Lunedì, 8 Marzo 2021

Cosa vuole fare Mario Draghi su tasse, vaccini e scuola. Il discorso del premier al Senato

La riforma del fisco dovrà essere complessiva e non parziale seguendo il criterio della progressività. "Il piano vaccinale è la nostra prima sfida" ha detto il presidente del consiglio incaricato che nel suo intervento ha ribadito che "l'euro è irreversibile" lanciando un chiaro messaggio a Salvini

Mario Draghi al suo arrivo al Senato. ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI

"Il primo pensiero che vorrei condividere, nel chiedere la vostra fiducia, riguarda la nostra responsabilità nazionale. Il principale dovere cui siamo chiamati, tutti, io per primo come presidente del Consiglio, è di combattere con ogni mezzo la pandemia e di salvaguardare le vite dei nostri concittadini. Una trincea dove combattiamo tutti insieme. Il virus è nemico di tutti. Ed è nel commosso ricordo di chi non c'è più che cresce il nostro impegno". Nel suo primo discorso programmatico per chiedere la fiducia al Senato il presidente del consiglio Mario Draghi ha messo in chiaro le priorità del nuovo esecutivo e i criteri che lo guideranno nella sua azione. 

"Il governo farà le riforme ma affronterà anche l'emergenza" ha spiegato Draghi al debutto in aula da premier. "Non esiste un prima e un dopo. Siamo consci dell'insegnamento di Cavour:'… le riforme compiute a tempo, invece di indebolire l'autorità, la rafforzano'. Ma nel frattempo dobbiamo occuparci di chi soffre adesso, di chi oggi perde il lavoro o è costretto a chiudere la propria attività".

"Ci impegniamo - ha detto Mario Draghi - a informare i cittadini con sufficiente anticipo, per quanto compatibile con la rapida evoluzione della pandemia, di ogni cambiamento nelle regole". Un chiaro riferimento alle polemiche nate dopo la decisione del ministro Speranza di chiudere gli impianti da sci in extremis nell'ultimo giorno utile prima della riapertura. 

"Vorrei rivolgere un altro pensiero, partecipato e solidale - ha aggiunto il premier -, a tutti coloro che soffrono per la crisi economica che la pandemia ha scatenato, a coloro che lavorano nelle attivita' piu' colpite o fermate per motivi sanitari. Conosciamo le loro ragioni, siamo consci del loro enorme sacrificio e li ringraziamo".

Il discorso di Mario Draghi al Senato: "Il mio governo non nasce da un fallimento della politica"

Il presidente del consiglio ha poi ringraziato il suo predecessore Giuseppe Conte "che ha affrontato una situazione di emergenza sanitaria ed economica come mai era accaduto dall'Unità d'Italia". Nel suo discorso Draghi ha sottolineato che il nuovo esecutivo non nasce da un fallimento della politica. "Un esecutivo come quello che ho l'onore di presiedere, specialmente in una situazione drammatica come quella che stiamo vivendo, è semplicemente il governo del Paese. Non ha bisogno di alcun aggettivo che lo definisca. Riassume la volontà, la consapevolezza, il senso di responsabilità delle forze politiche che lo sostengono alle quali è stata chiesta una rinuncia per il bene di tutti".

Questo, ha spiegato "è lo spirito repubblicano di un governo che nasce in una situazione di emergenza raccogliendo l'alta indicazione del capo dello Stato". "Nei momenti più difficili della nostra storia - ha detto Draghi -, l'espressione più alta e nobile della politica si è tradotta in scelte coraggiose, in visioni che fino a un attimo prima sembravano impossibili. Perché prima di ogni nostra appartenenza, viene il dovere della cittadinanza. Siamo cittadini di un Paese che ci chiede di fare tutto il possibile, senza perdere tempo, senza lesinare anche il più piccolo sforzo, per combattere la pandemia e contrastare la crisi economica. E noi oggi, politici e tecnici che formano questo nuovo esecutivo siamo tutti semplicemente cittadini italiani, onorati di servire il proprio Paese, tutti ugualmente consapevoli del compito che ci - stato affidato. Questo è lo spirito repubblicano del mio governo". 

Il messaggio di Draghi a Salvini: "L'euro è irreversibile"

Nel suo discorso il presidente dl consiglio ha toccato molti temi. Uno su tutti quello economico. "La crescita di un'economia di un Paese non scaturisce solo da fattori economici" ha osservato il primo ministro. "Dipende dalle istituzioni, dalla fiducia dei cittadini verso di esse, dalla condivisione di valori e di speranze. Gli stessi fattori determinano il progresso di un Paese".

