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Lunedì, 24 Gennaio 2022
POLITICA

L'idillio grillino è già finito? L'ira del leader: "Chi ha tradito se ne vada"

Spaccatura all'interno del gruppo al Senato sul voto per eleggere il presidente, tra schede bianche e voto di coscienza. L'ira di Grillo sul blog

ROMA - Qualcuno - tra i grillini siciliani - ha votato Piero Grasso "perché se vince Schifani non potremmo più varcare lo Stretto". Altri - come il senatore campano Bartolomeo Pepe - perché "Borsellino ci chiede un gesto di responsabilità e noi non siamo irresponsabili". Sta di fatto che l'unanimità decisionale, tanto sbandierata, non c'è stata. E il Movimento 5 Stelle, alla prima vera prova della democrazia rappresentativa, si è diviso tra l'opzione della scheda bianca e quella del sostegno a Piero Grasso alla presidenza del Senato.

Com'è andata a finire? La scelta di non sostenere ufficialmente l'ex procuratore antimafia, senatore del Pd, ha aperto una crepa nel Movimento. Dopo una riunione turbolenta (nella quale in definitiva si è deciso di non decidere), qualcuno non ha seguito gli ordini di scuderia e, nel timore che la linea del "non voto" potesse favorire l'altro candidato Renato Schifani, ha votato "secondo coscienza" per Grasso. Alla fine, per l'ex magistrato si schierano 137 senatori: 109 del Pd, 7 di Sel e 9 delle Autonomie. In totale si arriva a 125, ai quali però si aggiungono 12 esterni alla coalizione presumibilmente in arrivo proprio dal M5S. 

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L'IRA DI GRILLO - Puntuale è arrivato l'anatema del leader, che in serata ha usato parole al veleno sul suo popolare blog, sottolineando la mancata trasparenza di qualche senatore del gruppo e minacciando espulsioni. Grillo richiama i senatori M5S al rispetto del "codice di comportamento degli eletti", sottoscritto liberamente da tutti i candidati, che prevede l'obbligo di "votazioni in Aula decise a maggioranza dei parlamentari del M5S". "Se qualcuno si fosse sottratto a questo obbligo ha mentito agli elettori, spero ne tragga le dovute conseguenze", conclude.

L'elezione di Laura Boldrini alla presidenza della Camera

L'invito, tutt'altro che velato, è alle dimissioni di chi ieri ha votato con il Pd per eleggere Grasso alla presidenza del Senato. "Nella votazione è mancata la trasparenza. Il voto segreto non ha senso, l'eletto deve rispondere delle sua azioni ai cittadini con un voto palese. Se questo è vero in generale, per il Movimento 5 Stelle, che fa della trasparenza uno dei suoi punti cardinali, vale ancora di più. Per questo vorrei che i senatori del M5S dichiarino il loro voto", scrive Beppe Grillo sulla sua pagina Facebook. 

Beppe Grillo fa riferimento al punto 4 del regolamento, quello sulla trasparenza, dove si legge che le "votazioni in aula sono decise a maggioranza dei parlamentari del M5S". Immediato il riferimento alla norma sulle espulsioni dal gruppo, il punto 6 del Codice. "I parlamentari del M5S riuniti, senza distinzione tra Camera e Senato, potranno per palesi violazioni del Codice di Comportamento, proporre l'espulsione di un parlamentare del M5S a maggioranza. L'espulsione dovrà essere ratificata da una votazione online sul portale del M5S tra tutti gli iscritti, anch'essa a maggioranza".

"PD USA FOGLIE DI FICO" - Laura Boldrini e Pietro Grasso sono "la foglia di fico" del Pd, secondo Beppe Grillo. Il leader del Movimento 5 Stelle torna sulla vicenda dei presidenti delle Camere e attacca il partito di Pier Luigi Bersani: "Le cariche alla Camera e al Senato sono archiviate, dureranno lo spazio di una legislatura che si annuncia breve. Il pdmenoelle ha giocato l'unica carta che gli è rimasta, quella della 'foglia di fico'. Franceschini e la Finocchiaro erano indigeribili per chiunque, anche per gli iscritti. Boldrini e Grasso continuano così la linea già tracciata da Doria e Ambrosoli. E' fantastico! I parlamentari del pdmenoelle non riescono a esprimere un loro candidato. Non si fidano di sé stessi, soprattutto di sé stessi. Sanno di essere impresentabili e quindi devono presentare sempre qualcun altro. Per loro ci vuole un po di conservatorismo compassionevole".

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