Coronavirus, il verbale ancora segreto: "Gli esperti del Cts approvarono il lockdown"

In un verbale del 10 marzo, ancora riservato ma che il governo potrebbe decidere di desecretare, il Comitato tecnico scientifico approvava la scelta fatta dal governo di mettere l’Italia intera in isolamento alla luce dei nuovi dati sui contagi

Il governo potrebbe decidere di eliminare il vincolo della riservatezza su un verbale ancora segreto del Comitato tecnico scientifico che il 10 marzo approvava la scelta del lockdown. Secondo quanto rivela Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera, il documento contiene la relazione dell’Istituto superiore di sanità sull’aumento del numero di contagi in quei giorni drammatici di marzo. 

Il 3 marzo, come è emerso da altri verbali del Cts, gli esperti consigliavano la zona rossa per i due comuni della bergamasca di Nembro e Alzano Lombardo per il rischio di ulteriore diffusione del contagio, ma nessun provvedimento venne deciso. Pochi giorni dopo, in un verbale del 7 marzo, il Comitato tecnico scientifico proponeva “due livelli di misure di contenimento da applicarsi: uno nei territori in cui si è osservata ad oggi maggiore diffusione del virus, l’altro sull’intero territorio nazionale”. L’8 marzo, alle tre di notte il premier Conte annuncia in tv la chiusura della Lombardia e di altre 14 province tra Emilia Romagna, Marche, Piemonte e Veneto. La bozza del provvedimento del governo, circolata prima dell’annuncio ufficiale di conte, aveva spinto in molti a una vera e propria “fuga” verso il Sud, con treni presi d’assalto e lunghi viaggi in auto per raggiungere le regioni meridionali prima di essere rimanere definitivamente “chiusi” al Nord. La sera di quello stesso giorno, alle 22, Conte torna in tv per annunciare gli italiani che l’intero paese entrerà in lockdown. 

Nel verbale cui fa riferimento Sarzanini il Comitato tecnico scientifico spiega di aver ricevuto “dall’Istituto superiore di sanità i dati epidemiologici aggiornati”, sottolineando la necessità di “rallentare la diffusione per diminuire l’impatto assistenziale sul Servizio sanitario nazionale oppure diluirlo nel tempo”. “In riferimento alla decisione presa di estendere la chiusura a tutto il territorio nazionale, le misure adottate sono coerenti con il quadro epidemiologico configuratosi - si legge nel verbale secondo quanto scrive il Corsera - oltre potrebbero venirsi a creare situazioni locali in cui possano essere necessarie ulteriori misure di contenimento”.  L’11 marzo si può uscire di casa soltanto per andare a lavorare, a fare la spesa e in farmacia. Il Paese è in lockdown.

Il verbale è ancora riservato. Palazzo Chigi dovrà decidere se desecretarlo e inviarlo al Copasir. 

Conte: il lockdown fu per “metter in sicurezza il Paese”

Nel corso di un evento a Ceglie Messapica, in provincia di Brindisi, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è tornato a parlare - tra le altre cose -  della questione dei verbali riservati del Cts e sulle decisioni che portarono al lockdown. "I singoli Dpcm - ha spiegato il premier intervistato dal direttore di Affariitaliani.it Angelo Maria Perrino - li abbiamo assunti sempre avendo a base le valutazioni degli esperti, con grande condivisione da parte di tutti i ministri, con grande condivisione anche di tutti i presidenti di Regione. Quindi le decisioni le abbiamo prese con grande responsabilità, con grande ponderazione e anche con il senno di poi non abbiamo molto da rimproverarci".

Riferendosi ai verbali del Cts Conte ha promesso che “tutto verrà pubblicato”, perché il governo "non ha nulla da nascondere”. 

"Istituire una commissione di inchiesta" sulla gestione dell'emergenza coronavirus "è una prerogativa del Parlamento. Quindi il Parlamento farà le proprie valutazioni, di solito le commissioni di inchiesta si fanno quando termina l'emergenza", ha aggiunto Conte. "Non abbiamo la palla di vetro sulla nuova ondata" di covid, "non lo possiamo prevedere, mi par di capire che neppure gli scienziati lo possono prevedere. Quel che sta in noi è rispettare queste minime regole precauzionali", ha spiegato. "Speriamo" entro l'anno di avere il vaccino contro il coronavirus, che "non penso" debba essere "obbligatorio", ha aggiunto il premier.

"In questi giorni c'è un dibattito" sul lockdown. Tra il 7 e l'8 marzo, di fronte "ai trasferimenti significativi da Nord a Sud, gli elementi di valutazione nel giro di poche ore sono cambiati notevolmente. Con il concorso della richiesta di tutti i presidente di Regione, abbiamo ritenuto che fosse prioritario mettere in sicurezza il Sud, che significava mettere in sicurezza il Paese", ha spiegato  il presidente del Consiglio.

"Non avremmo mai potuto - ha aggiunto il premier - affrontare contemporaneamente la situazione pandemica che avevamo drammatica al Nord anche al Sud. Abbiamo messo in sicurezza il Paese, se devo rispondere di questo sono orgoglioso di averlo fatto".

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Nella gestione dell'emergenza coronavirus "ha funzionato molto il dialogo tra governo nazionale e governo territoriale, è stata la chiave del modello italiano. Ha funzionato perché - ha spiegato Conte - le persone e i rappresentanti delle istituzioni hanno messo da parte polemiche e hanno dialogato costantemente. Non è garantito che questo possa avvenire anche per il futuro, quindi qualche accorgimento in più andrebbe preso, ma a tempo debito".

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