M5s al verde, attivisti col braccino corto: niente versamenti per la campagna elettorale

Elezioni alle porte ma la raccolta fondi per la campagna elettorale langue: da Deputati e Senatori raccolti appena 50mila euro e parte la protesta. "Non siamo un bancomat"

Il vice premier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio ospite della trasmissione 'Otto e mezzo' condotta da Lilli Gruber, Roma 2 maggio 2019. ANSA/GIUSEPPE LAMI

Deputati e Senatori del Movimento 5 stelle avrebbero dovuto versare 1.500 euro a testa entro il 3 maggio, vale a dire oggi,  ma il 'finanziamento interno' non ingrana lasciando il M5s con le casse vuote per la campagna elettorale.

Con le elezioni europee alle porte il comitato elettorale nei giorni scorsi aveva inviato una email ai parlamentari chiedendo di mettere mano al portafogli: numeri alla mano, se tutti i 326 parlamentari grillini versassero la somma richiesta la raccolta lieviterebbe di ben 489mila euro, sfiorando il mezzo milione. Pare invece, stando ad autorevoli fonti grilline raccolte dall'Adnkronos, che fino a questa mattina da deputati e senatori fossero stati raccolti appena 50mila euro .

Fortissimi malumori e c'è chi sarebbe pronto a giurare "di non versare nemmeno un centesimo". E anche tra chi metterà mano al portafoglio sale la protesta per il diktat calati dall'alto. "Ci usano come bancomat, questo ormai siamo".

Una deputata, già al secondo mandato, giura che non mancherà di sollevare la questione nella prossima assemblea congiunta: "Le restituzioni le facciamo, 300 euro a Rousseau le versiamo - lo sfogo - finanziamo gli eventi 'citylab' per l'Italia, abbiamo da poco sovvenzionato Italia 5 Stelle e ogni volta che ci sono elezioni - regionali prima, comunali nel mezzo ed europee poi - ci viene chiesto di metter mano al portafogli: ora basta".

"Il Pd - fa notare un altro deputato - ha creato una fondazione: anziché assumere collaboratori, con una spesa di almeno 1.845 euro per eletto, queste risorse finiscono in quella fondazione, che provvede di volta in volta agli eventi e alle campagne elettorali. Allora facciamolo anche noi, piuttosto che avanzare richieste di soldi di volta in volta".

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Ma c'è anche chi marca la distanza dal Pd. "Noi non chiediamo 100 euro per un caffé e 500 per una cena, stile Picierno per intenderci - dice un senatore - ce ne guardiamo bene. Chiediamo ai nostri attivisti di darci una mano, ognuno fa quel che può, tutto qua". Ma stavolta la base non ha risposto alla 'chiamata al versamento', si parla di una raccolta che langue come mai prima.

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