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Lunedì, 6 Dicembre 2021
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L'ex sindaco di Genova Marta Vincenzi condannata a 5 anni per l'alluvione del 2011

Il 4 novembre 2011 a Genova morirono 6 persone. Oggi il giudice della Corte d'Appello del Tribunale del capoluogo ligure ha confermato la sentenza di condanna per l'ex sindaco Marta Vincenzi. Dopo la lettura della sentenza il marito ha avuto un malore

Marta Vincenzi condannata a 5 anni di reclusione per l'alluvione del 4 novembre 2011 a Genova che portò alla morte di 6 persone, 4 donne e 2 bambine. Il giudice della Corte d'Appello del Tribunale di Genova, Giuseppe Diomeda, conferma la sentenza di primo grado per l'allora primo cittadino.

Marta Vincenzi condannata in appello

L'ex sindaco non era presente in aula, ma è rappresentata dall'avvocato Stefano Savi. Il 28 novembre 2016, l'ex sindaco era stata condannata a 5 anni dal giudice Adriana Petri, per i reati di omicidio colposo plurimo, disastro, lesione colpose plurime e falso ideologico. Assolta, invece, come tutti gli altri imputati, dall'accusa di calunnia.

La richiesta in primo grado del pm Luca Scorza Azzara' per Vincenzi era stata complessivamente di 6 anni e 1 mese. La sentenza era gia' attesa lo scorso 2 febbraio quando, invece, il giudice dispose l'integrazione dell'istruttoria del dibattimento. La Corte aveva, infatti, ordinato l'acquisizione di alcuni documenti, tra cui il piano operativo delle scuole, e la nuova audizione dei testimoni Andrea Rimassa e Andrea Mangini e dell'imputato ed ex assessore alla Protezione civile Francesco Scidone

Condanna Vincenzi, malore per il marito

Presente tra il pubblico il marito di Vincenzi, Bruno Marchese, che poco dopo la lettura della sentenza ha avuto un malore. Il procuratore generale Luigi Cavadini Lenuzza aveva chiesto la conferma delle condanne in primo grado. 

Come ricorda Genova Today se la condanna venisse confermata anche in terzo grado, la Vincenzi dovrebbe scontare la  pena in carcere.

Alluvione 2011 a Genova, la sentenza d’appello

Modificate invece le posizioni dell’ex assessore alla Protezione Civile, Francesco Scidone, e degli altri 3 funzionari comunali: ridotta di un anno e quattro mesi la condanna di Scidone, e di 10 mesi quella di Gambelli, mentre Pierpaolo Cha è stato condannato anche per disastro colposo (accusa da cui era stato assolto in primo grado) a 3 anni di carcere.

Le accuse erano, come detto, omicidi colposo plurimo, disastro colposo e falso.

Genova, 6 morti nell'alluvione del Fereggiano

Nella furia del Fereggiano persero la vita 6 persone: la 29enne Shpresa Djala e le figlie Gioia, 8 anni, e Janissa di 10 mesi, sorprese dalla piena sulla via del ritorno dalla scuola della piccola Gioia; Serena Costa, studentessa 18enne che stava andando a prendere il fratellino a scuola; Angela Chiaramonte, 40 anni, anche lei uscita per recuperare il figlio a scuola; ed Evelina Pietranera, 50 anni, che stava tornando a casa dopo avere chiuso la sua edicola in via Fereggiano.

Per il pubblico ministero, Luca Scorza Azzarà, Vincenzi e i collaboratori avrebbero sottovalutato la situazione in quei tragici giorni di novembre, non mettendo in atto tutte le misure di sicurezza necessarie per garantire l’incolumità dei cittadini. Avrebbero dunque piena responsabilità nelle morti causate dall’alluvione, e per questo ha chiesto pene più severe rispetto a quelle stabilite in primo grado.

Gli avvocati di Vincenzi e Scidone, dal canto loro, nel corso dell’appello hanno ribadito che la responsabilità non sarebbe del Centro Operativo Comunale e di chi lo gestiva, ma del volontario della Protezione Civile che avrebbe dovuto tenere monitorato il livello del Fereggiano (e che non era presente sugli argini), e dei presidi delle scuole, che hanno deciso di lasciare uscire gli studenti nonostante le condizioni meteo.

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