Legittima difesa, ok al contestato articolo 1: “Sempre proporzionata all'offesa”

L'aula del Senato ha approvato i nove articoli che compongono il ddl sulla legittima difesa: ecco cosa cambia per gli italiani

Foto di repertorio

Con 194 voti a favore e 52 contro è stato approvato dall'aula del Senato il tanto contestato articolo 1 del disegno di legge sulla legittima difesa che modifica l'articolo 52 del codice penale con l'introduzione della parola “sempre” rispetto alla proporzionalità tra offesa e difesa. Viene quindi introdotto il principio per il quale la difesa è “sempre” proporzionata all'offesa e quindi non punibile. Oltre a Lega e M5s, anche Forza Italia e Fratelli d'Italia hanno votato a favore. 

Quindi sarà “sempre in stato di legittima difesa” chi, all’interno del domicilio e nei luoghi ad esso equiparati, respinge l’intrusione da parte di una o più persone “posta in essere con violenza o minaccia di uso di armi o di altri mezzi di coazione fisica”. Al domicilio è equiparato ogni altro luogo ove venga esercitata un’attività commerciale, professionale o imprenditoriale.

Punibilità in stato di turbamento

Dal Senato è arrivata anche l'approvazione dell'articolo 2 del ddl sulla legittima difesa, passato con 245 voti a favore,  4 contrari e 3  astenuti. Il Pd ha votato a favore dell'articolo, che esclude la punibilità per chi ha agisce "in stato di grave turbamento, derivante dalla situazione di pericolo in atto". 

Sospensione della pena e risarcimento

Sulla scia dei primi due è stato approvato anche l'articolo 3 che esclude dalla sospensione condizionale della pena chi si è reso responsabile di furto in appartamento se prima non risarcisce la vittima. A favore 202 senatori, 45 contrari e un astenuto.

Gli altri articoli

Dopo aver dato l'ok definitivo ai primi tre articoli del ddl, l'aula del Senato ha approvato anche gli  4, 5 e 6 che aggravano il quadro sanzionatorio per diverse fattispecie di reato. Poi è stata la volta dell'articolo 7 che interviene sulla disciplina “civilistica”, del numero 8 che riguarda le spese di giustizia e infine dell'articolo 9 sulla formazione dei ruoli di udienza.

Il ddl passa alla Camera

Dopo le dichirazioni finali di voto è arrivata la votazione definitiva. Il ddl sulla legittima difesa è stato approvato con 195 voti a favore, 52 contrari e un astenuto. Adesso il disegno di legge passerà all'esame della Camera.

Le critiche del Pd

Critico il Partito Democratico con la senatrice Valeria Valente che accusa: "Questa riforma apre il varco a ingenerare ancora più insicurezza e rischia di lasciare i cittadini ancora più soli perchè li spinge a rispondere alla violenza con altra violenza, a difendersi da soli, e in più genera false aspettative perchè il processo non potrà essere evitato in quanto c'è l'obbligatorietà dell'azione penale".

Salvini esulta

Attraverso i suoi profili social il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini ha festeggiato l'approvazione del disegno di legge sulla legittima difesa: "La difesa è sempre legittima! Dalle parole ai fatti"

Fdi: "Un passo indietro"

"Siamo rammaricati che i nostri emendamenti siano stati respinti, perchè avrebbero consentito di assicurare realmente che la difesa nelle abitazioni e nei luoghi di lavoro fosse davvero sempre legittima. Invece, in base a questo testo si consentirà ancora una troppo ampia discrezionalità ai giudici e potrà produrre, ancora una volta, sentenze contrastanti e spesso punitive per le vittime. La Lega si è piegata al M5S, dimenticando il programma elettorale del Centrodestra". Lo dichiarano i senatori di Fratelli d'Italia, Alberto Balboni, capogruppo di FdI in Commissione Giustizia, Ignazio La Russa, vicepresidente del Senato, e Raffaele Stancanelli, vicepresidente della Commissione Giustizia. "Ciononostante -hanno annunciato- voteremo a favore del testo, sia perchè rappresenta comunque un cambio di passo rispetto al passato e sia perchè è una battaglia storica della destra politica e di Fratelli d'Italia. Ma non possiamo esimerci dal dire che siamo di fronte ad un testo che è un passo indietro rispetto a quanto prospettato a grande voce in campagna elettorale", hanno concluso i senatori di Fratelli d'Italia.

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Anm: "Accolti i nostri rilievi critici"

"Leggendo il testo approvato dal Senato notiamo che sono stati accolti molti dei nostri rilievi critici evidenziati in sede di audizione in Commissione sui testi originari. Sia chiaro che nessuna modifica potrà far prescindere dai due cardini, dal principio di proporzionalità tra offesa e difesa e dall'accertamento del fatti all' interno di un procedimento penale. Le indagini per capire come si è svolta la vicenda devono essere sempre fatte, ciò a tutela e a garanzia di tutti, anche se si è aggiunto l'avverbio "sempre". E sotto questo profilo è evidente che l'introduzione nel sistema del concetto di "grave turbamento" dimostra chiaramente che per accertarne la sussistenza occorre fare un'indagine, non c'è spazio per alcun automatismo". Lo dichiara il presidente dell'Associazione Nazionale Magistrati Francesco Minisci. "Suscita non poche perplessità il nuovo comma 4 dell'art. 52 del codice penale, perché è poco chiaro, si presta a possibili distorsioni e non garantisce e non tutela nessuno, né l'aggredito né l'aggressore", conclude Minisci.

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