Venerdì, 26 Febbraio 2021

La giravolta di Salvini sul lockdown: "Se necessario è giusto farlo"

Il leader della Lega apre all'ipotesi di una chiusura totale dopo le tante critiche rivolte al governo sulle restrizioni imposte negli ultimi giorni

Matteo Salvini, foto Ansa

"La vita viene prima di tutto. Se c'è necessità di fare un nuovo lockdown si fa, ma il governo ci ascolti". Matteo Salvini ha cambiato idea sulla possibilità di una chiusura generalizzata. Mentre il premier Conte mira a scongiurare (per ora) questa ipotesi, il leader della Lega per la prima volta mette in primo piano l'aspetto sanitario, nelle ore in cui i contagi continuano ad aumentare e la paura che si ritorni ad una situazione simile a quella della scorsa primavera è forte.

Salvini e l'ipotesi lockdown: la giravolta del leader della Lega

E così, dopo mesi di attacchi al governo e le tante critiche rivolte al governo sulle restrizioni imposte con i recenti Dpcm, Salvini fa una sorta di giravolta. Anche per lui ora l'ipotesi di un lockdown totale non è più così remota. Il leader del Carroccio si augura che "non ci sia bisogno di questo ma, siccome la vita viene prima di tutto, se serve si fa", dice ai microfoni di Radio Anch'io su Rai Radio 1. E aggiunge che "però bisogna fare scelte razionali. Mi si spieghi qual è la ragione di chiudere alle 18 bar e ristoranti". Secondo Salvini, "nessuno ha la bacchetta magica, tutti all'inizio navigavamo a vista, ma a fine ottobre qualcuno dovrebbe aver imparato la lezione".

"Oggi non è accettabile rivedere il film di marzo con Conte che annuncia la domenica sera chi sta a casa e chi no. Occorre pianificazione. E non capisco la logica di chiudere palestre e piscine senza intervenire su metropolitane e autobus".

Nei giorni scorsi, in un intervento a Fuori dal Coro, Salvini ha sostenuto che ci sono "cure domiciliari" con "elementi di poco costo" che possono salvare vite, ma che qualcuno ci sta speculando, senza dare alcun riferimento preciso a queste presunte cure. E anche oggi ha in tasca una ricetta per contrastare la diffusione del coronavirus: "Tamponi a domicilio e cure a domicilio. Molte persone che corrono in ospedale terrorizzate potrebbero essere curate a casa. Resta poi il problema del trasporto pubblico. Palestre, teatri, cinema non sono stati posti di contagio per nessuno. Chiudere i bar è una fesseria. C’è un commissario che si chiama Arcuri che ha fatto bandi per ampliare le terapie intensive a metà ottobre. Le regioni hanno fatto i loro compiti a casa entro metà estate. Perché il governo ha perso l'estate parlando di banchi con le rotelle e di monopattini?".

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