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Venerdì, 20 Maggio 2022
Movimento 5 Stelle

Saloon a cinque stelle, fuoco amico su Grillo: "Non può essere Dio"

E' scontro aperto nel Movimento cinque stelle dopo la debacle elettorale. Pizzarotti "sfida" Grillo e Casaleggio: "I bambini tenuti per mano non camminano da soli". Currò secco: "Non è possibile che Beppe abbia ragione su tutto"

ROMA - Hanno provato a far finta che fosse successo nulla o poco più. Si sono affidati al blog, come sempre, per provare a "mascherare" una tornata elettorale che ha assunto i contorni della debacle. I numeri sono innegabili: Pd al 40,8%, Movimento cinque stelle al 21,16%, che significa quasi tre milioni di voti in meno rispetto alle politiche del 2013 che segnarono la nascita del sogno grillino. Proprio sul blog - a colpi di maalox - i cinque stelle hanno provato a guardare il lato buono della medaglia. Ma c'è qualcuno, come lo "storico" sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, che chiede di "camminare con le proprie gambe". L'aria, insomma, è di quelle da regolamento di conti. 

Da un lato il blog. "Centinaia di consiglieri, dodici ballottaggi e un nuovo sindaco per il M5s", si legge sulla bibbia del Movimento 5 stelle. E anche il gruppo alla Camera ha provato a "interpretare" il risultato elettorale, parlando di "consenso consolidato", e rifacendo i conti dei quasi tre milioni di voti persi: facendo la proporzione sull'affluenza "è come se avessimo perso poco meno di un milione di voti".

Anche i big del movimento, i più allineati con la leadership di Grillo e Casaleggio, si concentrano sulle "good news": i profili Facebook di Luigi Di Maio, Paola Carinelli, Maurizio Santangelo e altri si sono riempiti di annunci di ballottaggi e nuovi consiglieri eletti nelle amministrazioni comunali. Ma la giornata di ieri non è stata propizia, per i seguaci del comico genovese, che è rimasto chiuso in casa nonostante l'assedio dei cronisti al cancello.

Lo squillo di trombe è stato di quelli fragorosi. La firma, autorevole, quella di Federico Pizzarotti, sindaco di Parma e di fatto prima, storica bandiera nelle istituzioni. "I bambini - ha provocato, pur senza fare i nomi di Grillo e Casaleggio - finché vengono tenuti per mano non riescono a camminare da soli, a un certo punto bisogna lasciarli andare. Altrimenti non ci riescono".

Tutto il Movimento deve "chiedersi cosa abbiamo sbagliato" e "cambiare i toni". E la critica non si ferma all'ultima campagna elettorale ma è retroattiva: "Non è un problema di dieci giorni. Forse l'atteggiamento propositivo, nei toni pacato, andava usato - ha sottolineato - appena siamo entrati in Parlamento". 

Sul cambiare i toni qualcuno attribuisce al plenipotenziario della comunicazione cinque stelle, Gianroberto Casaleggio, l'intenzione di puntare su una nuova "strategia del sorriso". Lo ha fulminato su Twitter Walter Rizzetto, uno che in passato non ha avuto paura di essere etichettato come "dissidente": "Dobbiamo sorridere di più e abbassare i toni. Quando lo diceva qualcun altro era additato come dissidente", ha punzecchiato.

Il tutto mentre l'incubo diaspora si fa sempre più reale. I fedelissimi sono pronti a fare quadrato, ma che il confronto non sia sereno lo chiarisce molto bene una dichiarazione del deputato siciliano Tommaso Currò, altro "dissidente" sfuggito per il rotto della cuffia alle forche caudine delle procedure di espulsione. Currò ha accusato, senza troppi giri di parole: attorno a Grillo c'è "un cerchio magico in cui i fedeli servitori di Grillo sono in malafede. Non è possibile che Grillo abbia ragione da un anno su tutto perché o è un Dio che non si può discutere oppure c'è una paura o una convenienza nel non manifestare mai una propria critica". Lo scontro è aperto. 

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