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Lunedì, 24 Gennaio 2022
Politica

Ecco la lista del prof: "Con Monti per l'Italia"

Il premier uscente contro "gli estremismi" spiega la strategia del 'grande centro': lista unica solo al Senato mentre alla Camera si valuta la possibilità di una federazione di tutti i montiani.

Dopo l'Agenda, ecco la Lista del Professore. Mario Monti ha spiegato quella che sarà la strategia dei 'montiani' per entrare sia alla Camera che al Senato, dove la soglia di sbarramento è all'8%: una lista unica per Palazzo Madama e una 'federazione' per Montecitorio.

Quanto al nome della lista, il professore ha spiegato a Uno Mattina che sarà "qualcosa tipo Con Monti per l'Italia".

"TAGLIARE LE ALI ESTREME". Bersani sì, Fassina e Vendola no: "Tagliare le ali è una brutta espressione" ha spiegato il professore "ma tagliare gli estremismi sarebbe una buona cosa". E sarebbe soprattutto la condizione per un'eventuale alleanza con il Partito democratico.

L'apertura a Bersani sarebbe dunque possibile a patto che il segretario si liberi delle "frange estreme", da Stefano Fassina a Nichi Vendola a Cgil e Fiom, ferme "su posizioni conservatrici e che impediscono di spingere a fondo con le riforme".

E alla domanda 'E' possibile un Monti bis?' Monti risponde con una battuta: "C'è qualche giorno per pensarci, spero che Bersani convinca ma non vinca".

"BENE 'GLI' ICHINO". Il prof si intrattiene poi a tessere le lodi della "considerevole parte riformista del Pd", rappresentata ad esempio da esponenti come Pietro Ichino, "che addirittura ha lasciato il Pd per venire nel nostro movimento, ma anche Morando, Tonini, Vassallo che hanno scritto una lettera a un quotidiano rivendicando che il Pd stia con Monti".

Allo stesso modo anche nel Pdl ci sono delle "lobby che hanno impedito di andare avanti con la liberalizzazione di alcune professioni". E Monti chiama in causa Renato Brunetta tra coloro che hanno ostacolato le riforme per favorire più concorrenza.

QUESTIONE SPREAD. Sullo spread sceso sotto quota 300, Monti ha commentato: "Ci siamo varie volte avvicinati al traguardo, e quasi mi ero pentito di averlo indicato perché poi rimbalzava in alto". Lo spread "è sceso anche per la distensione sui mercati per l'accordo in Usa sul Fiscal cliff e il rientro di fiducia sull'Italia per il rientro di capitali esteri e italiani".

"Spero - ha detto Monti - che non sia un fenomeno effimero e che giovi al Paese e a chiunque governi da questa primavera".

ICHINO: "DELL'ARINGA CANDIDATO SEGNALE APERTURA". Parla ormai da 'montiano doc' Pietro Ichino che, intervistato da La Stampa, spiega come la candidatura dell'economista Carlo Dell'Aringa nel Pd è un segnale di apertura "ad apporti culturali non omologati". Ma per il giuslavorista nel partito resta comunque la convivenza di due tesi "tra di loro contraddittorie" su come uscire dalla crisi: "Non mi sembra che quello del dualismo del mercato del lavoro sia stato uno dei temi centrali nelle proposte di riforma sostenute da Carlo Dell'Aringa. Credo, però, che anche lui sia favorevole a una drastica semplificazione della legislazione del lavoro vigente. Se le cose non cambieranno rispetto al recente passato, nel Pd incontrerà comunque anche lui non poche resistenze su questo terreno".

"PD CONSERVATORE". "Sui temi del mercato del lavoro - aggiunge Ichino - effettivamente è dal congresso del 2009 che ho sperimentato nel Pd la prevalenza di atteggiamenti sostanzialmente conservatori. Favoriti dal simmetrico conservatorismo del PdL, che in quattro anni di governo ha sostanzialmente lasciato le cose come stavano. La mia speranza - prosegue - è che, con la nascita del nuovo polo che fa capo a Monti nessuno possa più permettersi di sonnecchiare sui gravissimi problemi del mercato del lavoro italiano".

EX PDL PREPARANO LISTA PER MONTI. "Stiamo provando a vedere se si può fare una lista alla Camera. Si chiamerà 'Italia popolare per Monti' e vorremmo presentare nome e logo domani o lunedì". Lo dice in un'intervista al Messaggero il deputato Giuliano Cazzola, ex Pdl ora aderente all'agenda Monti, sottolineando che invece al Senato l'idea è quella di partecipare nel listone.

"Sia a palazzo Madama sia a Montecitorio - precisa - la presenza di noi ex berlusconiani per Monti può fungere da calamita per molti astensionisti e per molti elettori che hanno creduto nel Cavaliere ma adesso basta". Impossibile per il deputato fare pronostici sulla nuova area dei moderati: "I sondaggi sono ancora ballerini. Chi parla di 12; chi, come lo stimato professor D'Alimonte, dice il 20 e anche di più: il 23. Noi di Italia popolare comunque siamo presenti in parecchie regioni, quasi in tutta l'Italia". A tenere i rapporti col professore, spiega, sono "Mario Mauro e Franco Frattini", definite "le personalità di punta del progetto di un nuovo centrodestra". Tra le altre personalità politiche, aggiunge, "si va da Isabella Bertolini a Santo Versace, da Destro e Gava a Mantovano e a Malgieri, da Pecorella a Stracquadanio".

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