Mercoledì, 28 Luglio 2021
Politica

Salvini fa il duro: "Marcia su Roma contro Renzi"

Secondo il leader della Lega "il presidente del Consiglio controlla i media, le scuole, i tribunali e le banche. Sento puzza di Unione Sovietica". Frenata su Bertolaso candidato sindaco di Roma: vertice rinviato

Meloni, Berlusconi e Salvini

Per "liberarsi" di Renzi ha scelto una data simbolica: il 25 aprile. Matteo Salvini convoca una marcia contro il governo a Roma e attacca duramente il governo. "Quando occupi militarmente le scuole, i tribunali, la tv, le banche, la gente in genere fa le rivoluzioni - ha detto il leader del Carroccio - Renzi si comporta come Stalin, c'è puzza di regime, ci sono parlamentari in vendita, il governo completamente appiattito. Sappia il signor Renzi che da oggi è battaglia su tutti i fronti. L'Italia è al collasso, e ho indicazioni certe di sollevazioni di piazza, di questo passo si arriva alle rivoluzioni. Io però sono pacifico e le reazioni popolari voglio organizzarle democraticamente".

IL SINDACO DI ROMA - Più che sul tema dell'opposizione al governo, però, a tener banco nel centrodestra è la scelta del candidato a sindaco di Roma. Guido Bertolaso sembrava il nome buono, ma già non si trova più la "quadra". A rimescolare le carte è stato stamattina proprio il leader della Lega Nord, che sul nome dell'ex capo della Protezione civile, annunciato ufficialmente con una nota congiunta, ha frenato così: "La partita su Bertolaso è ancora aperta, come tutte le partite. Bertolaso è stato proposto dagli alleati e lo abbiamo accettato come indicazione, ma tra il sì e le elezioni c'è il parere dei cittadini romani", perché "a pacchetto chiuso non compro nulla".

"Sentirmi dire che i rom sono una categoria vessata me lo aspetto da Vendola, non certo dal candidato sindaco per Roma del centrodestra", ha poi aggiunto Salvini, commentando appunto la frase dell'ex numero uno della Protezione civile che ha definito i rom una categoria vessata. "Ha anche detto che nel passato ha sostenuto Rutelli e votato il Pd - ha aggiunto Salvini - Per un candidato che vuole vincere con la Lega Nord non mi sembra il massimo come partenza....".

CENTRODESTRA DIVISO - Un cambio di passo inatteso, dal momento che il comunicato ufficiale diffuso venerdì scorso mostrava anche la firma del leader del Carroccio, oltre a quelle di Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni. Ed è quest'ultima, a ridosso del vertice a pranzo convocato a palazzo Grazioli dall'ex premier - secondo quanto si apprende da fonti parlamentari - a definirsi "allibita" dalla mossa di Salvini, che mirerebbe a colpire il candidato già prescelto e in generale l'unità del centrodestra. Unità che sembrava essere stata ritrovata dopo settimane di continue tensioni. Il leader di Fratelli d'Italia ha quindi deciso di non partecipare al vertice con Berlusconi e Salvini, riservandosi di non prendere più parte a riunioni tra alleati finché la Lega Nord non chiarirà la sua posizione.
 

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