Domenica, 24 Gennaio 2021

"Mandato zero" e apertura alle liste civiche: così cambia il M5s

La base si è espressa sulla nuova struttura del Movimento 5 Stelle e sulle modifiche alla regola dei due mandati per i consiglieri comunali

Il mandato zero

Via libera dagli attivisti del Movimento 5 Stelle al così detto "mandato zero", ovvero "il mandato che non vale" annunciato qualche giorno fa dal capo politico Di Maio. Oltre al quesito sulle modifiche alla regola dei due mandati per i consiglieri comunali la base del M5S si è espressa anche sulla nuova struttura del Movimento 5 Stelle, sia a livello nazionale che regionale, e sull'apertura alle liste civiche a livello locale. 

Alle 13 si è chiusa la votazione da parte degli iscritti di Rousseau sulla nuova organizzazione: per i 5 quesiti lanciati dal capo politico Luigi Di Maio sono state espresse in totale 123.755 preferenze. 17.307 utenti (il 68%) hanno detto sì al mandato zero per i consiglieri comunali: i no sono stati 8.148 (32%). Hanno votato a favore dell'organizzazione regionale del M5S 21.111 persone (3.693 i voti contrari), mentre per quanto riguarda i rapporti con le liste civiche 19.044 utenti si sono detti favorevoli e 5.329 contrari.

Gli altri due questi riguardavano la nuova organizzazione nazionale (20.654 i sì, 3.710 i no) e la candidatura durante il secondo mandato solo per consiglieri comunali (15.005 voti a favore e 9.754 contrari).

Via libera anche alla possibilità di allerarsi con le liste civiche a livello locale: il 78,1% degli iscritti ha votato a favore.

Così cambia l'organizzazione nazionale del M5s

La nuova organizzazione nazionale prevede la creazione di un team di 12 persone (i "facilitatori) che si occuperanno di diverse aree tematiche (ambiente, giustizia, economia etc) e avranno il compito, insieme al loro team, " di ascoltare le persone dal basso e trasformare le idee in attività sul territorio, in proposte di legge da portare in parlamento, in provvedimenti di governo". 

I facilitatori regionali

Anche a livello regionale viene introdotta la figura del "facilitatore". I facilitatori potranno essere 3, 5 o 8 a seconda della grandezza della Regione e dovranno assolvere principalmente a tre funzioni. 

? Relazioni esterne (rapporti con gli stakeholder, le associazioni, i comitati, ecc)
? Relazioni interne (rapporti con gli eletti del MoVimento della regione, punto di
riferimento per le liste e per i probiviri)
? Formazione e coinvolgimento (ovvero sia la formazione degli eletti e degli iscritti che il coinvolgimento di nuove persone).

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