Contanti o bancomat? Il problema sono le tasse: nasce il nuovo partito "anti statalista"

"In Italia serve una rivoluzione culturale in materia economica e fiscale": Andrea Bernaudo, presidente di Sos partita Iva e promotore di Liberisti Italiani, spiega a Today.it le proposte rivolte al governo per un nuovo patto con i contribuenti

Anche le partite iva e i professionisti, nel loro piccolo si arrabbiano. E succede così che una delle associazioni più rappresentative si fa promotrice di un nuovo soggetto politico, Liberisti Italiani. "L’evasione fiscale è la conseguenza del vero problema italiano, l’oppressione fiscale". Lo spiega a Today.it Andrea Bernaudo, presidente di Sos partita Iva e promotore di Liberisti Italiani.

"Un’oppressione talmente ingiusta e sproporzionata che lo Stato per riscuoterla usa la forza militare e la strategia della tensione - incalza Bernaudo - nei Paesi civili si usano bancomat e carte senza essere minacciati dallo Stato, ma solo perché lo si ritiene più comodo. Se il governo, come dice il premier Conte, vuole fare un patto con i contribuenti italiani, allora riduca la pressione fiscale e contributiva tagliando sprechi e spesa pubblica improduttiva, partecipate, enti inutili. Siamo in campo con Liberisti Italiani e stanno arrivando tantissime adesioni, perché in Italia serve una rivoluzione culturale in materia economica e fiscale. Gli attuali partiti non vogliono cambiare nulla, sanno solo mettere sul banco degli imputati i contribuenti italiani, perseguitando in primis partite Iva, micro-piccole e medie imprese, cioè le attività produttive che tengono in piedi tutto e offrono lavoro vero, così non si può più andare avanti”.

Bernaudo, c'era veramente la necessità di un nuovo partito?

"In Italia son tutti liberali, ma nessuno è liberista, un paradosso ed una contraddizione ben architettata per non tagliare la spesa pubblica e le tasse. In Italia il quadro dei partiti è quasi integralmente di stampo statalista o socialista, poco importa se siano socialisti o statalisti di destra, di sinistra o di centro. I risultati sono gli stessi.

Quelle pochissime forze politiche che avevano e hanno promesso "meno stato e più libertà", professandosi liberali, hanno finora fallito. In Italia non c’è mai stato un partito fieramente liberista, realmente pro-mercato, pro-concorrenza, pro-merito e soprattutto un partito che mettesse al centro l’individuo. Si mortifica la creatività imprenditoriale, strozzando di tasse chi aveva voglia di rischiare per produrre benessere e lavoro per tutti.

L’Index Economic Freedom ci relega agli ultimi posti quanto a libertà economiche, al contrario svettiamo in cima ai paesi del Mondo per pressione fiscale, corruzione e debito pubblico. Tutto questo blocca la produzione, la voglia di rischiare, deprime la creatività imprenditoriale. In Italia servono 10 anni di tagli alla spesa pubblica e lotta agli sprechi accompagnati da una rivoluzione fiscale vera pro-impresa, pro-merito, pro-contribuenti.

liberisti italiani-2

Liberisti Italiani nasce come movimento o partito anche in una eventuale ottica di alleanze?

Non siamo dei velleitari, prima dobbiamo esistere. Ma è bastato un annuncio su qualche social e già siamo a quasi 1000 adesioni convinte al nostro appello per la fondazione di Liberisti Italiani. C’è tutta una galassia di piccole associazioni, sigle che la pensano come noi. Ma senza una stabile organizzazione continueranno ad essere relegate a strillare sui social. Serve un vero partito liberista per cercare di fare innanzitutto una rivoluzione culturale.

Quali le proposte sottoponete alla classe politica?

Liberisti Italiani nasce dall’esperienza di SOS partita IVA e le prime 4 proposte sono i 4 cavalli di battaglia di questa associazione che in 5 anni ha riportato il tema delle partite IVA e dei diritti dei contribuenti nell’agenda politica.

  • In Europa: concorrenza fiscale tra Stati e non “armonizzazione” della tosatura europea che vogliono gli stati tartassarori, a partire dall’Italia e dalla Francia (abbiamo uno studio molto approfondito) il nostro modello fiscale per l’Europa è quello vigente negli USA.
  • Tasse: per tutti i titolari di una partita IVA, persone fisiche e società deve esserci una medesima aliquota proporzionale al 15% con una no tax area a 12.000 euro di fatturato. Per i dipendenti pubblici e privati si può mantenere la progressività, ma con una drastica diminuzione delle pretese dello stato sul cuneo fiscale, più soldi in busta paga per il lavoratore, ma non a danno delle imprese;
  • Giustizia Tributaria: abolizione dell’incostituzionale “solve et repete” dall’ordinamento tributario! Il nostro primo cavallo di battaglia! Giù le mani dello stato dalle tasche dei contribuenti che ricorrono al giudice, la riscossione (l’un terzo del dovuto così come sentenziato) può partire dalla sentenza di primo grado ove favorevole per il fisco ( e su questo c’è già una nostra proposta di legge pronta);
  • Previdenza: stop al monopolio INPS per tutti i lavoratori indipendenti privi di una cassa privata; il contribuente deve scegliere in alternativa all’ente di stato tra pubblico e privato e poter optare per un sistema a capitalizzazione, anziché a ripartizione (anche qui c’è una nostra proposta di legge pronta).

Quali tappe e quali azioni vorrete portare avanti?

"Adesso arriviamo rapidamente a 1000 adesioni, poi faremo l’assemblea fondativa dove approveremo l’atto costitutivo e lo statuto. Nel più breve tempo possibile un congresso costituente con l’approvazione del programma e l’elezione degli organi. Preciso subito che sarà un congresso aperto, dove chiunque potrà iscriversi fino all’ultimo secondo, avendo diritto all’elettorato attivo e passivo. Un partito contendibile e aperto, basta con i ducetti sedicenti “liberali”, hanno già fatto troppi danni".

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