Domenica, 7 Marzo 2021

Cosa c'è dietro la rissa tra il M5S e Davide Casaleggio

In un post sul Blog delle Stelle il figlio del fondatore mette all'indice Di Maio. Che reagisce facendolo scomunicare su Facebook. Di Battista si schiera

Un post sul Blog delle Stelle fa scoppiare la rissa tra il MoVimento 5 Stelle e Davide Casaleggio. La contestazione nei confronti del figlio del co-fondatore e capo di Rousseau covava sotto le ceneri dei fallimenti elettorali e dei famosi 300 euro che gli eletti dovevano elargire alla piattaforma per il suo funzionamento, ma è ufficialmente scoppiata ieri quando sulla loro pagina facebook i grillini si sono dissociati da un contenuto pubblicato sul blog da Davide. 

La rissa M5S-Casaleggio 

Andiamo con ordine. Tutto comincia domenica alle 12,30 quando compare un post intitolato "Noi siamo Movimento" firmato da Davide, che prende posizione su una serie di problematiche emerse in questi ultimi mesi: "Il Movimento 5 stelle è nato proprio con alcune promesse agli iscritti e agli elettori che io non ho dimenticato e non posso sconfessare. La prima di queste è che non saremmo mai diventati partito, non solo come struttura, ma soprattutto come mentalità", scrive il figlio di Gianroberto. "Molti - prosegue - confondono la parola partito con una struttura organizzativa, ma in realtà è un'impostazione di potere. Il partito ha un gruppo di poche persone che decide tutto per tutti. Le liste elettorali, le nomine, i programmi, i supporti elettorali nelle diverse città. Nel movimento invece il potere si esercita dal basso e si trovano tutti i modi per garantire la trasparenza e la condivisione delle scelte tra gli iscritti". "Il partito crede nella delega a un rappresentante, il Movimento nel coinvolgimento attivo del singolo partecipante. Il partito prende i finanziamenti pubblici, crea strutture stipendiate per ex eletti, non crede che ci siano limiti ai mandati parlamentari e crea strutture decisionali che esproprino i cittadini dal loro ruolo di indirizzo e di scelta. Il Movimento non ha paura della strada più lunga, si autofinanzia, crede nel rinnovamento generazionale, ha il suo fondamento nell'idea che la politica non debba diventare una professione". 

"Il nostro modello -spiega ancora Casaleggio- è evoluto e sicuramente deve evolvere ancora. Bisogna guardare avanti e non indietro. Non guardare indietro significa non avere nostalgia di come eravamo nel 2009, ma neanche guardare al 1950. II partitismo è il rifugio di chi ha paura di perdere i privilegi che ha accumulato, ma solo chi è disposto a perdere tutto quello che ha, può ottenere tutto quello che vuole. Il partitismo è qualcosa che entra piano piano e poi rimane indelebile nel ricordo di ciò che non ha funzionato". "Ma il partitismo è soprattutto incompatibile con l'idea di movimento, di unicità e di partecipazione che è racchiuso in quel simbolo disegnato sulla scrivania di mio padre. Un simbolo basato su valori, idee e battaglie ben precisi, su principi chiari di partecipazione e soprattutto legato a un'esperienza bellissima di 11 anni di un movimento che ha cambiato la storia dell'Italia combattendo proprio contro l'idea di partito, di casta e di accentramento delle decisioni nelle mani di pochi privilegiati chiusi in qualche stanza". "Per questo -conclude Casaleggio- faremo tutto quello che è possibile per evitare che venga consegnato alla storia come il simbolo del fallimento delle promesse fatte e lavoreremo ancora di più per rilanciare quei valori che hanno reso il Movimento quello che è".

