Lunedì, 17 Maggio 2021
Il sogno di un nuovo Ulivo

Letta - Conte: si parte, ma senza i temi per il centrosinistra la strada è in salita

L'incontro tra i due leader di Partito Democratico e Movimento 5 Stelle, dà il via al primo mattone per un nuovo grande Centrosinistra in stile Ulivo. Ma ci sono vari problemi, tra personalismi e il caso Roma. Intanto la renziana Simona Malpezzi è stata eletta capogruppo dei democratici in Senato

Letta incontra Conte - FOTO ANSA

E' ufficiale: è aperto il nuovo cantiere del Centrosinistra. Dovrebbe basarsi sulle solide fondamenta di due bacini elettorali molti ampi e le mura portanti costituite dal Partito Democratico e dal Movimento 5 Stelle. A dare il via ai lavori sono stati il segretario democratico Enrico Letta e il (capo politico? E' ancora da vedere) ex Premier Giuseppe Conte, che si sono incontrati ieri nella sede dell'Arel ,l'agenzia di ricerca e legislazione. Un faccia a faccia di circa un'ora in cui i due avrebbero avuto una discussione cordiale per affrontare una strada comune, anche perché ormai, come ha detto anche Conte, "Pd e Cinque stelle sono interlocutori privilegiati". Avanti dunque con il progetto di un grande Centrosinistra perché adesso o mai più. Adesso che ci sono Conte e Letta soprattutto. Due che in passato hanno lavorato bene insieme a quanto dicono loro e che condividono molte cose: dall'approccio super istituzionale, all'insofferenza per Renzi. E se la politica è qualcosa di più rispetto ad un cantiere e all'intesa tra leader, quanto meno dovrebbe essere così, si resta in attesa dei temi. Quelli sì che interessano le persone. Quelli sì che dovrebbero essere messi presto al centro del dibattito.

Letta incontra Conte, ma c'è la grana Roma

Anche perché, solo attraverso i temi, si possono costruire grandi alleanze. Altrimenti, sarà sempre necessario dover fare scelte, come quelle che Letta rischia di dover fare su Roma, dove si ritrova Virginia Raggi, la Wonder woman rilanciata proprio da Beppe Grillo. La Raggi in casa 5 Stelle è blindatissima e si ricandida. Peccato che l'altra sera l'ex segretario del Pd Nicola Zingaretti l'ha definita "pericolosa", creando un vespaio dall'altra parte, dove la stessa Raggi ha ribadito come sia stato inopportuno parlare in quel modo di chi, di minacce, ne ha subite davvero da parte dei Casamonica. Ma se Letta, come del resto tutto il Pd, pensa che Roma sia un banco di prova, allora sarà difficile superare la prova se ognuno pone le proprie inderogabili condizioni senza ascoltare l'altro. Ne è un esempio la fuga in avanti di Gualtieri, che prima sembrava dovesse essere l'uomo del Pd per puntare al Campidoglio, salvo poi fare marcia indietro e ricucire con Carlo Calenda, l'altro leader che sulla Capitale vuole dialogare con i democratici e non ne vuole sapere della Raggi. Insomma, o si lavora sui temi senza guardare al passato o sarà dura, quanto meno su Roma.

E' importante cominciare a parlare di programma anche perché può aiutare il Pd a risollevarsi dai sondaggi che lo puniscono perché, secondo quanto riportano dall'istituto "Termometro Politico", viene percepito partito lontano dai problemi delle persone. Letta lo ha capito. Per questo al Nazzareno, in occasione del suo discorso da candidato, ha parlato di ius soli. A Salvini sarà anche sembrata la solita mossa disperata di un movimento che non ha più molto da dire, ma in verità sono proprio quelle battaglie a poter ridare identità e linfa vitale: da una parte si riconsolida quell'asse Pd-M5S-Leu intorno a battaglie comuni (non meno importante quella per l'ambiente), dall'altra si rimarcano i confini con quella destra sempre più nazionalista e a cui Letta guarda come il vero avversario. Un monito, per un Pd in cui il primo "nemico" è quello interno, cioè il compagno dell'altra corrente.

Asse M5s - Pd, Malpezzi nominata capogruppo in Senato

Intanto stamattina è arrivata l'ufficialità della nomina della renziana Simona Malpezzi a capogruppo dei democratici in Senato. "La donna che é oggi davanti a voi é profondamente diversa da quella che ero quando sono diventata sottosegretaria. In questo anno e mezzo ci sono stati snodi politici e personali che mi hanno reso chiara la fatica di essere donna in un posto apicale, la fatica nell'affermare la tua autorevolezza e la forza del tuo ruolo. Tutte cose che un uomo non deve fare, perché per un uomo é scontato" ha commentato la Malpezzi, che ha subito ringraziato, puntando su quanto sia importante il tema della parità di genere. Ma lei resta della corrente "Base riformista". Una che vede le cose come Matteo Renzi, che rispetto al nuovo cantiere della sinistra, sembra giocare tutt'altra partita visto che, sull'incontro di ieri, ha detto "di non sapere nulla perché era impegnato ad ascoltare il vero Premier Mario Draghi". Forse in quel cantiere non ci sarà posto per i liberali e le forze più moderate, ma i temi, sempre ne venga ribadita la centralità, sono cari anche tra Azione e Più Europa e una parte di Forza Italia. Chissà cosa succederà se Letta se la farà sfuggire. Forse un nuovo polo liberale di centro tra destra e sinistra, ma se così fosse, quando nascerà il nuovo Ulivo, Letta potrà dire di aver fatto un buon lavoro, ma non di aver vinto la sfida di una grande alleanza di per una sinistra democratica come, del resto ,sarebbe già dovuto essere il Pd.

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