Sabato, 6 Marzo 2021

Leopolda, che cosa c'è nella "contromanovra" di Renzi e Padoan

Sei misure per "ridurre lo spread e dimezzare le tasse". A presentarle, alla Leopolda 9 a Firenze, Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan

Matteo Renzi, ex segretario del Pd, durante il suo intervento sul palco della Leopolda, 19 ottobre 2018 Firenze. ANSA/CLAUDIO GIOVANNINI

La partecipazione non è mancata, questo è certo.  Apertura con "il botto" per la nona edizione della Leopolda dal titolo "Ritorno al futuro": la "kermesse di Matteo Renzi", che si svolge a Firenze, ha registrato, secondo una stima degli organizzatori, una grande affluenza con oltre 4000 presenze nella prima serata, circa il doppio rispetto alle prime serate più affollate delle precedenti edizioni. Incontri e dibattiti fino a domenica-

Il congresso del Pd non è l'ombelico del mondo, "non è il Pd il problema del Paese", la Leopolda 9 non sarà sul Pd ma sarà "diversa", meno big e più gente e tante proposte per il futuro in una kermesse intitolata - con tanto di macchina DeLorean sul palco - "Ritorno al futuro". Però una delle stoccate più forti che Matteo Renzi tira aprendo i lavori dell'appuntamento fiorentino è per il gruppo dirigente Dem. "Beneficiati rancorosi" definisce l'ex premier quelli che hanno avuto e poi, dopo "una brutta sconfitta", si sono dileguati o si sono rivoltati contro.

Renzi "Quando si perde alla Leopolda viene più gente"

Parole sofferte, anche, per uno che dice di voler "voltare pagina". "Quando si perde, ti giri e la stragrande maggioranza di chi ti stava intorno dice 'Renzi? Mai visto prima'. E' la sindrome del beneficiato rancoroso che caratterizza un po' del gruppo dirigente, gente che fino al giorno prima è lì e poi dice 'oh, io lo dicevo che sbagliava'", attacca l'ex segretario.

Ma, rilancia Renzi, "c'è uno strano meccanismo per cui quando si perde alla Leopolda viene più gente, è una cosa che solitamente in politica non succede" perchè "chi ha avuto finge di non ricordarselo, chi in questi anni ha solo dato è qui più convinto di prima, perché stava qui per un ideale e non per un interesse, e io voglio inchinarmi davanti a voi - aggiunge rivolgendosi alla platea - e dirvi grazie. Voi siete la dimostrazione della politica seria, fatta per passione, non per interesse". Platea dalla quale Renzi si è fatto abbracciare e salutare in un avvio inedito di Leopolda. "Deve essere una Leopolda diversa dal solito, ecco perchè ho voluto fare un ingresso diverso dal solito. La dobbiamo fare diversa dal solito perchè il titolo Ritorno al Futuro dice tutto e il contrario di tutto", annuncia.

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Poi - dopo aver dato dei "cialtroni" a quelli del governo che "stanno mettendo a rischio il paese per la loro incompetenza" in una drammatica carenza di "cervello" più che abbondanza di "manine" - i lavori partono con ogni intervento scandito dalle note di "Ritorno al futuro": sale sul palco il finanziere Davide Serra, insieme a Renzi, arriva - applauditissimo e con una vera standing ovation - l'ex ministro dell'Economia Pier Carlo Padoan, autore, con Renzi, della contro-manovra. "Non pensavo di trovare tanta incompetenza e arroganza - sottolinea Padoan a proposito del governo M5s-Lega - che si ritorce contro gli stessi governanti che fanno male a se stessi e non solo al paese, serve uno scossone, convincere i mercati e i partner europei che l'Italia ha un progetto". "Bisogna reagire perchè lo stiamo pagando giorno per giorno" conclude Padoan.

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La contromanovra di Renzi e Padoan

Sei misure per "ridurre lo spread e dimezzare le tasse". A presentarle, prima dell'avvio della Leopolda 9 a Firenze, Matteo Renzi e Pier Carlo Padoan. Nelle proposte di contro-manovra si individua innanzitutto una "riduzione dello 0,3% annuo" del deficit rispetto alle previsioni del governo e "con questa decisione sarebbe evidente una riduzione lenta ma costante del deficit strutturale".

"Con questo deficit la legge di bilancio 2019 potrebbe innanzitutto recuperare i tagli fatti a Ace, Econobonus, Iri ma soprattutto potrebbe prevedere un corposo investimento per la crescita" hanno spiegato elencando, poi, altre tre misure: abolizione totale dell'imposta di registro "per rilanciare il settore immobiliare", la riapertura del progetto Casa Italia "ideato da Renzo Piano e chiuso da questo governo", "la cancellazione totale dell'Irap". Infine la legge di bilancio 2020 "potrebbe contenere l'assegno universale per i figli anche per lavoratori autonomi e incapienti, non solo per i dipendenti".

Sei quindi le proposte per fermare la "folle crisi finanziaria italiana". Ecco quali sono:

  • La riduzione del deficit nominale al 2,1% nel 2019, all'1,8% nel 2020 e all'1,5% nel 2021
  • Il recupero dei tagli ad Ace, Ecobonus, Iri e corposi investimenti per la crescita
  • La previsione dell'abolizione totale dell'imposta di registro per rilanciare il settore immobiliare
  • La riapertura del progetto Casa Italia, con una misura una tantum di 4 miliardi per finanziare tutte le opere pronte nel settore idrogeologico e dell'edilizia scolastica
  • Cancellazione totale dell'Irap, che avrebbe effetti per 13,8 miliardi sui saldi 2020
  • Assegno universale per i figli, cui avrebbero diritto anche i lavoratori autonomi e gli incapienti, per un valore di 9 miliardi di euro.
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