Lunedì, 8 Marzo 2021
Storie mirabolanti

Cos'è questa storia di Mario Draghi e della massoneria

È partita la corsa al "Mario Draghi uno di noi". E il tentativo di "intestarsi" l'ex capo della Bce, adulandolo con il ricorso ad aneddoti e voci di corridoio immaginifiche per non dire ridicole, arriva persino da ambienti massonici

Da una parte il silenzio del presidente del Consiglio incaricato e impegnato in questi giorni in un secondo giro di consultazioni per capire quale maggioranza mettere in piedi, dall'altra il profluvio di commenti e presunti retroscena sulla sua vita privata e non. Come se le chiacchiere stucchevoli sui giornali facessero da contraltare all'agire politico "diverso" dell'ex presidente della Bce, disabituato alle dirette social e incline invece alla serietà e al lavoro che merita un impegno gravoso come quello che Mattarella gli ha affidato. Abbiamo letto che Mario Draghi fa la fila al supermercato, che è stato un ottimo compagno di banco al liceo, che è molto riservato-umile-rispettoso e che è un buon cattolico. Ma il peggio non è questo, no.

Cos'è questa storia di Mario Draghi e la massoneria

Nelle ore in cui, dopo averlo definito "tredicesimo apostolo che non rappresenta le mie idee al quale tutte le forze politiche si stanno inchinando", persino Alessandro Di Battista ci tiene a far sapere che "non ho dubbi che il professor Draghi sia una persona onesta, preparatissima ed autorevole, lo contesto non sul piano personale ma su quello politico", è partita la corsa al "Mario Draghi uno di noi". E badate bene: qui non intendiamo parlare dei partiti (quasi tutti) che pian piano stanno salendo sul carro di SuperMario. Perché il tentativo di "intestarsi" Mario Draghi, adulandolo con il ricorso ad aneddoti e voci di corridoio immaginifiche per non dire ridicole, arriva persino da ambienti massonici.

Per il faccendiere Luigi Bisignani, al centro di tante vicende giudiziarie e condannato nel processo della P4, Mario Draghi è il benvenuto. In una lettera al quotidiano "Il Tempo" rilanciata sul sito di Nicola Porro, Bisignani tesse così le lodi di Draghi in opposizione a Giuseppe Conte: "Mario Draghi è proprio l'antipode di Giuseppe Conte, per formazione, preparazione e stile di vita. Tanto preciso il primo agli appuntamenti, con il suo motto «la puntualità è la virtù dei re», tanto pasticcione l’altro nel gestire la sua agenda. Con lui, l’anticamera di Palazzo Chigi era diventata un suk, per non parlare delle telefonate inevase, perfino quelle dello stesso Draghi, il quale, al contrario, quasi non usa segretarie e di solito chiama direttamente. Sugli apparati dell’Intelligence, Conte sembra ami più il gossip che l’analisi, Draghi invece è giustamente guardingo. Retorico, tautologico e prolisso l’ex premier; anglosassone, sintetico e tagliente il premier incaricato".

Bisignani dispensa persino consigli (certamente non richiesti) al premier incaricato, invitando Draghi a fare in fretta con le consultazioni per "non perdere autorevolezza" e "per non fare la fine di Filippo Maria Pandolfi, incaricato di formare un nuovo governo ma che dovette rinunciare a favore di Francesco Cossiga. Il "Picconatore", amico e nemico di Draghi, disse a Pandolfi: «Quando ti danno quest’incarico non devi fare un bel governo, ma un governo. Più giorni passano e più ti fottono». Cossiga lo fece a tempi di record".

La saga dei millantatori di conoscenze ansiosi di svelare i loro incoffessabili segreti sulle trame oscure che reggono i destini dei governi del mondo si arricchisce con il contributo di Gioele Magaldi, che anni fa ha fondato in Italia il Grande Oriente Democratico, in polemica con il Grande Oriente d’Italia, la più grande obbedienza massonica del nostro Paese. Autore di "Massoni società a responsabilità illimitata", citato sul Fatto quotidiano di oggi, Magaldi scrive: "Affrancandosi (Draghi, ndr) dalla contro-iniziazione oligarchica, si è riposizionato sulla autentica Libera Muratoria, tradizionalmente progressista. Dal neoliberismo apolide e predatorio, si è ri-convertito alla giovanile impostazione postkeynesiana, social-liberale e democraticamente cosmopolita".

Capito, sì? Tra allusioni e narrazioni massonico-complottiste c'è da mettersi le mani nei capelli. D'altronde da quando Mattarella ha annunciato di volergli conferire l'incarico, sono tante le storie che circolano o tornano in auge su SuperMario, a partire dalla teoria del complotto del Britannia, il panfilo di Sua Maestà dove l'allora direttore generale del ministero del Tesoro tenne un discorso sulle privatizzazioni italiane nel 1992. Senza dimenticare il risalto dato sul Blog delle stelle ad una fantomatica indagine del 2017 sugli incontri di Draghi "con associazioni segrete come il Gruppo dei Trenta, un gruppo internazionale privato avvolto da assoluta segretezza e opacità che si occupa di questioni economiche, monetarie e finanziarie". "Tutta la verità sta venendo a galla", si leggeva sul blog dei grillini in questo post che tuonava contro le grandi banche di investimento e i fondi che speculano sui crediti deteriorati. Si trattava di normali incontri tra funzionari per approfondire la conoscenza delle questioni economiche e finanziarie internazionali. Storie mirabolanti a tal punto che è difficile prenderle sul serio.

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