Giovedì, 25 Febbraio 2021
Tra incubi e opportunisti

Le strane lettere delle sedicenti "nuove Brigate Rosse"

Accertamenti per stabilire se ci sia un'unica mano dietro la lettera recapitata al Pd e quelle arrivate ai sindaci di Ferrara e Rimini

I poliziotti della Digos di Roma indagano su una lettera recapitata alla sede del Partito Democratico firmata "Le Nuove Brigate Rosse". Secondo quanto si apprende, c'era una stella a cinque punte disegnata a penna.

Accertamenti sono in corso per stabilire se ci sia un'unica mano dietro la lettera recapitata al Pd e quelle arrivate ai sindaci di Ferrara, Modena e Rimini. Il primo cittadino della città romagnola, Andrea Gnassi, parla anche dei contenuti e di una lettera "in cui si lanciano folli accuse e ancora più folli promesse di atti violenti verso le nostre comunita'".

lettere brigate rosse-2

"Non mi sembra che ci sia legame con le Brigate rosse che conosciamo" ragiona Olga D'Antona, vedova di Massimo, il giuslavorista ucciso a Roma dalle Brigate rosse il 20 maggio del 1999. "Sono il frutto di un malessere che può essere pericoloso, si minacciano atti violenti, ma i messaggi delle Brigate rosse che conosciamo erano di tutt'altro tenore, non si riferivano a fatti così specifici come in questo caso, il lockdown o le misure restrittive. Mi sembra dunque che utilizzino la sigla delle Br ma che sia tutt'altra cosa".

"Il subbuglio c'è e la situazione non è certo da sottovalutare, ma non credo sia possibile un ritorno delle Brigate Rosse degli anni di piombo" ha detto all'Adnkronos Sandro Leonardi, figlio di Oreste, capo della scorta di Aldo Moro ucciso dalle Br nell'agguato di via Fani il 16 marzo 1978.

"Mi viene più facile pensare che si tratti di qualcuno che vuole cavalcare il momento".  

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