Così il M5S sconfessa Davide Casaleggio

Verso le 7 di sera arriva l'incredibile sconfessione su Facebook: "Il Blog delle Stelle è il canale ufficiale del Movimento 5 stelle e Davide Casaleggio non ricopre alcuna carica nel Movimento 5 Stelle. Il post pubblicato in data odierna sul Blog delle Stelle a firma Davide Casaleggio rappresenta una sua iniziativa, personale e arbitraria, diffusa attraverso uno strumento di comunicazione ufficiale del Movimento 5 Stelle. Il fatto che il Blog delle Stelle sia gestito dall'associazione Rousseau non autorizza il suo presidente a utilizzarla per veicolare suoi messaggi personali non condivisi con gli organi del Movimento 5 Stelle. Il Movimento 5 Stelle siamo noi, tutti, non è appannaggio di qualcuno in particolare". Firmato: il comitato di garanzia. 

m5s davide casaleggio-2

Ma per capirci qualcosa bisogna leggere in controluce. Il nemico - e l'obiettivo - di Davide Casaleggio è Luigi Di Maio, considerato il responsabile della "deriva" poltronista e governista dei grillini che sta facendo perdere, secondo la tesi del figlio di Gianroberto e del suo alleato Alessandro Di Battista, la forza propulsiva alla creatura di Beppe Grillo. 

Cosa c'è dietro la rissa M5S-Davide Casaleggio

La risposta del Comitato di Garanzia invece è frutto proprio dell'asse governista, che nella sua contestazione pare però dimenticare un punto di importanza fondamentale: il Blog delle Stelle è un sito di proprietà di Rousseau, l'associazione di cui Davide è presidente. Ma c'è anche altro: "Il paradosso è che i componenti del comitato di garanzia sono stati nominati da Luigi Di Maio e Davide Casaleggio al momento della costituzione della nuova associazione/partito. E fa sorridere il fatto che Casaleggio dica che il nuovo M5S non è un partito, quando a Genova si sono difesi dicendo che si era voluti passare, con la nuova creatura, dalla forma movimento a quella partito...", fa sapere l'avvocato Lorenzo Borré a Today.it. Non c'è però solo questo. Il Corriere della Sera spiega oggi in un retroscena che lo scontro è tra i governisti e i movimentisti. I primi accusano: «Con questo post Casaleggio ha mostrato che lui si considera il padrone del Movimento». Alessandro Di Battista invece lo appoggia: «Sottoscrivo ogni sua parola — dice al Corriere —. Sono legatissimo a Davide proprio perché Davide custodisce il progetto di Gianroberto».

Il nodo ora è capire la strategia dello scontro e il peso delle truppe. Già, perché basterebbe l’uscita dal gruppo parlamentare di 15-20 senatori per far vacillare pesantemente l’esecutivo al Senato e rendere molto più debole la posizione dei governisti pentastellati. Ma non c’è solo il livello parlamentare ad animare il duello. Ci si attende una guerra totale, uno scontro senza esclusione di colpi. O forse, per paradosso, a colpi di regole. I rischi che si arrivi in tribunale per i due simboli che fanno capo al Movimento sono reali, così come sono ingarbugliati i diritti che possono vantare entrambe le parti.

Ma prima delle cause c’è il rischio di un terremoto tra i vertici, quegli stessi vertici che hanno attaccato Casaleggio. Lo scontro è ormai «istituzionale». Ecco allora che non è escluso che si prendano di mira le personalità che rivestono un doppio incarico nel M5S (uno dei nodi politici contro cui il Movimento ha lottato), sollevando dubbi sulla imparzialità delle loro scelte. Un colpo al cuore che metterebbe a rischio anche il ruolo di reggente di Vito Crimi e di fatto potrebbe aprire scenari inimmaginabili, con una leadership vacante.

Già, perché due membri (uno è appunto Crimi, l’altro è Giancarlo Cancelleri) su tre del comitato di garanzia che ha attaccato Casaleggio sono anche esponenti di governo, così come la probivira Fabiana Dadone è ministra. La rissa è servita, il MoVimento 5 Stelle è nel caos mentre c'è un governo da sostenere e un'emergenza da affrontare. 

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