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Sabato, 20 Aprile 2024
Sul filo del rasoio

Ddl Zan in Senato, sospensiva respinta per un solo voto: cosa succede adesso

Superato l'ultimo scoglio formale, cioè la richiesta che la discussione fosse rinviata. Il problema è che la maggioranza del Senato è riuscita ad andare avanti con un solo voto in più

Sono stati superati gli scogli procedurali e tecnici sulla legge Zan che, da ieri, è in discussione all’Aula del Senato. Adesso dunque il Ddl che vuole punire l’odio e la violenza contro gay e trans è arrivato all’ultimo livello della partita perché stamattina è cominciata la discussione generale del provvedimento, dopo la quale ci sarà la votazione e il Parlamento deciderà se introdurre questa legge o buttarla nel cestino. Insomma o la va o la spacca.

Il primo scoglio superato ieri era quello delle pregiudiziali di costituzionalità, cioè il Senato è stato chiamato a decidere se fare propri dei pregiudizi sulla conformità della legge rispetto al dettato costituzionale. Pregiudizi presentati da da Lega e Fratelli d’Italia. Una posizione che ha fatto infuriare la sinistra, dai cui banchi hanno guardato a quella scelta come la prova che la pubblica disponibilità alla mediazione sia in realtà un bluff. Fatto sta che il risultato  ha dato ragione alla sinistra, nella quale ha votato compattamente anche Italia Viva: 136 i voti contrari, 124 i favorevoli e 4 astenuti.

Stamattina poi si è votata la questione sospensiva, cioè la richiesta che la discussione o la deliberazione su un determinato argomento iscritto all'ordine del giorno (della seduta) venga rinviata. L'Aula del Senato ha respinto anche questa, con un solo voto di scarto. I contrari alla sospensiva sono stati infatti 136, i favorevoli 135. La presidente Casellati ha quindi dichiarata aperta la discussione generale sul provvedimento. Ma è chiaro che adesso i numeri sono cruciali. I 17 senatori renziani, assieme ai 6 delle Autonomie, sono determinanti, sia per approvare il ddl Zan in via definitiva senza modifiche che per licenziarlo cambiandone il testo. ma è chiaro che il voto sulla sospensiva, che è palese, è simbolico e dà il polso di quanto si rischi in Aula con il voto segreto.

Infatti da Firenze, Renzi ha detto che “i numeri sono a rischio al Senato e siccome sono a rischio, serve un grande accordo perché a scrutinio segreto questa legge non passa. Chi vuole andare allo scontro lo sta facendo per affossare la legge. Io sono per una legge che tuteli i ragazzi gay, i ragazzi trans. Si cambino gli articoli 1 4 e 7 e si va a chiudere alla Camera nel giro di 15 giorni”. Gli fa eco Salvini da Roma che parla di legge morta.  "La legge non verrà mai approvata e non perché Salvini è brutto e cattivo, togliamo i bambini dalla contesa e approviamo un testo che unisce tutti, se già passa la sospensiva solo per un voto, vuol dire che la legge non andrà lontano. Ora tutto dipende dal Pd, se vogliono dialogare ci siamo, altrimenti è finita”.

In effetti i tempi sono strettissimi perché la Presidente Casellati ha dato come termine ultimo martedì, per presentare e discutere gli emendamenti. L’orologio corre e l’impressione è che la partita sarà comunque sul filo del rasoio se la sinistra non farà un passo indietro.

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