Giovedì, 25 Febbraio 2021

Governo Draghi: il MoVimento 5 Stelle si affida a Rousseau

Dopo giorni di tira e molla e divisioni interne, i vertici lasciano la parola ai militanti. Si vota il 10 e l'11 febbraio

Vito Crimi, ANSA

Draghi sì o no? I vertici del MoVimento 5 Stelle, o almeno una buona parte dei dirigenti di peso, hanno già deciso: il M5S deve esserci con lealtà, per difendere i tuoi temi e le sue battaglie sociali. Ma il via libera dovrà prima essere ratificato dalla base. Dopo giorni di tira e molla e divisioni interne, arriva dunque l'ufficialità che il MoVimento 5 Stelle si affiderà di nuovo a Rousseau per decidere il da farsi. Del resto così era stato per la nascita dei due governi precedenti. 

M5S: voto su Rousseau il 10 e 11 febbraio per decidere sul governo Draghi

"Dalle ore 13 di mercoledì 10 febbraio 2021 alle ore 13 di giovedì 11 febbraio 2021 - si legge infatti in un post sul blog delle Stelle, il canale ufficiale del MoVimento - gli iscritti saranno chiamati a esprimersi su un eventuale supporto a un Governo presieduto da Mario Draghi".

"Potranno votare solo gli iscritti da almeno sei mesi, con documento certificato. Ciascun iscritto può verificare il proprio stato di iscrizione facendo login e controllando il bollino colorato accanto al nome (in alto a destra): se il bollino è verde l’utente è certificato e abilitato al voto".

Di Battista contro Draghi

Il sì ad un governo Draghi dunque non è così scontato come si penserebbe. Contro questa ipotesi si è già schierato Alessandro Di Battista, che oggi ha ribadito la sua posizione con un post su facebook. 

"Sia chiaro - scrive Di Battista -, non ho dubbi che il Professor Draghi sia una persona onesta, preparatissima ed autorevole. Questo non significa che lo si debba appoggiare per forza. Io contrasto Draghi non sul piano personale ma su quello politico. E, ripeto, non cambio idea. Oltretutto l'assembramento parlamentare che si sta delineando è l'antitesi della Politica. Vi invito, senza pregiudizi, a legger quel che scrivevo sul Professor Draghi il 31 agosto scorso

'Draghi non è cambiato, non si è convertito all’interesse generale, non ha preso coscienza delle perversioni del liberismo. D’altro canto un capitalista finanziario è per sempre. Semplicemente vuole fare il Presidente della Repubblica e per arrivare al Quirinale è disposto persino a guidare un governo di unità nazionale (Dio ce ne scampi) se gli venisse richiesto'.

Sono parole che ho scritto cinque mesi fa. Le scrissi quando ebbi la sensazione che si stesse lavorando ad un governo Draghi. Ripeto. Si può rispettare un uomo anche facendo opposizione. Io la mia scelta l'ho presa, e vado fino in fondo".

"Se io fossi in Parlamento assolutamente non voterei la fiducia" perche' "in un Paese democratico l'opposizione serve" mentre "ora invece nessuno la farà. Neanche Meloni, che infatti resta in alleanza con la Lega e Berlusconi" ha rimarcato lo stesso Di Battista in un'intervista che sarà trasmessa a "Cartabianca" su Rai3. Secondo l'ex parlamentare è dunque "un errore grave infilarsi in una roba del genere". "A Beppe Grillo - ha aggiunto - io sarò sempre riconoscente ma questo non vuole dire essere sempre d'accordo".

Il governo Draghi spacca il M5s

A favore di un governo guidato dall'ex presidente della Bce ci sono invece Di Maio e tutta l'ala più moderata e governista dei 5 Stelle. Il ministro degli Esteri in questi giorni ha fatto più volte appelli alla "maturità" e "responsabilità istituzionale". "Siamo stati decisivi nel Conte I con provvedimenti simbolo come il Reddito di Cittadinanza e la legge anticorruzione. Siamo stati fondamentali nel Conte II con riforme che faranno la storia, come il taglio dei parlamentari. E continueremo ad essere determinanti. Il MoVimento in questi anni ha sempre mostrato serietà e responsabilità". Così si legge nell'ultimo post condiviso dal ministro degli Esteri su facebook.Ma la linea pro-Draghi ha trovato un'opposizione piuttosto agguerrita tra i parlamentari M5s. Tanto che alla fine si è optato per dare la parola ai militanti. 

I dubbi restano e sui social la base grillina ribolle. "I nostri attivisti sono inferociti - spiega un parlamentare all'Adnkronos- come si fa a convincerli a votare sì?". A chiedere a gran voce la consultazione online sarebbe stato, non a caso, il dominus della piattaforma Rousseau, Davide Casaleggio, alcuni giorni fa. Seguito dai parlamentari (senatori in primis) che osteggiano il progetto Draghi: da Barbara Lezzi - che ha parlato di "suicidio" politico - a Mattia Crucioli, il quale in assemblea ha letto una lista di motivi per cui il M5S dovrebbe negare il suo appoggio a Draghi.

Sulle barricate anche deputati come Francesco Forciniti, Pino Cabras, Davide Zanichelli, Rosa Alba Testamento. Quest'ultima afferma: "Finora non ho trovato motivi validi per sostenere questo esecutivo. Comunque ho detto anche che mi riservo di valutare la situazione domani al termine delle consultazioni. Per me è importante rimanere uniti. E anche io, insieme a molti altri, ho chiesto il voto degli iscritti". "Sono in attesa di capire come sarà composto l'esecutivo. Se ci saranno ministri di Forza Italia e Lega, è impossibile votare la fiducia", dice invece il senatore Matteo Mantero interpellato dall'Adnkronos. "La paura più grande nel M5S è che Draghi possa smontare il reddito di cittadinanza... Come se fosse un imperatore e il Parlamento non esistesse", rimarca un grillino 'governista', provando a confutare le tesi dei colleghi più scettici. Il tempo stringe.  Il nuovo governo è sulla rampa di lancio. Ma in casa M5s deciderà la base. E il sì, con questi chiari di luna, è tutt'altro che scontato. 

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