Domenica, 9 Maggio 2021

Il silenzio di Salvini sui 30 milioni di cittadini che rischiano il lockdown in Italia dalla prossima settimana

Il governo Draghi si prepara a varare la zona rossa automatica per le regioni e una stretta sulle regole delle aree rosse e arancioni. Il leader della Lega dice che si tratta di una stretta locale, ma questa coinvolge 30 milioni di cittadini ovvero mezza Italia

"Sono contrario a un lockdown nazionale: bisogna agire a livello locale ma dobbiamo mandare un messaggio di speranza e pianificare le riaperture": ieri Matteo Salvini ha inaugurato con un'intervista a Libero la sua strategia di comunicazione sul lockdown in Italia con zona rossa nei week end che si prepara a varare il governo Draghi che la Lega appoggia. L'idea è quella di porre l'accento sulle chiusure che si effettuano "a livello locale", ma quando i giornali calcolano che saranno tra i 28 e i 30 milioni i cittadini che rischiano la zona rossa dalla prossima settimana la sua tesi sarà difficile da sostenere. 

Il silenzio di Salvini sui 30 milioni di cittadini che rischiano il lockdown in Italia dalla prossima settimana

È vero che ieri il governo ha rimandato di 48 ore la decisione sul lockdown in Italia e fatto capire che le nuove restrizioni, a differenza di quanto si pensava fino a ieri, non entreranno in vigore subito dalla prossima settimana. Ma alla fine l'esecutivo sembra orientato a inserire nel nuovo decreto o nel Dpcm che varerà le ulteriori restrizioni anche l’ingresso automatico in zona rossa con 250 casi settimanali ogni 100mila abitanti che - con l’attuale quadro - significherebbe blindare da 28 a 30 milioni di cittadini. Ovvero, scrive Repubblica, nove regioni e due province autonome. Restrizioni a livello locale, certo. Ma che coinvolgeranno mezza Italia. Il quotidiano spiega che dagli ultimi dati disponibili, a trovarsi nelle condizioni di diventare rosse sarebbero Lombardia, Piemonte, Emilia-Romagna, le province di Trento e Bolzano, Friuli-Venezia Giulia, Marche e Campania (che si è messa in rosso da sola come l’Alto Adige). Che si aggiungerebbero alle altre. E non solo: perché l'Italia è destinata, tranne Sicilia, Sardegna e Valle d'Aosta a finire tutta in zona rossa o arancione entro la prossima settimana mentre le regole di ogni area verranno inasprite con maggiori restrizioni. Tutte a livello locale, come direbbe Salvini. 

Anche stavolta, come ai tempi del governo Conte, l'esecutivo è diviso tra aperturisti e rigoristi. I primi però adesso sono numericamente di più e fanno sentire la loro voce nel consiglio dei ministri. Il problema è che di effetti concreti però non se ne vedono. Anzi: mentre il Capitano si batte per la riapertura di palestre e piscine (subito imitato da Giorgia Meloni che però è all'opposizione) dicendo che il 7 aprile, giornata mondiale della salute, potrebbe essere la data perfetta per far tornare le persone ad allenarsi e a nuotare, il governo Draghi fa tutt'altro - esattamente come si pensava sarebbe successo all'inizio del rapporto tra l'ex presidente della Banca Centrale Europea e il leader della Lega. Che qualcosa riesce ad ottenere, visto che ieri l'ala aperturista guidata da Giancarlo Giorgetti e Italia Viva ha ottenuto di evitare decisioni sul lockdown nel week end, sulla chiusura delle scuole e sul coprifuoco. 

Ma intanto il governo rinvia di una settimana il Decreto Sostegno (ex Decreto Ristori) che doveva portare soldi nelle tasche di alcune delle categorie più apprezzate proprio dalla Lega. Marcello Sorgi sulla Stampa dice che le quarantotto ore in più concesse da Draghi sul decreto legge in arrivo per arrivare a una soluzione più condivisa sono il segno che il presidente del consiglio sta prendendo confidenza con i comportamenti delle forze politiche. Di certo ce n'è una che dovrebbe essere furiosa ma è attualmente in silenzio. Dal governo Draghi "in tre settimane di segnali di cambiamento ne sono stati dati parecchi" rispetto al governo Conte, ha detto ieri il Capitano intervenendo all'emittente fiorentina Lady Radio. "È stato mandato a casa Arcuri - ha ricordato - che come commissario ai vaccini evidentemente aveva fallito. È stato cambiato il capo della Protezione civile, il capo della polizia, in Europa abbiamo detto 'dateci quello che ci è dovuto', e Draghi ha bloccato le esportazioni di 250.000 vaccini perché prima viene la salute degli italiani. Il ministro leghista Giorgetti convoca al Ministero le aziende farmaceutiche per una produzione nazionale, per un sovranismo, un'autosufficienza vaccinale italiana. Il ministro del turismo Massimo Garavaglia, anche lui della Lega, sta girando tutta Italia perché la prossima estate deve essere l'estate della rinascita". 

Un decreto legge o un nuovo Dpcm per l'Italia in zona rossa dalla prossima settimana (e il lockdown nel week end)

Salvini e il governo Draghi 

Vero che le rimozioni ai vertici dell'emergenza, volute da Salvini come da Renzi, sono in effetti arrivate. Ma è anche vero che questo non incide più di tanto sulla vita delle persone in lockdown. Lui continua a riunire i governatori della Lega per elaborare strategie comuni nella Conferenza delle Regioni e nel governo e chiede più controlli e non più chiusure nei week end, ma intanto il governo va in direzione contraria. E così la sua strategia di lotta e di governo piano piano è messa in difficoltà dall'attualità. il Fatto qualche giorno fa ricordava le mirabolanti imprese di Salvini nell'era pre-Draghi: il 4 novembre protestava contro il nuovo decreto: “Chiudono in casa milioni di Italiani, in diretta tivù, senza preavviso, sulla base di dati vecchi di 10 giorni, senza garantire rimborsi adeguati” diceva annunciando un ricorso al Tar dei governatori e sindaci della Lega (poi scomparso).

Un mese dopo, nuovo Dpcm del governo Conte per le chiusure natalizia. Nuova ira del leghista: “Negare il Natale alle famiglie e ai bambini è una follia”(3 dicembre), “Mi autodenuncio, violerò il dpcm il giorno di Natale” (18 dicembre) attaccava prima di manifestare con i ristoratori a inizio anno. Ora è tutto cambiato: nei giorni scorsi il senatore del Carroccio Luigi Augussori ha attaccato alcune misure previste dall’ultimo Dpcm come il divieto di spostamento tra regioni “con lo stesso tasso di rischio” o la “chiusura delle scuole”. Poi ha chiesto: “Si valuti a procedere alla riapertura progressiva delle attività chiuse come ristoranti, teatri e palestre”. Oggi quel Salvini sembra scomparso mentre il suo posto è stato preso da Giorgia Meloni, che rischia anche nel medio periodo di prendersi anche i suoi voti. O meglio quelli di chi aveva come idolo il Capitano durante la lotta contro il governo Conte e oggi se lo ritrova dall'altra parte della barricata. In attesa della prossima giravolta. 

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