Venerdì, 18 Giugno 2021
Politica

Movimento 5 stelle e Casaleggio, le due ipotesi shock: "Tutti in tribunale" e addio al simbolo

Davide non ci sta ed è pronto a far rispettare le regole che il M5s stesso si era dato tempo fa. E su tutto incombe il mantenimento del vincolo dei due mandati, che manderebbe definitivamente a casa Di Maio, Fico e tanti altri. E riporterebbe in auge il "Dibba"

C'era una volta l'arrembante Movimento 5 stelle, che prendeva il 32 per cento alle elezioni politiche di due anni fa (sembra passata un'era geologica). Ora è lacerato. Davide Casaleggio e il braccio destro Enrica Sabatini tengono pochi contatti con i parlamentari, e solo con quei pochi che ancora gli danno retta. Ilario Lombardo sulla Stampa scrive che il figlio di Gianroberto è pronto a "portare tutti in tribunale". Tutta colpa di dissapori, certo, ma anche di quei finanziamenti che non arrivano più con regolarità - a partire dai 300 euro che i parlamentari sono tenuti a versare a Rousseau, l’associazione che gestisce la piattaforma.

M5s, Casaleggio pronto a portare tutti in tribunale

Da non sottovalutare è anche la questione del simbolo del Blog delle Stelle, da cui deriva il senso ultimo del Movimento: "Più volte i parlamentari hanno accusato Casaleggio di farne un uso privato. Come, a loro avviso, ha fatto domenica, lanciando il suo j’accuse contro la voglia di diventare partito dei grillini. All’imprenditore ha risposto il comitato di garanzia, dove siede il reg- gente Vito Crimi, con un comu- nicato in cui di fatto si dava a Casaleggio dell’abusivo, per la strumentalizzazione arbitra- ria del sito vetrina del M5S.

Il comunicato è stato pubblicato sulla pagina Facebook del M5S, non sul blog, dove l’indo- mani - ieri - il presidente di Rousseau è tornato a farsi sen- tire: «Si precisa che il Blog delle Stelle (come riporta anche la privacy policy del Blog) è il blog ufficiale sia del M5S che dell’Associazione Rousseau. Davide Casaleggio, in quanto presidente dell’Associazione Rousseau, è pienamente titolato a pubblicare i suoi articoli sul Blog». Siamo a un passo dalle comunicazioni tra avvocati. E Casaleggio è pronto ad arrivare davanti a un giudice per far rispettare questa clausola come anche il contratto che impone agli eletti 300 euro di contributo. È un divorzio che logora ogni residua speranza di risollevare un Movimen- to a pezzi.

Alcuni deputati si rivolgono a Grillo, sperano che sia lui a metterci una pezza.

Lo scontro frontale sul simbolo del Movimento

Luca De Carolis sul Fatto Quotidiano riporta altri dettagli sulla situazione dentro al Movimento: "Raccontano che a spingere il comitato di garanzia allo scontro fosse stato innanzitutto l’ex capo politico Luigi Di Mai". E su telefonini e chat circola il tweet di Marco Canestrari, esperto informatico un tempo vicinissimo ai Casaleggio e ora avverso al M5S: “Il blog è assolutamente di proprietà di Casaleggio”.

Tutto questo in attesa del possibile scontro frontale sul simbolo: secondo lo Statuto, dato in uso dall’associazione Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo alla nuova associazione, di fatto fondata a Roma da Casaleggio e Di Maio nel 2017. Il manager, raccontano, reputa di avere diritti anche sullo stemma, anche per aver depositato gli atti della nuova associazione. E ovviamente dall’altro fronte negano, con forza. Ma su tutto incombe sempre il nodo principale, cioè il mantenimento del vincolo dei due mandati. La vera partita tra la casa madre di Milano, che vorrebbe azzerare una classe dirigente e ripartire con un capo politico, cioè Alessandro Di Battista, e i maggiorenti del Movimento, che vogliono ridiscutere anche quel totem e costruire un progetto politico guardando a sinistra. 

Anche Alessandro Trocino sul Corriere della Sera affronta il tema spinoso della lacerazioni pentastellate: "Diceva uno storico cronista parlamentare, Guido Quaranta, che nessun altro organo è grado di auto stabilizzarsi come il Parlamento nei momenti di crisi. Eppure, mai come stavolta nel Movimento la parola «scissione» sta uscendo dal repertorio degli eterni annunci e assume la concretezza di dichiarazioni dure e ultimatum". Il figlio del fondatore sarebbe pronto a far causa al Movimento sul simbolo, salvo una conciliazione dell’ultimo istante. 

Le posizioni di Casaleggio e Alessandro Di Battista sembrano coincidere. Ma chi c’è dietro di loro? I seguaci dichiarati di Di Battista sono pochissimi. Non si va oltre ai soliti noti: Barbara Lezzi, senatrice, Ignazio Corrao, europarlamentare (insieme ad altri 4-5 colleghi), e Max Bugani, consigliere di Virginia Raggi.

La verità è che nessuno sa che cosa ne sarà del M5s e soprattutto è impossibile prevedere che cosa farà il corpo vivo dei 300 parlamentari? "Impossibile dirlo. Più che una scissione organizzata da una fazione, il Movimento— se non si rispetta la regola di Quaranta — potrebbe subire uno smottamento di singoli, somma di scontentezze". Un partito fatto di correnti quindi, grandi e piccole: pura politica "di palazzo". Un orrore, per il Movimento delle origini.

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