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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Crisi economica

Manovrina d'autunno: ecco cosa e "chi" verrà tagliato

Per riportare il deficit sotto il 3% del Pil come vuole l'Ue il ministro dell'Economia ha presentato i tagli per la "stagione 2013-2014": per ora niente rifinanziamento della cassa integrazione

Tagli alla spesa dei ministeri e dei trasferimenti degli enti locali. Vendita di immobili pubblici. Ma, soprattutto, niente rifinanziamento - "per ora" - della cassa integrazione. In questo modo il governo Letta coprirà la "correzione" dei conti pubblici per riportare il deficit sotto il 3% del Pil, un'operazione che ha un entità pari a 1,6 miliardi. Lo ha reso noto il ministro dell'Economia, Fabrizio Saccomanni, al termine del Consiglio dei ministri che ha approvato la manovra per la correzione dei conti pubblici.

NIENTE CIG - Nella "manovrina" non ci sono i fondi per la Cig ha detto Saccomanni, aggiungendo che in occasione della legge di Stabilità ci sarà un "decreto parallelo dove possono essere affrontate altre questioni che potevano essere messe all'ordine del giorno di oggi".

IL DECRETO - Il decreto, ha spiegato il ministro, "aveva lo scopo di riportare il disavanzo 2013 entro la soglia del 3%, era una misura già annunciata in sede di presentazione del Def. La misura equivale in termini di fondi a 1,6 miliardi, e contrariamente a quello che si è detto, la manovra prevede la copertura essenzialmente con due modalità: la vendita di immobili di proprietà del Demanio e dello Stato per 500 milioni, e la riduzione della spesa dei ministeri e dei trasferimenti degli enti locali per 1,1 miliardi".

I TAGLI - Il ministro ha quindi spiegato nel dettaglio che la copertura di 500 milioni viene dalla vendita di immobili che sono di proprietà del Demanio e che verranno venduti alla Cassa depositi e prestiti o a un suo veicolo. Inoltre, ha precisato Saccomanni, dai nuovi tagli alla spesa saranno esclusi "sanità, istruzione, ricerca e sviluppo".

SACCOMANNI NON E' "MR.WOLF" - Ricordate il personaggio di Quentin Tarantino in Pulp Fiction, "Mr. Wolf", colui che risolveva i problemi? Ecco, Saccomanni è l'esatto opposto: nel decreto noto come "manovrina" non ha messo mano a nessuna delle questioni scottanti: non si è dicusso di Imu; non si è toccato il tema della cassa integrazione; non si è ragionato di Iva e aumenti". L'unica cosa che premeva il ministro era presentare una sorta di dossier da recapitare - oggi - a Washington dove si è recato per la riunione del Fondo Monetario Internazionale per rassicurare tutti che il tetto del 3% non verrà sforato se non in misura minima, al massimo dello 0,1%. Passato il weekend, lo stesso farà all'Ecofin in quel di Lussemburgo.

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