Martedì, 2 Marzo 2021

Mandato esplorativo: cos'è e perché potrebbe diventare la soluzione provvisoria della crisi

Un incarico al presidente della Camera per verificare la possibilità di un accordo con M5s e Pd è la proposta di Italia Viva a Mattarella. Cosa sta succedendo e quali sono i precedenti

Si chiama mandato esplorativo ed è una consuetudine nella ricerca di una soluzione alle crisi politiche italiane che a quanto pare sta per tornare improvvisamente di moda. Ieri fonti di Italia Viva hanno fatto sapere che non sono disponibili a dire sì all'incarico a Giuseppe Conte e che preferiscono un mandato esplorativo affidato a una figura istituzionale. 

Mandato esplorativo: cos'è e perché potrebbe diventare la soluzione provvisoria della crisi

Ora quindi in primo luogo bisogna dire che ancora dovranno trascorrere 24 ore prima che si concludano le consultazioni con le udienze con centrodestra e M5S e in questo lasso di tempo il lavoro delle diplomazie potrebbe fornire ulteriori idee per le scelte del Capo dello Stato, che stasera avrà sul suo tavolo tutti gli elementi per poter decidere. Una pausa di riflessione e poi una verifica per capire se ci sono gli spazi per ricostituire la maggioranza tra M5S, Pd, Leu e Iv, magari attraverso un altro giro di consultazioni o un mandato esplorativo? Un incarico a Conte, anche se non immediato, perché verifichi se effettivamente c'è la possibilità di un suo esecutivo ter? Secondo alcuni giornali il Partito Democratico e il MoVimento 5 Stelle credono che il mandato esplorativo possa essere affidato proprio a Conte, visto che la maggioranza dei gruppi che si è presentata al Quirinale ha sostenuto il suo nome. 

Ma cos'è il mandato esplorativo e perché potrebbe diventare la soluzione provvisoria della crisi? L'iniziativa del mandato esplorativo viene di solito presa quando ci si trova in una crisi di governo senza sbocchi apparenti, ovvero tutte le forze politiche non hanno intenzione, o almeno questo è quello che dicono, di accordarsi con le altre per trovare una soluzione. Di solito il mandato esplorativo viene affidato a personalità super partes come i presidenti del Senato o della Camera. Nel 2008 l'allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano conferì a Franco Marini, allora presidente del Senato, un mandato esplorativo per verificare la possibilità di consenso intorno a una legge elettorale e alla formazione di un governo, dopo la caduta dell'esecutivo guidato da Romano Prodi. Dopo cinque giorni Marini rimise l'incarico nelle mani di Napolitano perché non era riuscito a raggiungere l'obiettivo. Subito dopo si andò a elezioni anticipate. 

Nel 2018 e poi nel 2019 prima la presidente del Senato Elisabetta Casellati e poi il pari grado della Camera Fico ricevettero un mandato esplorativo da Mattarella per verificare la possibilità di fare un governo rispettivamente tra centrodestra e M5s e tra centrosinistra e M5s. Tre giorni dopo in entrambi i casi tutti e due restituirono l'incarico, che poi alla fine andò a Giuseppe Conte con l'accordo tra Lega e M5s la prima volta e sempre a Conte ma con l'accordo tra grillini e Pd la seconda volta. 

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Il mandato esplorativo a Fico per far fuori Conte?

Secondo lo schema delineato in queste ore l'idea di conferire un mandato esplorativo a Fico servirebbe, per Italia Viva, a trovare un accordo su un programma di massima con MoVimento 5 Stelle e Partito Democratico. Secondo questo schema successivamente Giuseppe Conte dovrebbe assumere l'incarico per formare il Conte-Ter, senza "bruciarsi" nel primo tentativo. Secondo altre interpretazioni una volta che l'accordo fosse trovato con Fico protagonista poi per Conte sarebbe impossibile arrivare a Palazzo Chigi. Spiega oggi Repubblica che quello del mandato esplorativo potrebbe essere per Renzi "l’escamotage utile a guadagnare il tempo che serve per finire di azzoppare il premier, stando però ben attento a non perdere pezzi". Ovvero "quella manciata di deputati e senatori da settimane a disagio per i continui strappi del capo, niente affatto disposti a tollerare il salto nel buio di un nuovo azzardo. Più o meno una decina: la sua vera polizza vita".

Secondo La Stampa però che il possibile bluff potrebbe cadere perché tra i grillini c’è chi vorrebbe tentare una prova di forza, tenere alzato il muro davanti al senatore di Rignano e provare a spaccare Italia Viva. Di certo la strada per Conte si fa sempre più in salita mentre continua a impazzare il toto-nomi, perché le chance del presidente dimissionario sembrano ridotte al lumicino. Tra quelli che circolano in queste ore, sostiene l'AdnKronos, sembra prendere quota il nome di David Sassoli, il presidente del Parlamento europeo - incarico che scadrà a fine anno - ben visto anche dal Quirinale. Su di lui potrebbe convergere la cosiddetta 'maggioranza Ursula', tirando dentro Fi, perché "è noto che Sassoli piace a tutti...", si dice convinto un esponente del governo giallorosso.

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