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Giovedì, 20 Giugno 2024
M5S in caduta libera

I giorni più bui di Conte: M5S tentato da nuove regole e (forse) nuovo leader

I pentastellati alle Europee non arrivano al 10%. L'ex premier parla di "risultato sicuramente molto deludente" e avvia un ragionamento con la base. L'affondo dell'ex ministro Toninelli: "Una brava persona ma non emoziona". Cosa succede adesso

La formula usata da Giuseppe Conte, a spoglio ancora in corso, è stata "risultato sicuramente molto deludente". A bocce ferme e schede scrutinate del tutto, il risultato del Movimento Cinque Stelle alle elezioni europee si condensa in una parola: crollo. Non arriva al 10%. Fdi e Pd sono lontani, Forza Italia e Lega seguono a meno di un passo. Numeri che per Conte sono un problema e impongono un cambio di passo. Revisione delle regole interne? O il malcoltento è tale da condannare Conte al passo indietro?

Il tonfo clamoroso del M5s alle europee: mai così male nella sua storia

I numeri della disfatta M5S

Partiamo dai numeri. Il Movimento Cinque Stelle non ha mai fatto così male. Ha ottenuto 2.324.533, cioè il 9,99%. Nel dettaglio nell'Italia Nord Occidentale si è fermato al 6,73%, nell'Italia Nord Orientale al 5,71; nella circoscrizione Centrale ha avuto il 9,47% delle preferenze. Risultati migliori nell'Italia Meridionale dove arriva al 16,84% e Insulare col 16,24%. 

Solo il Sud quindi ha premiato il Movimento, mail calo dalla precedente tornata è netto anche qui. In Sicilia i pentastellati sono passati dal 31,18% del 2019 al 16,05%. E non è bastata la decisione di Conte di chiudere la campagna elettorale a Palermo.

I voti delle Europee 2024 sono il punto più basso del Movimento. Alle Europee del 2014 aveva raccolto il 21,16%, ne 2019 era sceso al 17,07%. Ma adesso che non c'è neanche la soglia psicologica del 10%.

Da Vannacci a Ilaria Salis, tutti gli eletti al Parlamento europeo (e chi è in bilico)

Danilo Toninelli, Giuseppe Conte Photo Roberto Monaldo  LaPresse

"Conte è una brava persona, ma ..."

Che il Movimento non fosse più quello del Vaffa day, dei comizi di Grillo era chiaro, ma numeri tanto bassi sono arrivati come uno schiaffo. Pesa la mancanza di un argomento di grande appeal. Conte ha insistito su Ucraina e pace. Troppo poco evidentemente. Mancavano i nomi forti del partito: il limite dei due mandati di fatto ha escluso dalla corsa volti noti e amministratori radicati sul territorio. E poi c'è lui, l'ex premier. Contro Conte soffia un vento sempre più forte. La parola dimissioni lui non la pronuncia ma il consenso interno scricchiola. L'ex ministro pentastellato Danilo Toninelli usa parole che suonano se non come un avviso di sfratto come il temuto "Dobbiamo parlare" che si dice tra fidanzati in odore di rottura: "Conte è un tecnico. Bisogna avere il coraggio di dire che è una brava persona, ma i tecnici non hanno capacità di emozionare".

A Radio Cusano Campus affonda il colpo: "Manca Beppe Grillo. Lui faceva sognare, entusiasmava le persone che, emozionandosi o incazzandosi, partecipavano e partecipando andavano a votare. Il M5S era forte, noi dicevamo concretamente non siamo ne' di destra ne' di sinistra perché siamo programma, idee, un contratto di governo. Univamo le persone al di là delle ideologie politiche, sulle idee di un programma. Questa programmazione del futuro è venuta meno all'interno del M5S che - osserva ancora - si è politicizzato e in quanto tale ha dovuto sostituire le idee con la tattica, e la tattica lo ha portato in un campo di centrosinistra definito con un aggettivo imbarazzante che non significa niente, che è 'progressista', e di conseguenza è stato identificato dalle persone come un partito percepito come gli altri". Insomma, "non è più un partito rivoluzionario", analizza ancora Toninelli.  

Cosa succede adesso al Movimento Cinque Stelle

Le strade quali sono adesso? Se Conte resta al comando deve scegliere cosa fare. Dialogo col Pd? (Senza però pensare di potere dettare le regole) o cercherà le fasce più estreme dell'elettorato? Mano tesa a Schlein o cercherà il Vannacci di turno puntando su rabbia e malcontento come agli inizi?  Sappiamo che c'è stata una telefonata tra Giuseppe Conte e Elly Schlein si sono sentiti al telefono.  "Nessuna faida nel campo progressista, nessuno scontro tra Pd e M5S come era stato ventilato nel corso della giornata da qualche organo di informazione", viene sottolineato ma la sensazione è che in casa M5S la resa dei conti sia solo all'inizio e il copione tutto da scrivere. 

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