Mario Draghi ha messo però in chiaro che "sostenere questo governo significa condividere l'irreversibilità della scelta dell'euro, significa condividere la prospettiva di un'Unione Europea sempre più integrata che approderà a un bilancio pubblico comune capace di sostenere i Paesi nei periodi di recessione. Gli Stati nazionali rimangono il riferimento dei nostri cittadini, ma nelle aree definite dalla loro debolezza cedono sovranita' nazionale per acquistare sovranità condivisa". Un passaggio che è sembrato una risposta a Matteo Salvini che solo ieri, a proposito dell'euro, aveva detto che "solo la morte è irreversibile". Sull'Europa e sulla collocazione internazionale dell'Italia il nuovo premier non sembra dunque disposto ad assecondare la Lega. "Questo governo sarà pienamente europeista e atlantista in linea con gli ancoraggi storici dell'Italia.  Ancoraggi che abbiamo scelto fin dal dopoguerra, in un percorso che ha portato benessere, sicurezza e prestigio internazionale" ha chiarito il premier in un altro passaggio del suo discorso. 

Mario Draghi: "Il piano vaccinale è la nostra prima sfida"

Il presidente del consiglio incaricato ha poi affrontato il tema del piano vaccinale. "Gli scienziati in soli 12 mesi hanno fatto un miracolo: non era mai accaduto che si riuscisse a produrre un nuovo vaccino in meno di un anno", ha ricordato Draghi nel discorso sulla fiducia al Senato. "La nostra prima sfida è, ottenutene le quantità sufficienti, distribuirlo rapidamente ed efficientemente". "Abbiamo bisogno - ha osservato ancora - di mobilitare tutte le energie su cui possiamo contare, ricorrendo alla protezione civile, alle forze armate, ai tanti volontari. Non dobbiamo limitare le vaccinazioni all'interno di luoghi specifici, spesso ancora non pronti: abbiamo il dovere di renderle possibili in tutte le strutture disponibili, pubbliche e private". Un riferimento alle primule di Arcuri? Il piano vaccinale andrà dunque condotto "facendo tesoro dell'esperienza fatta con i tamponi che, dopo un ritardo iniziale, sono stati permessi anche al di fuori della ristretta cerchia di ospedali autorizzati. E soprattutto imparando da Paesi che si sono mossi più rapidamente di noi disponendo subito di quantità di vaccini adeguate. La velocità è essenziale non solo per proteggere gli individui e le loro comunità sociali, ma ora anche per ridurre le possibilità che sorgano altre varianti del virus". 

Draghi: "Il nostro sistema di sicurezza sociale è squilibrato"

Il discorso si è poi spostato sul lavoro. "La pandemia ha finora ha colpito soprattutto giovani e donne, una disoccupazione selettiva ma che presto potrebbe iniziare a colpire anche i lavoratori con contratti a tempo indeterminato". "L'aumento nella diseguaglianza - ha sottolineato il premier - è stato attenuato dalle reti di protezione presenti nel nostro sistema di sicurezza sociale, in particolare dai provvedimenti che dall'inizio della pandemia li hanno rafforzati. Rimane però il fatto che il nostro sistema di sicurezza sociale è squilibrato, non proteggendo a sufficienza i cittadini con impieghi a tempo determinato e i lavoratori autonomi". 

"Si à anche aggravata la povertà" ha aggiunto Draghi. "I dati dei centri di ascolto Caritas, che confrontano il periodo maggio-settembre del 2019 con lo stesso periodo del 2020, mostrano che da un anno all'altro l'incidenza dei 'nuovi poveri' passa dal 31% al 45%: quasi una persona su due che oggi si rivolge alla Caritas lo fa per la prima volta. Tra i nuovi poveri aumenta in particolare il peso delle famiglie con minori, delle donne, dei giovani, degli italiani, che sono oggi la maggioranza (52% rispetto al 47,9 % dello scorso anno) e delle persone in eta' lavorativa, di fasce di cittadini finora mai sfiorati dall'indigenza". 

Quando usciremo dalla crisi? "Le previsioni pubblicate la scorsa settimana dalla Commissione europea indicano che sebbene nel 2020 la recessione europea sia stata meno grave di quanto ci si aspettasse - ha detto il premier incaricato - e che quindi già fra poco più di un anno si dovrebbero recuperare i livelli di attività economica pre-pandemia". In Italia però "questo non accadrà prima della fine del 2022, in un contesto in cui, prima della pandemia, non avevamo ancora recuperato pienamente gli effetti delle crisi del 2008-09 e del 2011-13".

