Sabato, 5 Dicembre 2020
Italia

Il Pd apre la "crisi a salve": così Conte rischia il rimpasto di governo

Le parole del capogruppo democratico in Senato Marcucci aprono la porta ad un cambio di poltrone: nel tetris dei ministri rischiano Azzolina e De Micheli

Il presidente del consiglio Giuseppe Conte assiste alla discussione a Palazzo Madama (Foto Ansa)

"Il Presidente Conte valuti se i singoli ministri sono adeguati all'emergenza". Inizia così al Senato quella che appare il primo passo di un rimpasto di governo e - per opposizioni e detrattori dell'esecutivo - i primordi di una vera e propria crisi politica che si potrebbe aprire (malauguratamente, ndr) nel bel mezzo di una crisi sanitaria. 

Il Pd apre la crisi: così Conte rischia il rimpasto di governo

"Conte apra la verifica - scandisce Andrea Marcucci in replica all'intervento del Presidente del Consiglio. L'intervento del capogruppo Pd a Palazzo Madama è un colpo a salve ma che risuona come il cannone del Gianicolo nel rintoccare l'ora zero all'interno del Palazzo. Il partito democratico si scapicolla nel diramare una nota in cui nega la volontà di aprire un rimpasto ma le parole pronunciate in Senato restano. 

Il Presidente Conte valuti se i singoli ministri sono adeguati all'emergenza. Conte apra la verifica. Abbiamo bisogno di una maggioranza coesa, ancora a Lei l'onore di aprire all'opposizione, trovi lei il luogo dove confrontarsi costantemente con il Parlamento. Il Parlamento rappresenta il Paese, il Parlamento va ascoltato

Le difficoltà della maggioranza sono ormai evidenti e in ballo ci sarebbero due poltrone ben definite: quella del ministero dell'Istruzione su cui è arroccata Lucia Azzolina, reduce da una gravosa gaffe in tv, e alfiere del "tenere aperte le scuole senza se e senza ma" nonostante i quotidiani attacchi dei governatori regionali (De Luca prima, Emiliano poi). 

Se dovesse cadere la rappresentante pentastellata, bombardata di critiche per la gestione "su banchi a rotelle" dell'emergenza sanitaria nelle scuole, il giuoco politico vedrebbe il Movimento 5 stelle chiedere lo scalpo della "dem" Paola De Micheli, non solo per i ritardi nell'adeguamento dei trasporti, ma anche per l'infinita questione Autostrade, con il passaggio di mano della società concessionaria che vede la famiglia Benetton fare e disfare la tela nelle trattative per la cessione a Cassa depositi e Prestiti. 

C'è poi il nodo dei "renziani" con il senatore fiorentino che dal suo ruolo di battitore libero non perde giorno nel criticare il governo dove i ministri di Italia Viva vivono da separati in casa.

Restano le parole del ministro del Sud Giuseppe Provenzano che intervenendo in tv a Stasera Italia sorrideva all'apporto di "forze collaborative delle opposizioni" nell'ottica di un nuovo governo di unità nazionale. Gli azzurri di Forza Italia, ormai politicamente fagocitati nei sondaggi dal populismo di Meloni e Salvini, potrebbero fornire al governo la stampella per portare l'Italia fuori dalla crisi.

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