E per questo non va approvato. Lo ha messo nero su bianco Nils Muiznieks, commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa, in una lettera inviata tra gli altri ai Presidenti dei due rami del Parlamento, Laura Boldrini e Pietro Grasso. Nella lettera, indirizzata anche ai presidenti delle commissioni giustizia Donatella Ferranti e Nico D'Ascola, e a Luigi Manconi, presidente della commissione straordinaria per la tutela e la promozione dei diritti umani del Senato, Muiznieks afferma di essere preoccupato per le "profonde differenze" che ci sono tra la definizione di tortura nel testo in esame e quella contenuta nei testi internazionali ratificati dall'Italia, in particolare quella della Convenzione contro la tortura delle Nazioni Unite.

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(La lettera inviata dal commissario dei diritti umani del Consiglio d'Europa)

Cosa non va secondo il Consiglio d'Europa

Il commissario europeo punta il dito in particolare sul fatto che la legge prevede che affinché si possa accusare qualcuno di tortura occorre che la persona abbia compiuto gli atti di grave violenza, o minacce o crudeltà diverse volte, o abbia sottoposto la vittima a trattamenti inumani e degradanti. Inoltre, scrive Muiznieks, la legge prevede che la tortura psicologica esiste solo nei casi in cui si possa stabilire che la vittima ha subito un trauma psicologico.

"Osservando che il testo sembra divergere dalla definizione contenuta nella Convenzione contro la tortura delle Nazioni Unite, anche sotto altri aspetti", il commissario afferma di essere preoccupato che se la legge sarà approvata così com'è, certi casi di tortura o trattamenti o punizioni degradanti o inumani non potranno essere perseguiti "creando quindi delle potenziali scappatoie per l'impunità". Il commissario evidenzia inoltre l'importanza di assicurare che "l'ampia definizione di tortura, che ricomprende gli atti commessi da privati cittadini, non si traduca in un indebolimento della protezione contro la tortura commessa da funzionari dello Stato, data la particolare gravità di questa violazione dei diritti umani".

"E' un disegno di legge pessimo e impresentabile"

Le stesse critiche alla legge passata in Senato e ora all'esame della Camera erano state sollevate da Patrizio Gonnella - giurista e presidente dell'Associazione Antigone, che da oltre vent'anni si occupa di carceri, diritti umani e tortura - su Today.it (qui l'intervista integrale). L'Italia ha firmato la Convenzione internazionale delle Nazioni Unite contro la tortura nel 1989, ma ad oggi la tortura in Italia non è reato. Un vergognoso paradosso che rappresenta un'onta per i diritti civili di una democrazia. Sembra essersene accorta anche la politica, che dopo ventotto anni di colpevole inerzia ha approvato pochi giorni fa un disegno di legge che introduce il "nuovo" reato nel nostro ordinamento. Sembra, o meglio sembrava. Perché anche stavolta è tutto da rifare. 

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