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Martedì, 25 Giugno 2024
La manifestazione

La piazza della Lega è un mezzo flop, ma così Salvini si smarca dagli alleati

Erano attese circa 3mila persone e se ne sono presentate alcune centinaia mentre, dall’altra parte di una Milano blindata, il corteo pro Palestina contava 4mila presenti. "Fascisti quelli che attaccano Israele" ha scandito dal palco Matteo Salvini

Matteo Salvini cita Cesare Beccaria e parla di "giusta" battaglia riferendosi a chi si impegna per i diritti Lgbtq. Le parole d’ordine, ripetute come un mantra, sono "pace" e "libertà". Giuseppe Valditara, ministro dell'Istruzione e del merito, cita espressamente il "pensiero liberale". E poi la musica, fra cui "Imagine" di John Lennon, ad accogliere i militanti arrivati da tutto il nord Italia. È una Lega che riscopre gli antichi sapori di un movimento popolare, laico e liberale, quella scesa in piazza sabato 4 novembre a Milano per manifestare a difesa di Israele (nella guerra con Hamas) e, in generale, dei valori occidentali. Lo fa richiamando qualche centinaio di persone. Un mezzo flop se si pensa che ne erano attese circa 3mila e che, dall’altra parte di una Milano blindata, il corteo pro Palestina conta 4mila presenti, scrive Stefano Pagliarini su MilanoToday.

Manifestazione Lega 4 novembre 2023 Foto MIlanoToday

Ma non importa. La Lega si sente al posto giusto e nel momento giusto. Non importa neppure che gli alleati non li abbiano seguiti perché, come ha detto Massimiliano Romeo direttamente a MilanoToday, capogruppo Lega al Senato, "la libertà di manifestare è giusto che la esprima chi vuole manifestare. Noi abbiamo ritenuto che fosse doveroso venire in piazza per dare un segnale e quindi siamo contenti della nostra scelta. Vogliamo la pace in un mondo che si infiamma sempre più perché alla fine bisogna arrivare a una soluzione diplomatica che porti a due Stati e due popoli".

Il discorso di Salvini dal palco di Milano

Una posizione di pace incarnata al massimo dal leader del Carroccio e ministro alle Infrastrutture Matteo Salvini, intervenuto a chiusura dell’evento, infiammando piazza Largo Cairoli quando ha ribadito che il nemico è solo uno per tutti: "Il terrorismo islamico". "E non ho paura a chiamarlo così - ha scandito Salvini dal palco -. So che qui a qualche centinaia di metri c’è un’altra manifestazione di antifascisti che attaccano Israele. Gli ultimi fascisti sono quelli lì, sono quelli che attaccano Israele. Sono gli ultimi nostalgici dell’odio. Israele ha diritto a esistere senza se e senza ma l’obiettivo finale è due popoli e due stati che vivano senza bunker e allarmi antiaerei". Arriva anche l’attacco alla sinistra definita "confusa" quando rivendica parità e diritti. "Come fai a fare contemporaneamente la battaglia, giusta, per rivendicare i diritti Lgbtq e poi difendere l’estremismo islamico, per cui l’omosessualità è reato? A Gaza l’omosessualità prevede dieci anni di carcere".

Poi Salvini manda un messaggio, neanche troppo velato, al resto della maggioranza parlamentare. "Non fatela, è pericoloso ci ha detto qualcuno - ha proseguito Salvini -. Ecco noi siamo la dimostrazione fisica che non abbiamo paura. Paura è il primo risultato che i terroristi portano a casa". Alla fine il ministro bacchetta anche le Nazioni Unite, che hanno dato la presidenza del Forum all’Iran. "Le cronache ci dicono che in Iran ci sono una donna e un uomo condannate a morte per adulterio. Ora per me, e parliamo dalla Milano di Cesare Beccaria dei Delitti e delle pene, la pena di morte non è mai la soluzione. Ecco mi aspetto che i vertici dell’Onu volino a Theran, che quest’anno ha avuto il record di condanne a morte per impiccagione. È una barbarie nel 2023 impiccare un essere umano. E poi vanno a fare le pulci a Israele".

