Domenica, 9 Maggio 2021

L'eurodeputato grillino con la laurea "fantasma": ora rischia l'espulsione

Marco Valli - europarlamentare ed esperto del Movimento sulle questioni finanziarie - non avrebbe mai conseguito il titolo dichiarato al suo arrivo a Strasburgo. E adesso del suo curriculum non vi è traccia sul web. Lui si è autosospeso

Nel suo curriculum aveva inserito una laurea in Economia aziendale conseguita presso la prestigiosa università Bocconi di Milano. Poi, però, questo titolo di studio è misteriosamente sparito dal 29 settembre 2017. Dopo questo episodio, emerso da un'inchiesta de Il Sole 24 Ore, l'eurodeputato Marco Valli (eletto con il Movimento 5 Stelle nel 2014) adesso rischia l'espulsione dal Movimento. Il curriculum di Valli, che siede nella Commissione per i problemi economici e monetari a Bruxelles, all'epoca della candidatura era stato pubblicato su tutte le piattaforme online riconducibili ai pentastellati, compreso il sito del parlamento Ue.

Marco Valli, eurodeputato M5s rischia l'espulsione

Adesso la posizione dell'eurodeputato è al vaglio del collegio dei probiviri del Movimento, l'organo disciplinare chiamato a decretare sanzioni sugli iscritti: Valli, a causa del curriculum "fantasma", rischierebbe l'espulsione dal Movimento. E intanto l'interessato si scusa su Facebook e annuncia l'autosospensione. Questo il suo messaggio: "In merito alle notizie sul mio curriculum pubblicate sulla stampa, desidero scusarmi prima di tutto con il MoVimento 5 Stelle, coi cittadini, gli attivisti e i miei colleghi al Parlamento europeo per l’errore commesso e me ne assumo le responsabilità. Ho comunicato ai probiviri la mia autosospensione dal MoVimento e attendo le loro decisioni a riguardo".

Quella di Valli è l'ultima tegola sul Movimento 5 Stelle al Parlamento Ue: dopo gli addii di Marco Affronte (passato ai Verdi), di Marco Zanni (passato alla Lega) e di David Borrelli, di recente la delegazione di Strasburgo ha assistito all'addio polemico di Daniela Aiuto, che ha accusato la Casaleggio associati di interferenze nelle attività parlamentari e social degli eurodeputati, e alla fuoriuscita di Giulia Moi, sanzionata dal Parlamento per presunte molestie a un suo assistente e in precedenza finita nel calderone delle polemiche per la questione rimborsi.

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