Sabato, 25 Settembre 2021
Legge di stabilità

Sprechi senza frontiere: è scontro aperto tra Renzi e le Regioni

E' lotta tra il presidente del consiglio e i governatori sulla legge di stabilità dell'esecutivo. Le Regioni: "Tagli solo a noi". Renzi: "No alibi". E il confronto diventa una "gara" a chi spreca di più

ROMA - Tutti contro uno. Uno contro tutti. E' scontro aperto tra il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, e i governatori delle Regioni italiane. Motivo del contendere, come prevedibile, la manovra varata dall'esecutivo mercoledì scorso, che punta a tagliare le tasse per diciotto miliardi di euro. Un taglio che, accusano i presidenti delle Regioni - letteralmente infuriati - peserà sui loro enti e sulle tasche dei cittadini anche se in maniera diversa. Dalle accuse alla lite il passo è stato brevissimo, con Renzi e i vari governatori che si sono "divertiti" a sottolineare gli sprechi degli altri, come se averne meno di qualcuno, di sprechi, possa essere motivo di vanto. 

I CONTI - "La manovra è insostenibile per le Regioni a meno di non incidere sulla spesa sanitaria o compensare con nuove entrate" è stata la frase, pronunciata dal governatore piemontese Sergio Chiamparino, che aveva dato il là alla battaglia. Il presidente del Consiglio ha risposto alle critiche via Twitter: "Una manovra da trentasei miliardi e le regioni si lamentano di uno in più? Comincino dai loro sprechi anziché minacciare di alzare le tasse #no alibi".

CHI SPRECA DI PIU'? - "Sprechi": e la lotta è cominciata sul serio. Sempre via Twitter, Renzi ha annunciato che "incontreremo i presidenti di regione. Ma non ci prendiamo in giro - ha aggiunto il premier - Se vogliamo ridurre le tasse, tutti devono ridurre spese e proteste". Per i governatori i tagli si abbatterebbero come una scure sulla Sanità. Ma il premier non ci sta: "Tagliare i servizi sanitari è inaccettabile. Non ci sono troppi manager o primari? È impossibile risparmiare su acquisti o consigli regionali?". Quasi immediata la risposta, la seconda, di Chiamparino: "Considero offensive le parole di Renzi perché ognuno deve guardare ai suoi sprechi, e mi chiedo: nei ministeri forse non ce ne sono?".

"MANOVRA INSOSTENIBILE" - Secondo l’ex sindaco di Torino la legge di Stabilità "incrina il rapporto che dovrebbe essere di lealtà istituzionale e di pari dignità istituzionale tra enti dello Stato". Dopo un mare di negatività, però, uno spiraglio di luce: "Riteniamo che vi possano essere margini per cercare di rendere le cose sostenibili", ha aggiunto nel corso di una conferenza stampa nella sede di via Parigi, annunciando la richiesta al governo "di un incontro urgente per affrontare queste problematiche e per cercare una soluzione che consenta di rendere sostenibile a tutti una manovra che non può essere scaricata solo sulle Regioni". 

RISCHIO AUMENTO TASSE - Nella gazzarra si è tuffato anche il sottosegretario, Graziano Delrio, che ha prontamente replicato che "sono in corso anche in questi giorni tavoli di lavoro del Governo con le Regioni per proseguire in un patto di autonomia e responsabilità, tra governo centrale e regioni, per i cittadini e la soluzione dei problemi dei territori". Parole, queste, immediatamente smentite da uno scatenato Chiamparino: "Io non so quali sono questi tavoli, non sono un affezionato dei tavoli a Palazzo Chigi". Poi, lo stesso Chiamparino ha lasciato intendere di essere decisamente contrario all'aumento delle tasse: "Piuttosto che aumentare l’Irap lascio l’incarico: farlo significherebbe dare un colpo mortale all’economia".

"4 MILIARDI DI TAGLI" - Se il governatore piemontese si è esposto in prima fila, gli altri non sono rimasti a guardare. Roberto Maroni, Lombardia, ha affidato la sua rabbia a una nota: "Ci sono quattro miliardi di tagli alle Regioni, due dei quali sono i nuovi fondi alla sanità datici a luglio, che adesso sarebbero inopinatamente tagliati. Non è che il governo può prima fare un accordo - ha proseguito il presidente della Regione - e poi togliere di mezzo questo accordo senza coinvolgere chi ha firmato". 

"I SOLDI SONO DEGLI ALTRI..." - Anche Nicola Zingaretti, presidente del Lazio, ha commentato amareggiato: "È semplice abbassare le tasse con i soldi degli altri. Le Regioni sono chiamate ora a finanziare scelte che non abbiamo preso noi ma il governo, al raggiungimento di obiettivi di finanza pubblica dettati dall’Unione europea"

I TAGLI - Dalla Toscana è arriva anche la stroncatura di Enrico Rossi: "Se si va avanti con questa politica - ha fatto notare - il Patto per la sanità viene meno tre volte. Non tornano i conti: nella mia regione si tratta di 400 milioni di tagli: o la sanità o bisogna azzerare gli altri servizi ed io i soldi per l’emergenza idrogeologica, per fare solo un esempio, non vorrei tagliarli".

"PINOCCHIO..." - Pesantissimo anche il commento di Luca Zaia: "Per le Regioni, quelle virtuose per prime, questa manovra passerà alla storia come la legge del massacro. Tagli insostenibili, che stiamo subendo sin dal 2011, ma che stavolta avranno pesantissime conseguenze, perché alla gente con una mano si dà ma con l’altra si toglie e le Regioni sono stremate. A Pinocchio stavolta il naso si è allungato a dismisura". 

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