Venerdì, 16 Aprile 2021
L'intervista

"L’Europa chiuda definitivamente le porte alla Turchia": da Italia Viva l’appello a Bruxelles

Dopo il ritiro di Ankara dalla Convenzione contro la violenza sulle donne, Marco Di Maio, appena eletto alla Camera vice capo gruppo di Iv, parla del presente, ribadendo l'"avanti tutta" sulla riapertura delle scuole e guarda al futuro con l'idea di un nuovo polo riformista, trainato proprio dalla truppa di Matteo Renzi

L'onorevole Marco Di Maio di Italia Viva

"Ormai la Turchia si colloca definitivamente fuori da quei valori fondamentali che renderebbero possibile una sua adesione all'Unione Europea. Dovremmo chiudere la porta alla Turchia che, in queste condizioni, non può assolutamente stare dentro l'Europa". E’ netto il vice capogruppo di Italia Viva alla Camera Marco Di Maio che, in una intervista a Today.it, commenta le parole della collega Sbrollini, per la quale, giocare a Istanbul la finale di Champions League, sarebbe uno schiaffo alle donne dopo la decisione di Erdogan di abbandonare la Convenzione di Istanbul contro la violenza sulle donne.

"Non sono di quelli che dicono che si debba impedire la finale per questo motivo. Non mescolerei gli aspetti sportivi e di business, con quelli politici e diplomatici. Con la Turchia è imprescindibile avere dei rapporti perché collocata in una posizione geo politica strategica. Però bisogna sapere che ha valori lontani dai nostri e l’Europa deve farsi sentire in maniera univoca e prendere anche decisioni più energiche nel condannare questo aspetto e, credo io, anche nel chiudere la porta definitivamente ad una ipotesi di adesione della Turchia all’Unione Europea. Già molti fatti l’avevano collocata fuori a mio avviso, ma questa è la definitiva dimostrazione che quello non è più un paese liberale e quindi non è più compatibile. Già se fossimo netti su questo, aiuterebbe anche l’Europa ad essere più salda intorno a certi valori".

Eppure la Turchia dentro l’Unione Europea è stata anche una battaglia di partiti liberali e riformisti come il vostro. Cito solo la battaglia di Emma Bonino per chiedere l’adesione della Turchia per contaminare il paese tra l’Europa Orientale e l’Asia Occidentale.
"Non credo che sia un paese così facilmente contaminabile, la Turchia penso che voglia entrare in Unione Europea, posta che lo voglia, alle sue condizioni più che quelle dell’’Europa. Io punterei a consolidare il progetto Europa oggi, che ha già subito la drammatica uscita del Regno Unito, rafforzando i principi liberali, già minati da Ungheria e Polonia, poi, nei prossimi decenni, si potrà parlare di allargamenti. Le parole della Bonino credo risalgano ad un passato in cui ancora non si era compiuta questa torsione illiberale. All’epoca forse si poteva, oggi è impossibile".

Tornando in Italia, una della novità è il Family act votato mercoledì. Ma secondo una ricerca di Arel/Feg/Alleanza per l’infanzia, l'assegno andrebbe a vantaggio dei lavoratori autonomi e in più, l'80% delle famiglie prenderebbe una cifra molto inferiore. Questa riforma non sarà un topolino partorito dalla montagna?
"No, noi pensiamo sia un vero cambio di paradigma, anche culturale perché l’intervento sarà stabile nel tempo e accompagnerà le famiglie dal settimo mese di gravidanza fino ai 21 anni di età, senza limiti per figli disabili e con maggiorazioni dal terzo figlio in avanti. Non è assistenzialismo, ma novità epocale. Certo, bisogna mettere a punto una modalità che garantisca un contributo congruo a tutti. Ma oggi gli incapienti e i lavoratori autonomi potranno beneficiare dell’assegno unico, mentre prima erano tagliati fuori da ogni bonus. Questo perché l’assegno è unico e universale. Con i decreti attuativi poi si andrà a delineare i dettagli su come declinare queste misure, evitando una diminuzione del contributo, che è un rischio, ma sono convinto ci saranno le coperture".

Dunque, ammesso che non saranno 250 euro per tutti, invita a guardare alla novità dell’aiuto a tutti e senza distinzioni?
"Esattamente e sugli importi, adesso, con la fase attuativa, si entra nel dettaglio per fare calcolo degli importi per non penalizzare chi è più in difficoltà, definendo nello specifico i criteri di assegnazione".