Manifestazione Lega Milano per Israele 4 novembre 2023 - foto Stefano Pagliarini7

Discorso, quello dell'Onu, già toccato nel suo intervento dal presidente del Friuli Venezia Giulia Massimiliano Fedriga, per cui "da questa piazza deve partire un appello affinché i Paesi occidentali siano uniti e parlino la stessa lingua ma è difficile se alle Nazioni Unite viene data la presidenza del forum all'Iran, Paese dove vengono ammazzate le donne se non portano il velo. Queste istituzioni inizino a portare avanti battaglie vere e non a cercare il consenso di tutti i Paesi per garantirsi una presidenza".

Prima di Fedriga aveva parlato anche Valditara, che ha ricordato i valori su cui si fondano le democrazie occidentali, ribadendo l’importanza della scuola: "La cultura del rispetto verso la vita, la libertà, la dignità e la sicurezza di ogni essere umano deve partire dalla scuola. Non ci può essere spazio nelle nostre scuole per prediche o pratiche di violenza, discriminazione e odio. La tolleranza è un altro valore fondamentale, ma possiamo tollerare che i nostri valori siano distrutti da chi agisce con intolleranza? Il pensiero liberale dice no".

Ayoub Ouassif, l'operaio musulmano sul palco della Lega

L'evento si è aperto alle 15:15 e dal palco si sono susseguiti una serie di interventi, fra cui anche il messaggio dell'ambasciatore di Israele in Italia Alon Bar, che ha ringraziato "il vicepremier e ministro Matteo Salvini e tutto il governo italiano per la forte solidarietà espressa nei confronti di Israele in queste settimane". È poi intervenuto il sindaco di Ciniselo Balsamo Giacomo Ghilardi; il sindaco di Monfalcone Annamaria Cisint, la presidente dell'Unione associazioni Italia Israele Celeste Vichi e, con un audio messaggio, il Museo della Brigata ebraica di Milano.

Spazio anche per l'intervento di un operaio musulmano e volontario in Croce Rossa a Sassuolo, Ayoub Ouassif, che ha raccontato la sua storia:  "La guerra è scatenata da un attacco terroristico, Hamas è un gruppo di terroristi che da troppo tempo usa la fede islamica per giustificare i propri crimini. Chi cattura bambini e donne a oggi è un terrorista e non ha nulla a che vedere con la fede islamica. L'Islam non è questo. Nessuna fede ha chiesto di commettere atti di terrorismo. Sono un gruppo che fa leva su rabbia per giustificare i loro atti. Dio non ha mai chiesto di commettere questi crimini. Come ragazzo islamico spesso rischio di essere associato a questi gruppi per la mia fede" ha sottolineato.

La Lega si smarca dal resto del centrodestra

La manifestazione della Lega si è chiusa intorno alle 16:30. Sulle note di "Hey Jude" dei Beatles, sono saliti sul palco altri esponenti della Lega fra cui il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti; la ministra per le disabilità Alessandra Locatelli, il presidente della Lombardia Attilio Fontana, quello del Veneto Luca Zaia e il presidente del Trentino Maurizio Fugatti. Salvini ha stretto a sè proprio Ouassif e Vichi, come a rivendicare il ruolo di pace di cui vuole farsi portatore la Lega.

Lo ha fatto proprio andando in piazza a rivendicare i suoi valori mentre il resto della maggioranza parlamentare tituba. Lo ha fatto il 4 novembre, data non casuale visto che è quella in cui di solito si celebra la giornata dell’Unità nazionale e delle forze armate. "L’obiettivo è coltivare il senso di appartenenza, mettere in chiaro chi siamo e come immaginiamo l’Italia del futuro, libera e democratica - ha spiegato il deputato Andrea Barabotti -. Ogni forza politica decide di coltivare questo spirito di appartenenza a modo suo. Noi siamo un partito del popolo e lo facciamo nelle piazze.

E se qualcuno oggi ha guardato la piazza leghista come qualcosa di inopportuno, è invitato e tenersi le prediche da Susanna Ceccardi, parlamentare europea del Carroccio: "Oggi la Lega ha scelto di metterci la faccia perché in un occidente che ha sempre più paura, rivendichiamo diritto di avere coraggio, avere identità e poterla manifestare liberalmente. Non discuto le scelte delle altre forze politiche ma chiedo rispetto nei confronti di una forza democratica, quale è la Lega, forza di governo, che scende con cittadini in piazza, in una manifestazione pacifica, e lo fa per difendere diritti lungamente conquistati dall’occidente".

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