Venerdì, 23 Luglio 2021
La frattura

Lo scontro tra Grillo e Conte spacca i 5 stelle e mette a rischio il governo

Se Beppe Grillo è garante dell'ortodossia pentastellata, è l'ex premier Giuseppe Conte il fautore del patto con il Partito Democratico. E se tutto andasse a rotoli?

Lo scontro interno al Movimento 5 Stelle e le voci di un imminente addio di Giuseppe Conte agitano i partiti e in particolare quelli che sostengono il governo Draghi: quale saranno le ripercussioni di una eventuale scissione 5 Stelle sugli equilibri della maggioranza? Questo l'interrogativo con il quale si aprirà la settimana in attesa di un'annunciata conferenza stampa dell'ex premier.

Dalle parole di Conte dipenderà molto del futuro del M5s, del centrosinistra e anche della maggioranza che sostiene Mario Draghi. Perché il Pd ha siglato con l'ex premier gli accordi sui candidati a Napoli ma anche in Calabria. E perchè nell'asse con il Movimento 5 stelle i dem ripongono le speranze di approvare il disegno di legge Zan in Senato.

Che cosa succende nel Movimento 5 stelle

Sono ore frenetiche per il futuro del Movimento 5 stelle dopo lo scontro tra Beppe Grillo e Giuseppe Conte. I big del Movimento sono scesi in campo per provare a ricucire lo strappo e dissuadere l'ex premier dal lasciare i 5 stelle per inaugurare forse un nuovo movimento politico.

Tra i più attivi c'è sicuramente il ministro degli Esteri Luigi Di Maio. L'ex capo politico dei 5 stelle è impegnato in una opera di mediazione per riportare tutto sui binari del dialogo. Con lui anche il presidente della Camera Roberto Fico. Giuseppe Brescia, presidente della commissione Affari costituzionali della Camera confida in un accordo. "Beppe è indispensabile per il Movimento, non è solo questione di riconoscenza per quel che è stato finora, ma per dare al Movimento parole nuove e una nuova agenda. Dico a Conte che solo insieme siamo più forti e che i progetti personali nella storia recente hanno fallito".

Ma le spinte centrifughe non mancano: forte la presa di posizione del senatore Nicola Morra, volto storico del M5S poi espulso per il voto contrario alla fiducia al governo Draghi, che in un lungo post su Facebook si schiera dalla parte di Beppe Grillo.

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