Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Nuova lettera Ue al governo: "Debito troppo elevato, manovra incompatibile"

La situazione dei conti pubblici - scrive il direttore generale degli affari economici e finanziari della Ue, Marco Buti - limita lo spazio per spese più produttive: "Il debito pubblico italiano rimane una vulnerabilità cruciale per l’Eurozona"

Il ministero dell'Economia ha ricevuto una nuova lettera dalla Commissione europea, firmata dall'italiano Marco Buti, direttore generale degli Affari economici e finanziari della Ue, in cui si chiede "di fornire una relazione sui cosiddetti 'fattori rilevanti' che possano giustificare un andamento del rapporto Debito/PIL con una riduzione meno marcata di quella richiesta". Per la Ue, "il debito pubblico italiano rimane una vulnerabilità cruciale".

A dare notizia della nuova lettera da Bruxelles è lo stesso ministero dell'Economia, che precisa che la risposta "dovrà essere trasmessa entro il prossimo 13 novembre". Una lettera analoga era stata inviata, si ricorda, anche negli anni passati. La risposta "sarà inviata a Bruxelles rispettando la scadenza indicata". La missiva europea è indirizzata al direttore generale del Tesoro Alessandro Rivera.

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Manovra, nuova lettera Ue al ministero dell?Economia: risposte entro il 13 novembre 

A maggio la Ue aveva chiuso un'analisi sul debito italiano e ora chiede conto di come mai il debito italiano che era a 131,2% del Pil nel 2017 scenderà solo al 130,9% nel 2018 e al 130% nel 2019 e non di più come auspicato dalla Ue. "Nonostante la riduzione prevista del rapporto Debito/Pil, non si prevede che l'Italia soddisfi prima facie il parametro di riferimento relativo all'adeguamento del rapporto debito Pil nel 2018 e nel 2019", scrive Buti. E aggiunge:

"Un debito pubblico così elevato limita lo spazio di manovra del governo per spese più produttive a beneficio dei suoi cittadini. Date le dimensioni dell'economia italiana, è anche una fonte di preoccupazione per l'area euro nel suo complesso".

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La Commissione teme dunque il rischio contagio a tutta l'Europa. "L'ampia espansione del bilancio 2019 è in contrasto con l'aggiustamento raccomandato dal consiglio", e questo "unito ai rischi al ribasso per la crescita del Pil nominale" è incompatibile con "la necessità di ridurre in maniera risoluta il rapporto debito Pil dell'Italia". Non aiuta infatti nemmeno l'andamento del Pil italiano che nel terzo trimestre è apparso più debole delle stime.

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