Domenica, 20 Giugno 2021
Politica Italia

Diritti in ostaggio del Parlamento: tutti i veti "talebani" che bloccano le riforme

Decine di proposte di legge sono in stallo alla Camera e al Senato a causa di veti incrociati: se il testamento biologico approderà in aula il 13 marzo, la legalizzazione della cannabis, lo jus soli così come le norme contro lʼomofobia difficilmente vedranno la luce

Dalla legalizzazione della cannabis, alla riforma della giustizia, la stepchild adoption, il cognome materno,  l’aggravante per chi commette un reato d’odio contro un gay, ma anche la riforma della cittadinanza che preveda l'automatismo della nazionalità italiana per chi sia nato su suolo italiano: queste, come il testamento biologico, i tanti fascicoli in sospeso rimasti a prendere polvere sulle scrivanie dei parlamentari. Volutamente perché trovare una convergenza tra le anime dei partiti è spesso impossibile e per ragion di poltrona troppo spesso le leggi che metterebbero l'Italia al passo con la storia restano a prendere polvere. 

Il Parlamento bloccato dai veti incrociati ha messo da parte una lunga lista di proposte di legge che hanno a che fare con i nuovi diritti. Sulla scena di una guerra tra il diritto delle minoranze ad opporsi al rischio di una legiferazione a furor di popolo, è evidente l'empasse del parlamento di fronti a grandi temi che hanno a che fare con etica e religione. 

Il prossimo confronto è quello del testamento biologico. Il testo della proposta di legge il 13 marzo tornerà ancora una volta in aula sull'ondata emotiva dopo il suicidio assistito di Fabiano Antoniani, Dj Fabo come conosciuto dai più, morto il 27 febbraio con una procedura di suicidio assistito in Svizzera
In questo caso i parlamentari dovranno dare risposta a tanti italiani che chiedono di mettere per iscritto la volontà di non dipendere dalle macchine, che, è bene ricordarlo, è cosa diversa dall’eutanasia assistita. Se ne parlò dopo il caso Welby prima ed Englaro poi, ma non se ne fece nulla: il  provvedimento fu approvato dalla Camera, ma mai dal Senato. Il vuoto legislativo sul testamento biologico in Italia è anche legato alla mancata ratifica della Convenzione di Oviedo, il primo trattato internazionale sulla bioetica, scritto nel 1997.

Sul fronte della battaglia per la legalizzazione delle droghe leggere, come già se ne era occupato Today, è Benedetto Della Vedova, sottosegretario agli Esteri, il leader di una maggioranza composita a constatare le difficoltà di dar vita ad una normativa sul tema: "Purtroppo non è una novità che ci sia un blocco conservatore, trasversale, prevalentemente cattolico ma non solo, che si muove con la forza di una minoranza di blocco - spiega a La Stampa - L’abbiamo visto all’opera in un’infinità di casi, dal divorzio all'aborto, all’obiezione di coscienza, perfino sulla fecondazione assistita. Pure questa volta perderanno, ma gli italiani soffriranno il ritardo".  
Nei fatti la legge sulla legalizzazione della cannabis, proposta dall'intergruppo parlamentare antiproibizionista, a ottobre è tornata nuovamente in commissione, dove rischia di essere definitivamente affossata. A novembre, invece, un'inedita alleanza Pd-Lega ha bloccato in commissione Bilancio della Camera il tentativo di Sinistra italiana di introdurre la legalizzazione della cannabis nella manovra finanziaria e destinare le entrate aggiuntive alla ricostruzione post-terremoto. C'è però la chance della legge di iniziativa popolare promossa da Radicali e dall'Associazione Coscioni, che non è ancora approdata in Parlamento ma sopravviverebbe in ogni caso alla legislatura.
Carlo Giovanardi, pasdaran cattolico, ricorda come il Parlamento ha espressamente vietato l’eutanasia, così come la maternità surrogata, o il consumo di droga. 

Altro tema all'ordine del giorno a cui la giurisprudenza ha dato una risposta ben prima del Parlamento, è la possibilità per un gay di adottare i figli biologici del compagno/compagna. La sentenza della Corte d’Appello di Trento, che ha giudicato illegittimo il rifiuto dell’ufficiale di stato civile di indicare sull’atto di nascita di due gemelli anche il nome del padre non biologico, spiana ora la strada a tutte quelle coppie di uomini che sono ricorsi alla maternità surrogata all’estero e che vogliono veder riconosciuta la propria genitorialità, a prescindere dal legame biologico con il bambino. A ottobre la Cassazione aveva già dato ragione a due donne, una italiana e una spagnola, entrambe riconosciute madri del proprio figlio.
E' bene precisare che la stepchild adoption in Italia esiste dal 1983 e permette l'adozione del figlio del coniuge, con il consenso del genitore biologico, solo se l'adozione corrisponde all'interesse del figlio, che deve dare il consenso  e viene disposta dal Tribunale per i minori dopo un accurato esame sulle capacità affettive, educative ed economiche della persona che vuole adottare.

Altro caso emblematico la legge sul doppio cognome, approvata dalla Camera nel 2014 e da allora ferma al Senato, così come la riforma della cittadinanza che può cambiare nel tempo la geografia del Paese: era una priorità del governo Renzi, come la legge sulle unioni civili, e mentre quest’ultima ce l'ha fatta ad arrivare a meta, il ddl sullo Ius soli, ossia sul diritto di cittadinanza per i figli nati in Italia di genitori stranieri, giace al Senato da più di un anno. Il testo è stato infatti approvato in prima lettura il tredici ottobre del 2015 con 310 sì, 66 no e 83 astenuti. Poi si è arenato a Palazzo Madama. Lo stesso Beppe Grillo ha eccepito ricordando come in Europa lo ius soli non è presente, se non con alcune eccezioni estremamente regolamentate.  

Riformare è difficile ovunque, soprattutto in Italia. Il governo Gentiloni invece di moltiplicare gli sforzi pare essersi arenato in una tranquilla siesta.  

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