Martedì, 20 Aprile 2021

Conte scrive a Bruxelles: inizia la lunga strada verso il negoziato con l'Ue

Il premier promette che l'Italia "rispetterà i vincoli" e al contempo farà in modo di abbassare le tasse fin dal prossimo anno: ma nella lettera non c'è alcun dettaglio

La lettera è già arrivata a destinazione. E' stata inviata ai 27 Stati membri dell'Unione europea, al presidente della Commissione Ue Juncker e al presidente del Consiglio europeo Tusk. Il mittente è il governo italiano e riguarda i nostri conti pubblici. Lo comunicano fonti di Palazzo Chigi. Nessuna sorpresa sui contenuti. Conte chiede alla commissione Ue di aprire il confronto sulle regole che governano l’Unione confermando allo stesso tempo l’impegno dell’Italia a rispettare i parametri europei.

"Probabile un rallentamento dell'economia" e sull'Italia pende lo tsunami pensioni

In un passaggio della missiva, visionata dall'Adnkronos e lunga sei pagine, il premier Giuseppe Conte scrive: "Ritengo che sia nostro dovere aprire, adesso, senza ulteriore indugio, una 'fase costituente' di governo delle nostre società e delle nostre economie, riconsiderando modelli di sviluppo e di crescita che si sono rivelati inadeguati di fronte alle sfide poste da società impoverite, attraversate da sfiducia, delusione, rancore". "Prima che l'Unione Europea si trovi a dover affrontare nuove crisi finanziare sistemiche e globali, occorre una riflessione approfondita su come assicurare un effettivo equilibrio tra stabilità e crescita, tra riduzione e condivisione dei rischi - si legge ancora -. Sono poli dialettici, ma devono essere valutati insieme, devono essere tra loro adeguatamente bilanciati".

Il testo integrale della lettera di Conte all'Ue

"Come l'esperienza ha dimostrato - scrive ancora il premier - se sono posti in opposizione, se per assicurare la piena realizzazione dell'uno si sacrifica l'altro, si rischia di pagare un prezzo molto elevato per la coesione sociale ed economica dei singoli Stati membri, e, quindi, per la credibilità stessa del progetto europeo". Il premier rimarca inoltre che "l'Italia, in quanto Paese fondatore della casa comune, avverte la piena responsabilità di coltivare un dialogo aperto e costruttivo con la Commissione europea". "Lo ha dimostrato anche di recente, nel dicembre 2018 - fa notare il premier - allorché un intenso negoziato ha consentito di chiarire i dettagli della nostra manovra economica, il linea con le regole previste dal patto di stabilità e crescita. Adesso l'Italia viene nuovamente sollecitata a dare conto del rispetto di queste regole".

C'è una "duplice" chiave di lettura

La lettera contiene anche un attacco ai cosiddetti 'paradisi fiscali', ossia a chi, all'interno dell'Ue, applica tasse agevolate. Il premier, oltre a chiedere nuove regole per salvaguardare il progetto europeo, sferra anche un attacco a quello che considera un comportamento 'unfair', più volte definito dal presidente del Consiglio di un vero e proprio 'dumping fiscale'. Ma è un'altra la chiave di lettura forse più interessante. L'obiettivo della lettera è duplice: aprire sì un confronto con "l'Europa" e  scongiurare l'effettivo avvio di una procedura d’infrazione per debito eccessivo, ma Conte si schiera allo stesso tempo nettamente dalla parte di Matteo Salvini e Luigi Di Maio che anche mercoledì, nella risoluzione di maggioranza, hanno ribadito che i partiti al governo non voteranno manovre recessive. Non poteva fare altro e siamo in una fase interlocutoria.

M5s e Lega ieri con una risoluzione di maggioranza presentata alla Camera impegnano il governo a "favorire uno spirito di piena collaborazione e dialogo con le istituzioni Ue, assicurando che venga preservata la sostenibilità delle finanze pubbliche in un quadro di non aumento e di progressiva riduzione della pressione fiscale, nel segno della sostenibilità sociale e senza manovre recessive, al fine di scongiurare l'eff ettivo avvio di una procedura d’infrazione per debito eccessivo". Siamo solo ai preamboli.

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