Domenica, 18 Aprile 2021

Legittima difesa, un italiano su due userebbe un'arma contro un ladro: “Una legge per evitare gli sceriffi fai-da-te”

I dati contenuti nel Rapporto Italia 2018 dell'Eurispes parlano chiaro: il 56,2% delle persone aprirebbe il fuoco contro degli estranei in casa. Il segretario generale del Sindacato Polizia Penitenziaria: “Nuovo Governo approvi subito una legge”

Foto di repertorio

Più di un italiano su due, per la precisione il 56,2%, afferma che userebbe un'arma contro degli estranei se li dovesse sorprendere di notte all'interno della propria abitazione. Il dato è contenuto nel Rapporto Italia 2018 dell'Eurispes e mette in evidenza il 'sentiment' degli italiani, che si dimostrano pronti a tutto per difendere i propri averi, anche dovendo andare contro la norma attualmente in vigore. A tal proposito è intervenuto Aldo Di Giacomo, segretario generale del S.PP., Sindacato Polizia Penitenziaria, che con un comunicato ufficiale ha chiesto al prossimo Governo di approvare subito una legge sulla legittima difesa: “I dati Eurispes provano che la nostra proposta di legge di iniziativa popolare sulla legittima difesa che ha raccolto oltre 2 milioni 300 mila firme degli italiani è una priorità di cui il nuovo Parlamento deve tenere conto cancellando ritardi e sottovalutazioni del Parlamento appena sciolto che l’ha insabbiata”.

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“Per questo – afferma Di Giacomo – al cittadino deve essere data la possibilità di difendersi, di difendere i propri cari, il proprio patrimonio. La nostra pdl è pertanto un forte deterrente nei confronti dei malviventi che devono capire a cosa vanno incontro nella violazione del domicilio. Secondo l’attuale normativa di legge, se io sto dormendo a casa mia e nel cuore della notte entra uno sconosciuto per aggredirmi ed è armato, io posso usare la pistola non solo se lo sconosciuto ha un'arma, ma deve anche essere in procinto di spararmi. Perché la legge dice Ci vuole un pericolo imminente. È necessario quindi capire se chi mi sta aggredendo sta davvero mettendo in pericolo la mia vita, allora in questo caso posso sparare. Ma a una condizione: non devo avere alternative. Quindi è legittima la difesa solo se c'è il pericolo imminente o se non riesco a trovare in casa un metodo meno offensivo dell'arma. Ma se questa persona avanza, senza un'arma, io avendo legittimamente un'arma sul comodino non posso prenderla. Perché se in questo caso io gli sparo, c'è una colpa: o lesioni colpose o omicidio colposo”.

Ma una legge da sola non basta, come confermato dallo stesso Di Giacomo, serve più vigilanza delle forze dell'ordine, più risorse e più personale, in modo da evitare un'epidemia di 'giustizia privata': “Dunque l’ampliamento legislativo della tutela a cui pensiamo vuole da un lato evitare il rischio di alimentare la cultura dello “sceriffo fai da te”, cavalcata da forze politiche estremiste nei toni ma improduttive nelle soluzioni, ma dall’altro realizzare un deterrente molto più forte verso quella categoria di criminali dediti a furti e rapine nelle nostre abitazioni, che non dovranno mai più beneficiare di alcuna scappatoia giuridica che sarebbe ingiusta e beffarda”.

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