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Lunedì, 27 Maggio 2024
Il caso

Il senatore Malan sulla graticola per una frase sull'omosessualità: cosa ha detto davvero

Rispondendo a una precisa domanda di uno dei conduttori di "Un giorno da pecora", l'esponente di Fdi ha riportato un'affermazione contenuta nella Bibbia ("c'è scritto che l'omosessualità è un abominio"). L'opposizione gli ha riservato critiche durissime

Piovono critiche piuttosto feroci sul capogruppo di Fratelli d'Italia al Senato Lucio Malan "reo", secondo i suoi accusatori, di aver pronunciato frasi inaccettabili sui matrimoni gay, o meglio sui gay, nel corso di un'intervista rilasciata a "Un Giorno da Pecora", su Radio1. Cosa avrebbe detto di così grave Malan? Si parlava, appunto, di nozze tra persone dello stesso sesso e al senatore è stato ricordato che la Chiesa Valdese, di cui lui fa parte, è favorevole a questo tipo di unioni, al contrario dello stesso esponente di Fdi. "Ma non abbiamo il dovere di obbedienza", si è giustificato Malan, "la chiesa Valdese è fondata sulla Bibbia e non sulla gerarchia".

Quindi il passaggio contestato: sulla Bibbia c'è scritto che i matrimoni tra persone dello stesso sesso sono vietati? "C'è scritto di peggio ed in modo anche più esplicito" ha risposto il senatore, "ma non sui matrimoni" perché "nessuno ha mai pensato che ci potessero essere dei matrimoni gay" duemila anni fa o ancora prima. E cosa ci sarebbe scritto nella Bibbia su questo tema? "C'è scritto che l'omosessualità è un abominio, sia nell'Antico che nel Nuovo Testamento". Malan dunque si è limitato a riferire un'affermazione effettivamente contenuta nella Bibbia, peraltro rispondendo a una precisa domanda del conduttore come chiunque può verificare nel video in basso. 

Le reazioni

Ma le sue dichiarazioni hanno fatto comunque discutere. E non poco. Per Ivan Scalfarotto, senatore di Italia Viva, "l'unico abominio è un uomo che ha responsabilità nel governo di una grande democrazia europea che dice le cose che oggi (ieri, ndr) ha detto Lucio Malan". Secondo Carlo Calenda, "in qualunque paese occidentale il segretario del partito avrebbe già rimosso Malan dal ruolo di capogruppo". Quella di Malan "è anche la posizione di Giorgia Meloni e del primo partito di governo?" si è chiesto invece, sempre su Twitter, il deputato del Pd Alessandro Zan.

Sulla stessa linea Barbara Floridia, capogruppo M5s in Senato. "Come fa Malan a non rendersi conto che accostare l'omosessualità alla parola 'abominio' è davvero sconcertante?". Qualche perplessità arriva anche dagli stessi esponenti del centrodestra: "Ho sentito le parole di Malan e mi sono venute le bolle" ha detto Federico Freni, parlamentare della Lega e sottosegretario al ministero dell'Economia, "perché a chi in modo del tutto improprio cita le Scritture, rispondo pacificamente con le stesse scritture citando Giovanni: 'Dio è amore, chi ama conosce Dio e questo basta'. Credo sia la risposta migliore alle scempiaggini che ha detto". 

La replica di Maran

Sull'episodio è poi intervenuto lo stesso Malan provando a mettere a tacere le polemiche. "Leggendo le dichiarazioni di vari esponenti dell'opposizione su una mia frase detta nel corso della trasmissione 'Un giorno da pecora', mi rendo conto di quanti sono coloro che, anche istruiti, hanno difficoltà a capire un testo scritto" ha replicato il senatore. "Come correttamente scrive l'agenzia di stampa che ha riportato le mie parole, non ho detto che l'omosessualità è un abominio". 

Tutt'altro. "Al conduttore della trasmissione che mi chiedeva come mai fossi contrario al ddl Zan, visto che la chiesa valdese di cui sono membro è favorevole, ho risposto che la chiesa valdese è fondata sulla Bibbia, che è molto severa sull'omosessualità. E su specifica richiesta del conduttore ho citato, come esempio Levitico 18:22. La prossima volta, per evitare problemi di comprensione a chi mi ha attaccato, mi limiterò a citare il numero del versetto". 

"E ricordo anche a tutti costoro - ha aggiunto il capogruppo di Fdi - sempre pronti a parlare di laicità dello Stato, forse senza sapere di cosa parlano, che riconoscere giudizi morali di una religione, non significa volerli applicare per legge o non rispettare coloro che li infrangono. Il Cristianesimo insegna proprio il contrario. Mi sono sempre battuto per la libertà religiosa, e per la libertà sessuale delle persone. Libertà che vanno garantite in Italia e promosse nel mondo. Spesso la sinistra se ne è dimenticata". 

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