"Proteggere tutti i lavoratori non tutte le attività"

Ma attenzione. "Uscire dalla pandemia non sarà come riaccendere la luce" ha aggiunto il presidente del consiglio." Questa osservazione, che gli scienziati non smettono di ripeterci, ha una conseguenza importante. Il governo dovrà proteggere i lavoratori, tutti i lavoratori, ma sarebbe un errore proteggere indifferentemente tutte le attività economiche". Alcune di queste "dovranno cambiare, anche radicalmente. E la scelta di quali attività proteggere e quali accompagnare nel cambiamento è il difficile compito che la politica economica dovrà affrontare nei prossimi mesi".

"Anche nel nostro Paese alcuni modelli di crescita dovranno cambiare" ha spiegato Draghi nel suo discorso al Senato. "Ad esempio il modello di turismo, un'attività che prima della pandemia rappresentava il 14 per cento del totale delle nostre attività economiche. Imprese e lavoratori in quel settore vanno aiutati ad uscire dal disastro creato dalla pandemia. Ma senza scordare che il nostro turismo avrà un futuro se non dimentichiamo che esso vive della nostra capacità di preservare, cioè almeno non sciupare, città d'arte, luoghi e tradizioni che successive generazioni attraverso molti secoli hanno saputo preservare e ci hanno tramandato". Il presidente del consiglio ha inoltre aggiunto che "il settore privato deve essere invitato a partecipare alla realizzazione degli investimenti pubblici apportando più che finanza, competenza, efficienza e innovazione per accelerare la realizzazione dei progetti nel rispetto dei costi previsti".

Il piano di Draghi per far ripartire il Paese (e il Sud)

Mario Draghi ha elencato alcuni obiettivi prioritari: "Aumento dell'occupazione, in primis, femminile, è obiettivo imprescindibile: benessere, autodeterminazione, legalità, sicurezza sono strettamente legati all'aumento dell'occupazione femminile nel Mezzogiorno. Sviluppare la capacità di attrarre investimenti privati nazionali e internazionali è essenziale per generare reddito, creare lavoro, investire il declino demografico e lo spopolamento delle aree interne. Ma per raggiungere questo obiettivo occorre creare un ambiente dove legalità e sicurezza siano sempre garantite. Vi sono poi strumenti specifici quali il credito d'imposta e altri interventi da concordare in sede europea". Draghi spiega che "per riuscire a spendere e spendere bene, utilizzando gli investimenti dedicati dal Next Generation EU occorre irrobustire le amministrazioni meridionali, anche guardando con attenzione all'esperienza di un passato che spesso ha deluso la speranza".

Cosa vuole fare Draghi sulle tasse

Sul tema fiscale e della tassazione Draghi è stato risoluto. "Nel caso del fisco non bisogna dimenticare che il sistema tributario è un meccanismo complesso, le cui parti si legano una all'altra". Per questo "non è una buona idea cambiare le tasse una alla volta. Un intervento complessivo rende anche più difficile che specifici gruppi di pressione riescano a spingere il governo ad adottare misure scritte per avvantaggiarli". "Inoltre - ha aggiunto -, le esperienze di altri paesi insegnano che le riforme della tassazione dovrebbero essere affidate a esperti, che conoscono bene cosa può accadere se si cambia un'imposta". 

Nel suo discorso Draghi ha spiegato che "va studiata una revisione profonda dell'Irpef con il duplice obiettivo di semplificare e razionalizzare la struttura del prelievo, riducendo gradualmente il carico fiscale e preservando la progressività. Funzionale al perseguimento di questi ambiziosi obiettivi sarà anche un rinnovato e rafforzato impegno nell'azione di contrasto all'evasione fiscale". 

La riforma della Pubblica Amminstrazione secondo Draghi

"L'altra riforma che non si può procrastinare" per il presidente del consiglio incaricato "è quella della pubblica amministrazione. Nell'emergenza l'azione amministrativa, a livello centrale e nelle strutture locali e periferiche, ha dimostrato capacità di resilienza e di adattamento grazie a un impegno diffuso nel lavoro a distanza e a un uso intelligente delle tecnologie a sua disposizione". Per Draghi però "la fragilità del sistema delle pubbliche amministrazioni e dei servizi di interesse collettivo è una realtà che deve essere rapidamente affrontata. Particolarmente urgente è lo smaltimento dell'arretrato accumulato durante la pandemia. Agli uffici verrà chiesto di predisporre un piano di smaltimento dell'arretrato e comunicarlo ai cittadini". 

