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Venerdì, 21 Giugno 2024
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Mafia Capitale, il "mondo di mezzo" non esiste: chiesta l'archiviazione per 116 indagati

La Procura di Roma non ha trovato elementi sufficienti per proseguire le indagini nei confronti di politici, imprenditori e professionisti. Tra loro spunta anche il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti, indagato per sospetto concorso in corruzione

Nicola Zingaretti, Daniele Leodori, Alessandro Cochi e Riccardo Mancini. Questi alcuni dei 116 indagati nella maxi inchiesta su Mafia Capitale in relazione ai quali la Procura della Repubblica di Roma ha chiesto al Gip l'archiviazione. Tra le persone per cui il Pubblico Ministero non ha riscontrato elementi per proseguire le indagini figurano infatti politici, imprenditori e professionisti. La Procura di Roma ha dato un colpo di forbice ai rami considerati secchi dei tanti filoni d’inchiesta nati dopo gli arresti del 2014: cadono la pista iniziale dei carabinieri del Ros, che, alla fine del 2009, iniziarono ad approfondire le attività di un gruppo di neofascisti romani. Così come si chiude anche il filone investigativo che puntava a collegare alcuni personaggi ben noti alle cronache giudiziarie romane con Cosa nostraErnesto e Leonardo Diotallevi e Giovanni De Carlo, che le indagini svolte dal Ros avevano ipotizzato essere i terminali della mafia siciliana nella capitale

Oltre, come detto, per il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti la Procura di piazzale Clodio ha chiesto di archiviare anche la posizione di Vincenzo Piso, parlamentare, ex PdL ora gruppo Misto, ma anche del presidente del Consiglio Regionale Daniele Leodori, e l'ex consigliere comunale con delega allo Sport della Giunta Alemanno Alssandro Cochi. 

Stessa richiesta anche per l'ex amministratore delegato di Eur Spa Riccardo Mancini e il capo della segreteria di Gianni Alemanno, Antonio Lucarelli, entrambi indagati per associazione mafiosa. Tra gli imprenditori il costruttore Luca Parnasi ma anche Gennaro Mokbel, già condannato in primo grado per il caso Tis-Fastweb. Chiesta l'archiviazione per i penalisti Paolo Dell'Anno, Domenico Leto e Michelangelo Curti. Archiviata anche la posizione di Ernesto Diotallevi, in passato coinvolto in indagini sulla banda della Magliana.

Mafia Capitale, i protagonisti

Il processo madre contro l'organizzazione resta ovviamente in piedi. Se è vero che 116 sono state le richieste di archiviazione, sono almeno 70 gli indagati in libertà per i quali è stato chiesto nel frattempo il processo. Oltre ai 50 già a giudizio nell’aula bunker di Rebibbia.

Nella richiesta generale di archiviazione i pubblici ministeri hanno scritto come "le indicazioni fornite da Buzzi sono apparse sospette e ancorate a una precisa strategia difensiva, proiettata a dimostrare la propria estraneità all’associazione di tipo mafioso contestatagli e ad accreditarsi dinanzi agli inquirenti quale collaboratore dell’autorità giudiziaria".

L’inchiesta giudiziaria conosciuta come “Mondo di mezzo” o “Mafia Capitale” era cominciata nel dicembre del 2014 e aveva portato all’arresto di decine di persone per una presunta associazione mafiosa, per la prima volta contestata a persone non appartenenti a organizzazioni con diretto riferimento a mafia, camorra e ‘ndran­gheta: esponenti politici e dalla criminalità organizzata romana controllavano secondo l'accusa appalti e finanziamenti pubblici con metodi mafiosi. I nomi principali emersi durante la prima fase dell’inchiesta erano due: Massimo Carminati, ex terrorista di estrema destra in passato vicino alla banda della Magliana, e Salvatore Buzzi, fondatore della cooperativa di ex carcerati “29 Giugno”.

CANTONE: "PIU' INTERCETTAZIONI CONTRO LA CORRUZIONE"

Per quanto concerne il Governatore del Lazio i Pm contestavano i reati di concorso in corruzione e tentata turbativa d'asta. Gli episodi riguardavano presunte dazioni di denaro per la campagna elettorale, fatti relativi all'acquisto del nuovo palazzo della Provincia di Roma e la gara Cup della Regione Lazio. "Ho appreso dalle agenzie di stampa - ha detto Zingaretti - che la Procura di Roma ha svolto delle indagini a seguito delle accuse che mi vennero rivolte da Salvatore Buzzi, che io querelai. Ora, dopo le doverose indagini compiute, la Procura ha chiesto l'archiviazione in attesa del pronunciamento del Gip. Continuo sereno la mia attività e ringrazio la Procura per la serietà con cui ha svolto i dovuti accertamenti". Gli aggiornamenti su Roma Today

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