Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Liberi e Uguali: un progetto naufragato fin dall'inizio, ma col Ministro Speranza nella storia

Leu è una delle sigle che più di altre è rimasta ferma ad occupare lo spazio a sinistra del Pd. Ci sono nomi anche eccellenti che hanno abbandonato il progetto, tuttavia l'unione dei partiti di sinistra é riuscita ad esprimere il Ministro della Salute

Pietro Grasso - foto Ansa

Art. 1 - Movimento democratico e Progressista, Si e Possibile. Tutti insieme nel 2018 hanno dato vita a Liberi e uguali, uno dei gruppi che più di altri ha mantenuto la barra dritta sugli obiettivi di programma. Anzi ha provato a rilanciare su sanità pubblica e patrimoniale, ma senza successo. Col tempo il progetto si è frantumato sia fuori che dentro il Parlamento, dove gli eletti si sono divisi sul voto a sostegno del Governo Draghi. Ma vantano un Ministro che farà la storia: Roberto Speranza, che Bersani ha definito "il capitano della nave che ci ha portato fuori dalla pandemia".

Fondato e lanciato nel 2017 dall'allora Presidente del Senato Pietro Grasso, già procuratore antimafia, Leu è nato dall'alleanza tra i partiti Articolo Uno (Mdp), Sinistra Italiana e Possibile. Quando si presentarono alle ultime elezioni, Liberi e Uguali, che era anche un'alleanza di partiti candidati, si proponeva come l'alternativa al centrosinistra di Matteo Renzi, tacciato di essere troppo moderato, alla destra, ma anche al Movimento 5 Stelle, che ai tempi era ai massimi livelli di populismo. Sul tavolo tante proposte, ma le più importanti erano quelle di una politica fiscale che riducesse le disuguaglianze con, ad esempio, una base imponibile dell'Irpef che fosse più pesante sugli scaglioni più alti, con scaglioni più stretti e imposte sempre più progressive. Nessuna apertura per tasse piatte. Nel corso del tempo Nicola Fratoianni, deputato di Si, è andato oltre quel punto programmatico rilanciando una patrimoniale con cui si possano tassare i super ricchi. L'idea arriva proprio di fronte alla crisi in cui è entrata l'Italia con il Covid, che rischierebbe di divaricare ulteriormente il gap tra ricchi e poveri e di fronte al quale serve porre rimedio.

Liberi e Uguali è un progetto morto sul nascere

L'idea non ha raccolto molto consenso, come del resto non aveva raccolto molto consenso la lista in sé, che alle elezioni aveva preso il 3,39% alla Camera (14 seggi) e 3,28% al Senato (4 seggi). Tanto che Leu, inizialmente non aveva neppure potuto formare un proprio Gruppo Parlamentare, per poi ottenere una deroga dalla Presidenza della Camera. Subito dopo le elezioni Giuseppe Civati e tutta la segreteria di Possibile rassegnano le proprie dimissioni criticando aspramente il risultato elettorale e l'intera formazione. Quello sarà solo l'inizio di una serie continua di fuoriuscite, tra cui ci saranno anche quelle di Laura Boldrini e Rossella Muroni, le quali, prima abbandonano il partito pur restando nel gruppo parlamentare e poi escono anche dalle fila degli eletti. La Boldrini andrà nel Pd e la Muroni aderirà e fonderà un gruppo parlamentare di ispirazione super ecologista: "Facciamo Eco - Lista Verdi". Alla Camera sono passati da 14 a 11 deputati, guadaganndone uno (Rina De Lorenzo dal Movimento 5 Stelle); in Senato da 4 a 6 con le supplettive.

Camera

  • Michela Rostan (ora Iv)
  • Giuseppina Occhionero (ora Iv)
  • Laura Boldrini (ora Pd)
  • Rossella Muroni (ora Gruppo Misto)

Senato

  • Francesco Laforgia
  • Sandro Ruotolo

Oggi Leu si presenta con un gigantesco problema progettuale perché il rischio di non avere alcun riscontro alle prossime elezioni è molto alto. Sicuramente però sono riusciti ad esprimere una figura di spicco, diventata riferimento per tutta la sinistra in Italia, cioè Roberto Speranza, il quale, da coordinatore ed eletto di Articolo Uno (dopo l'abbandono del Pd), viene nominato Ministro della Salute nel Governo Conte bis e confermato anche con Draghi Premier.

Liberi e Uguali programma

Speranza resterà infatti nella storia per essere stato il Ministro della Salute nell'epoca della pandemia da Covid, prendendo scelte, talvolta anche impopolari e su cui, anche in piena crisi, si è giocata la campagna elettorale tra i così detti aperturisti e chiusuristi. Sicuramente Speranza è stato uno dei più decisi nel mantenere sempre livelli di guardia alti in Italia, motivo per il quale è stato il bersaglio delle destre che chiedevano più attenzione per imprenditori e commercianti. Mentre ha sempre tenuto un atteggiamento rigorista, i parlamentari di sinistra rilanciavano la necessità di ritornare ad una sanità pubblica, anche perché già il Manifesto di Leu del 2017 prevedeva di finanziare con 5 miliardi in 5 anni gli ospedali pubblici. Il programma rimasto al palo:

  • Lavoro: cancellare il Job act (non raggiunto)
  • Pensioni: si puntava ad un accesso in linea con quello dei paesi europei. (non raggiunto)
  • Scuola: piano di rifinanziamento dell'istruzione pubblica che le consenta di avere risorse pari a quelle dei Paesi più avanzati. (non raggiunto)
  • Welfare: Pubblico universalistico partendo dalla sanità. Tutto con un piano di investimenti pubblici per rilanciare anche la messa in sicurezza del territorio, delle case, delle scuole. (non raggiunto)

E' improbabile che il progetto di Leu sopravviva a questa esperienza politica e c'è da capire se le varie sigle e i vari esponenti, Speranza su tutti, vogliano giocare un ruolo nella partita della grande alleanza di sinistra a cui sta lavorando il segretario Pd Enrico Letta e che vede come partner il Movimento 5 Stelle.

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