Draghi spiega che "la riforma dovrà muoversi su due direttive: investimenti in connettività con anche la realizzazione di piattaforme efficienti e di facile utilizzo da parte dei cittadini; aggiornamento continuo delle competenze dei dipendenti pubblici, anche selezionando nelle assunzioni le migliori competenze e attitudini in modo rapido, efficiente e sicuro, senza costringere a lunghissime attese decine di migliaia di candidati".

Scuola, Draghi: "Dobbiamo tornare ad un orario normale ma distribuito su più fasce orarie"

Altro capitolo su cui il premier si è soffermato è quello della scuola e del ritorno in classe. La Dad "non può non creare disagi", quindi "non solo dobbiamo tornare rapidamente a un orario scolastico normale, anche distribuendolo su diverse fasce orarie, ma dobbiamo fare il possibile, con le modalità più adatte, per recuperare le ore di didattica in presenza perse lo scorso anno, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno in cui la didattica a distanza ha incontrato maggiori difficoltà". Per Draghi "le ragazze e i ragazzi hanno avuto, soprattutto quelli nelle scuole secondarie di secondo grado, il servizio scolastico attraverso la Didattica a distanza che, pur garantendo la continuità del servizio, non puo' non creare disagi ed evidenziare diseguaglianze". Quindi "occorre rivedere il disegno del percorso scolastico annuale. Allineare il calendario scolastico alle esigenze derivanti dall'esperienza vissuta dall'inizio della pandemia. Il ritorno a scuola deve avvenire in sicurezza". 

Quanto al futuro del nostro sistema scolastico, il presidente del consiglio ha invitato a valorizzare il ruolo degli Istituti tecnici."Particolare attenzione - ha affermato - va riservata agli ITIS (istituti tecnici). In Francia e in Germania, ad esempio, questi istituti sono un pilastro importante del sistema educativo. E' stato stimato in circa 3 milioni, nel quinquennio 2019-23, il fabbisogno di diplomati di istituti tecnici nell'area digitale e ambientale. Il Programma Nazionale di Ripresa e Resilienza assegna 1,5 md agli ITIS, 20 volte il finanziamento di un anno normale pre-pandemia. Senza innovare l'attuale organizzazione di queste scuole, rischiamo che quelle risorse vengano sprecate".

"Spesso mi sono chiesto se noi - ha aggiunto il premier -, e mi riferisco prima di tutto alla mia generazione, abbiamo fatto e stiamo facendo per loro tutto quello che i nostri nonni e padri fecero per noi, sacrificandosi oltre misura". "È una domanda che ci dobbiamo porre - ha proseguito - quando non facciamo tutto il necessario per promuovere al meglio il capitale umano, la formazione, la scuola, l'università e la cultura. Una domanda alla quale dobbiamo dare risposte concrete e urgenti quando deludiamo i nostri giovani costringendoli ad emigrare da un paese che troppo spesso non sa valutare il merito e non ha ancora realizzato una effettiva parità di genere. Una domanda che non possiamo eludere quando aumentiamo il nostro debito pubblico senza aver speso e investito al meglio risorse che sono sempre scarse. Ogni spreco oggi è un torto che facciamo alle prossime generazioni, una sottrazione dei loro diritti".

Un nuovo patto sulle politiche migratorie

Il premier ha toccato anche il delicato tema dell'immigrazione su cui la Lega promette battaglia. "Altra sfida - ha osservato - sarà il negoziato sul nuovo Patto per le migrazioni e l'asilo, nel quale perseguiremo un deciso rafforzamento dell'equilibrio tra responsabilità dei Paesi di primo ingresso e solidarietà effettiva. Cruciale sarà anche la costruzione di una politica europea dei rimpatri dei non aventi diritto alla protezione internazionale, accanto al pieno rispetto dei diritti dei rifugiati".

Il presidente del consiglio incaricato ha concluso il suo discorso tra gli applausi. "Questo è il terzo governo della legislatura. Non c’è nulla che faccia pensare che possa far bene senza il sostegno convinto di questo Parlamento. E’ un sostegno che non poggia su alchimie politiche ma sullo spirito di sacrificio con cui donne e uomini hanno affrontato l’ultimo anno, sul loro vibrante desiderio di rinascere, di tornare più forti e sull’entusiasmo dei giovani che vogliono un paese capace di realizzare i loro sogni. Oggi, l’unità non è un’opzione, l’unità è un dovere. Ma è un dovere guidato da ciò che son certo ci unisce tutti: l’amore per l’Italia". 

Il discorso di Draghi al Senato | Video

Il discorso del presidente Draghi pubblicato sul web già alle 9.34

ll testo integrale dell'intervento di Mario Draghi

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