Sabato, 27 Febbraio 2021
Italia

Il crack dei 5stelle: pochi soldi a Rousseau, l'associazione toglie la tutela legale ai pentastellati

Vengono mantenuti "per ora" la tutela legale del Movimento, del garante e del capo politico"

Il fondatore del Movimento 5 stelle Beppe Grillo

"Con enorme dispiacere siamo costretti a comunicare che, alla luce dell'attuale situazione economico-finanziaria aggiornata a seguito dell'ultima tranche di versamenti in scadenza nella giornata del 30 settembre, siamo costretti a procedere alla sospensione di alcuni servizi e all'annullamento di attività e/o iniziative programmate per il trimestre ottobre-dicembre 2020". È quanto si legge in un post in apertura sul Blog delle stelle: l'Associazione Rousseau informa che "come già anticipato, infatti, in assenza delle entrate previste non risultano ovviamente più sostenibili le spese necessarie per supportare specifici servizi che devono essere quindi ridotti, sospesi o slittati nel tempo".

Tra i progetti che slitteranno per mancanza di fondi anche il Villaggio Rousseau-Le Olimpiadi delle idee previsto per il 4 ottobre ma anche la disdetta dell'affitto di parte dell'ufficio di Milano e anche degli incontri in presenza previsti per ottobre, novembre e dicembre della scuola di Rousseau.

Rousseau sospende la tuteal legale dei pentastellati

Non potrà essere portato avanti il progetto di istituire un fondo specifico per la tutela legale di attivisti e consiglieri comunali. Vengono invece mantenuti "per ora", tra le altre cose, la "tutela legale del Movimento, del garante e del capo politico", "il servizio di voto on line", "il servizio di raccolta, gestione e verifica di candidature on line" ma anche "i servizi di supporto per comunicazione esterna (Blog delle stelle)" e interna.

L'Associazione Rousseau garantisce l'infrastruttura organizzativa, amministrativa, burocratica, tecnologica e comunicativa, nonché la tutela legale e le attività di formazione necessarie per oltre 2000 eletti e 170 mila iscritti al MoVimento 5 Stelle. E si sostiene attraverso il contributo dei portavoce (300 euro al mese).

"Continuiamo ad augurarci che nel rispetto di tutti gli eletti che, con coerenza, lealtà e onestà onorano gli impegni presi e anche verso tutti gli iscritti, chi ha la responsabilità di far rispettare le regole la eserciti con giustizia ed equità in modo da poter consentire - come è giusto che sia - che gli attivisti del MoVimento possano continuare ad avere lo spazio e le possibilità di partecipazione che meritano", conclude l'Associazione presieduta da Davide Casaleggio

Di Battista "rompe" col M5s: "Diventerà come l'Udeur, buono per le poltrone" 

Ma che cosa succede nel Movimento 5 stelle? Tanti i temi in ballo dopo la vittoria del sì al referendum che ha tolto linfa alla battaglia "anti-kasta". Mentre il capo politico Vito Crimi incontrava i consiglieri regionali prima e la squadra di governo M5S poi, per tracciare il futuro del Movimento, si sono visti a Roma i tre componenti del collegio dei probiviri (Jacopo Berti, Raffaella Andreola e Fabiana Dadone) per fare il punto sulle sanzioni da comminare.

Tra i dossier sul tavolo, i 'morosi' delle restituzioni e i ribelli del referendum sul taglio dei parlamentari, ma anche il caso dei tre autosospesi -Fabio Berardini, Carlo Ugo de Girolamo e Paolo Romano- in aperta polemica con Rousseau. Nel mirino, in particolare, la senatrice Marinella Pacifico, che oltre ad aver votato contro il taglio dei parlamentari è la senatrice più indietro con le restituzioni tra gli eletti romani.

La ministra Dadone è la più cauta nel sanzionare/espellere i ribelli, consapevole delle difficoltà dei gruppi parlamentari e dei numeri risicati della maggioranza in Senato. Pertanto le sanzioni sono state di fatto 'congelate'. A quanto apprende l'Adnkronos, infatti, a frenare i probiviri ci avrebbe pensato Crimi, sottolineando loro il momento difficile che il Movimento sta vivendo, con i gruppi parlamentari divisi, letteralmente balcanizzati tra correnti e lotte interne. 

Già la lettera con cui Davide Casaleggio aveva richiamato i morosi, annunciando una sforbiciata ai servizi, aveva inasprito il clima, tanto da essere considerata dagli stessi big del Movimento letteralmente improvvida. Ora eventuali espulsioni e sanzioni, con il clamore mediatico che ne sarebbe conseguito, rischierebbero di fare esplodere il Movimento in una fase delicata come poche altre. Ma lo stop alle sanzioni avrebbe indispettito e parecchio, raccontano alcuni beninformati, il veneto Berti, il più severo dei probiviri e considerato molto vicino a Davide Casaleggio, ripartito da Roma furente. 

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