Martedì, 11 Maggio 2021
La presentazione con citazione storica

Il Recovery Plan spiegato da Mario Draghi

Il Premier si presenta alla Camera e spiega obiettivi e numeri, invitando a ricordare che dietro quelle tabelle c'è il futuro. E poi cita De Gasperi

Mario Draghi alla Camera - Foto Ansa

L’invito è di non guardare al Recovery Plan come a meri numeri perché, seppur indicativi per comprendere la portata del piano che ridarà il turbo all’Italia martoriata dal coronavirus, è il progetto per il futuro delle persone, degli italiani, di uomini e donne che adesso un futuro faticano a vederlo o non lo vedono più così certo come prima. "Sbaglieremmo tutti a pensare che il Piano nazionale di ripresa e resilienza, pur nella sua storica importanza, sia solo un insieme di progetti tanto necessari quanto ambiziosi, di numeri, obiettivi, scadenze. Vi proporrei di leggerlo anche in un altro modo" ha detto il Presidente del Consiglio Mario Draghi alla Camera dei Deputati. “Metteteci dentro le vite degli italiani, le nostre ma soprattutto quelle dei giovani, delle donne, dei cittadini che verranno. Le attese di chi più ha sofferto gli effetti devastanti della pandemia. Le aspirazioni delle famiglie preoccupate per l’educazione e il futuro dei propri figli. Le giuste rivendicazioni di chi un lavoro non ce l’ha o lo ha perso. Le preoccupazioni di chi ha dovuto chiudere la propria attività per permettere a noi tutti di frenare il contagio. L’ansia dei territori svantaggiati di affrancarsi da disagi e povertà. La consapevolezza di ogni comunità che l’ambiente va tutelato e rispettato".

Mario Draghi ha illustrato il Recovery Plan 

Così il Premier ha detto ai parlamentari presenti oggi nel presentare  il documento che contiene il cosiddetto Piano nazionale di ripresa e resilienza, cioè il “programma di investimenti che l’Italia deve presentare alla Commissione europea nell’ambito del Next Generation EU, per rispondere alla crisi pandemica provocata dal Covid-19. “C’è qui il destino del Paese. La misura di quello che sarà il suo ruolo nella comunità internazionale. La sua credibilità e reputazione come fondatore dell’Unione europea e protagonista del mondo occidentale” ha continuato Draghi, “Non è dunque solo una questione di reddito, lavoro, benessere, ma anche di valori civili, di sentimenti della nostra comunità nazionale che nessun numero, nessuna tabella potranno mai rappresentare".

Dunque mette in guardia da un pericolo, dall’idea di guardare a questa opportunità come un qualcosa da utilizzare in modo miope, senza progetti di lungo periodo perché se ci saranno “ ritardi, inefficienze, miopi visioni di parte anteposte al bene comune peseranno direttamente sulle nostre vite. Soprattutto su quelle dei cittadini più deboli e sui nostri figli e nipoti. E forse non vi sarà più il tempo per porvi rimedio".

E alla fine cita De Gasperi, uno dei primi politici italiani a guardare ad un futuro dell’Europa come unico soggetto politico. “Scriveva Alcide De Gasperi nel 1943: Vero è che il funzionamento della democrazia economica esige disinteresse, come quello della democrazia politica suppone la virtù del carattere. L’opera di rinnovamento fallirà, se in tutte le categorie, in tutti i centri non sorgeranno degli uomini disinteressati pronti a faticare e a sacrificarsi per il bene comune”.

Recovery Plan, obiettivi e cifre

Draghi ha spiegato poi come l’Italia disporrà di circa 248 miliardi di euro, più quelle del programma React-Eu che verrano spese negli anni 2021-2023. Si tratta di altri fondi per ulteriori 13 miliardi. Il premier ha illustra il Pnrr che ha tre obiettivi principali.

  • Nel breve periodo riparare i danni economici e sociali della crisi pandemica. “La pandemia ci ha colpito più dei nostri vicini europei. Abbiamo raggiunto il numero di quasi 120mila morti per il Covid-19, a cui si aggiungono i tanti mai registrati. Nel 2020 il Pil è caduto dell’8,9 per cento, l’occupazione è scesa del 2,8 per cento, ma il crollo delle ore lavorate è stato dell’11 per cento, il che dà la misura della gravità della crisi. I giovani e le donne hanno sofferto un calo di occupazione molto superiore alla media, particolarmente nel caso dei giovani nella fascia di età 15-24 anni".
  • Nel medio-lungo termine, il Piano affronta alcune debolezze che affliggono la nostra economia e la nostra società da decenni: i divari territoriali, le disparità di genere, la debole crescita della produttività e il basso investimento in capitale umano e fisico.
  • Infine, le risorse del Piano contribuiscono a dare impulso a una compiuta transizione ecologica.

E poi le riforme del paese. “Queste non solo consentono di dare efficacia e rapida attuazione agli stessi investimenti, ma anche di superare le debolezze strutturali che hanno per lungo tempo rallentato la crescita e determinato livelli occupazionali insoddisfacenti, soprattutto per i giovani e le donne. Le riforme e gli investimenti sono corredati da obiettivi quantitativi e traguardi intermedi e sono organizzate in sei Missioni".

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