Giovedì, 6 Maggio 2021
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Di Maio con Salvini: stop ai sindaci ribelli e niente reddito di cittadinanza agli stranieri

Il leader del Movimento 5 stelle detta la linea dopo l'intervento del Senatore Mantero che aveva duramente criticato il decreto sicurezza. Il dissidente era già stato graziato dal provvedimento disciplinare: dopo le espulsioni i 5stelle hanno un problema di numeri

"Di Maio: "Malta faccia sbarcare donne e bambini dalla Sea Watch, li prendiamo noi"

5 stelle divisi sul decreto sicurezza? Di Maio rinsalda le fila e detta la linea dopo le dichiarazioni di Matteo Mantero, parlamentare vicino al presidente della Camera, Roberto Fico, che via Facebook aveva "affondato" il provvedimento fortemente voluto dalla Lega bollandolo come "incostituzionale e stupido".

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Il capo politico del Movimento intervenendo da Alleghe non le manda a dire: "Se c'è qualche membro della maggioranza a disagio, si deve ricordare che fa parte di una maggioranza che quel decreto lo ha votato, di un governo che lo sta applicando, che lo sosteniamo".

Insomma, un chiaro avviso che arriva a pochi giorni dall'epurazione di due senatori pentastellati, Gregorio De Falco e Saverio De Bonis, espulsi dal Movimento in seguito alla decisione dei probiviri pentastellati: il motivo risale a qualche settimana fa quando durante le votazioni del decreto sicurezza De Falco aveva espresso un voto contrario e De Bonis si era astenuto. De Falco, inoltre, si è astenuto nell'aula del Senato al voto di fiducia sulla manovra e ha criticato la scelta del governo gialloverde di non firmare il global compact sui migranti. Tra i dissidenti compariva lo stesso Mantero graziato dall'organo di disciplina. Il motivo presto detto: la maggioranza gialloverde al Senato dopo le due espulsioni è scesa a quota 165 (Movimento 5 stelle 107, Lega 58), appena 4 voti di margine rispetto alla maggioranza fissata a 161. Quattro voti che mettono sotto pressione il Governo Conte.

A Di Maio il compito di rinsaldare le fila pur essendo consapevole che la maggioranza non può perdere più altri pezzi.

Eppure, le voci critiche non si arrestano e a rincarare la dose è anche la senatrice M5S, Paola Nungnes chesu HuffPost scrive: "Il decreto Salvini è una ferita che non si è mai chiusa"

Nungnes (M5s): "Io sto con i sindaci che si oppongono"

"Sul decreto immigrazione e sicurezza io sono con i sindaci che si oppongono, di qualunque colore politico siano e non mi chiedo se abbiano intenti più o meno propagandistici in questo".

"Le posizioni delle amministrazioni contrarie al decreto sono tra l'altro - sottolinea la senatrice Nunges - alquanto trasversali, sono di colore diverso le città che si ribellano al decreto Salvini, o quelle che aderiscono per obbligo istituzionale ma che hanno espresso il loro dissenso, ricordo anche che le amministrazioni di Roma e di Torino sono state le prime ad approvare una mozione che chiedeva la sospensione del decreto quando era ancora in discussione".

"In ogni modo lo avevamo previsto, che sarebbero partiti ricorsi, opposizioni di diversa natura e che si rischia concretamente il ricorso alla Corte Costituzionale. Era inevitabile e non mi sorprende la sollevazione di molti sindaci".

Di Maio: "Sindaci non hanno autorità sui porti"

"In questo momento quello che si sta creando intorno a questa vicenda è un'occasione di campagna elettorale - spiega Luigi Di Maio - Vorrei mettere al centro qualche verità: i sindaci che dicono 'apriamo i porti', non hanno nessuna autorità per legge di aprire o chiudere un porto. Questo dimostra che tutte queste dichiarazioni fanno parte di una grande occasione per fare un po' di campagna elettorale e chiedere un po' di voti".

Ecco quindi che Di Maio ribadisce qual è la linea del Movimento piegato ai dettami del contratto di Governo. E torna anche sul caso della bozza del decreto sul reddito di cittadinanza.

Di Maio: "Modificare bozza del reddito di cittadinanza"

Luigi Di Maio conversando con i giornalisti torna anche sul caos montato dopo la diffusione della bozza del decreto legge che dovrebbe istituire il decreto di cittadinanza. Alla confusione che si è creata sui requisiti di accesso alla misura di contrasto alla povertà, Di Maio replica: "Quei 5 anni che vedete scritti nella bozza del decreto sono da modificare, il tetto sarà più alto". 

"La nostra norma sul reddito di cittadinanza è rivolta agli italiani e per fare questo noi alzeremo il tetto di permanenza dei lungo soggiornanti in modo tale da rispettare le norme Ue ma allo stesso tempo rivolgere questa misura ai cittadini italiani."

Eppure il governo stesso  nel Documento programmatico di bilancio 2019, aveva chiarito che tra i beneficiari del reddito di cittadinanza ci sarebbero stati “i maggiorenni residenti in Italia da almeno 5 anni disoccupati o inoccupati (inclusi pensionati)”. Dunque anche gli stranieri, comunitari o extracomunitari, purché appunto regolarmente residenti da un quinquennio. 

Reddito di cittadinanza ai "lungo soggiornanti"

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