Parliamo di Italia Viva. A sinistra venite visti come dei traditori, in più, con il nuovo asse M5s-Pd, non sarete certo i primi invitati alle feste. A destra non c’è spazio e al centro c’è il vuoto, con Calenda che vi dà addosso ogni giorno. Tenendo conto che i sondaggi vi danno al 2%, non rischiare l’estinzione?
"Intanto non tutti i sondaggi sono univoci, non dico che siamo al 10%, ma ci sono sondaggi che ci danno anche al 4,4. Ma guardiamo il quadro politico. Noi vogliamo essere alternativi alla desta sovranista e populista, ma anche creare alternativa alla desta che non sia condannata ad un accordo che noi reputiamo contro natura, cioè quello tra democratici e populisti. Noi tenteremo di costruire una alternativa alla destra e anche all’alleanza Pd-M5s. Sono convinto che, da qui ai prossimi 2 anni, molte cose cambieranno, molti veti dovranno cadere perché lo spazio per costruire una Unione dei rifomisti c’è, al di là delle sigle e degli individualismi. Italia Viva non vuole essere egemone ma protagonista".

Sì, ma con chi?
"Sicuramente con Azione, + Europa, c’è Base Italia di Bentivogli e poi ci sono elettori che mal digeriscono il rapporto con Movimento 5 Stelle a sinistra e accordo costante con Fdi dall’altra".

Ma lei si aspetta qualcosa da Forza Italia?
"So per certo che non tutti vogliono concludere la loro esperienza con un’alleanza con figure anti europeiste o convertite adesso col Governo Draghi ma che restano su opinioni vecchie. Malesseri ce ne sono, poi che ci sia la forza e il coraggio non lo so, ma lo spazio ci può essere, indipendentemente dal sistema elettorale".

Quindi lei non ha le valige pronte per lasciare Iv, come si legge da qualche parte?
"Non so come sia uscita una cosa del genere. Diciamo che la mia nomina a vice capogruppo di Italia Viva è la risposta migliore a questa fake".

Cosa pensa della partecipazione del suo leader Matteo Renzi al Gp del Bahrain? Lei ci sarebbe andato?
"La giudico una cosa lecita, un fatto di vita personale e privata, perfettamente rispondente alle regole e alle norme anche anti Covid. Bisogna trovarcisi in quei momenti, sono impegni personali e di lavoro, per cui direi probabilmente sì".

Senta voi avete firmato per chiedere la scarcerazione di Zaki e chiedete verità per Giulio Regeni, ma l’Italia vende armi all’Egitto e lo fa con degli accordi tra Stati che c’erano anche quando voi eravate al Governo. Questa cosa non la imbarazza?
"Non ricordo voti parlamentari che abbiano ratificato accordi tra Italia ed Egitto in termini di armamenti negli ultimi anni, Probabilmente sono cose pregresse e ci possono essere. Mi può sfuggire qualcosa. Io poi ho la mia posizione e fosse per me, sospenderei tutti queste relazioni di carattere commerciale. I rapporti tra privati non devono influenzare relazioni diplomatiche, che certamente devono tenere conto di ciò che succede. Ma dal punto di vista diplomatico l’Italia deve fare di più e penso che ci siano tante forme aggiuntive per chiedere chiarezza sulla vicenda di Regeni e fare pressioni per liberare Zaki".

Parlando di Coronavirus, secondo lei è giusto estendere la vaccinazione ad alcune categorie, come richiesto per esempio dalla magistratura?
"Prima è urgente mettere al sicuro fragili e operatori sanitari, poi sì, passerei ai servizi fondamentali, partendo da tutta la filiera alimentare e grande distribuzione, però i prossimi mesi arriveranno quantità massicce di dosi, per cui non sarà più un problema scegliere chi vaccinare".

In un suo tweet lei ha accolto con grande favore la riapertura delle scuole. Però in Francia Macron si è pentito, in Inghilterra quando hanno riaperto hanno riavuto un’impennata di contagi a fronte di una campagna vaccinale velocissima. Ma lei è davvero sicuro sia una buona idea?
"Io mi fido delle scelte ispirate da indicazioni medico - scientifiche. La scelta di riaprire asili, materne, elementari e prima media è dettata da queste indicazioni. Credo sia giusto. Il cambio di questa fase è la riapertura delle scuole".

Eppure il direttore della clinica di Malattie infettive dell'ospedale Sacco di Milano Massimo Galli ha detto che la variante inglese si diffonde con grande efficienza tra bambini e adolescenti.
"Ma sa, Galli dice il contrario, ma tanti altri dicono che la scelta di aprire le scuole sia possibile. La differenza con le scelte fatte prima è che quando si sono riaperte le scuole si era riaperto tutto. Adesso riapriamo le scuole, ma il resto è chiuso e in più abbiamo vaccinato il personale scolastico. Non sarà un boomerang, sarà il primo ritorno alla normalità".

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