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Mercoledì, 24 Aprile 2024
Il monito

Mattarella telefona a Piantedosi: "I manganelli con i ragazzi sono un fallimento"

Dura reazione del Quirinale dopo le violenze sugli studenti di Pisa: "Assicurare sicurezza tutelando la libertà di manifestare le opinioni"

Con una telefonata dai toni pacati ma dai contenuti molto netti, il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso al ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, il suo disappunto per i fatti di Pisa, dove undici studenti, molti dei quali minorenni, sono rimasti feriti dopo le manganellate ricevute dagli agenti in tenuta antisommossa durante una manifestazione pro-Palestina.

"Con i ragazzi i manganelli esprimono un fallimento", ha detto il capo dello Stato in una telefonata all'inquilino del Viminale. "Il Presidente della Repubblica - si legge in una nota diramata dal Quirinale - ha fatto presente al ministro dell'Interno, trovandone condivisione, che l'autorevolezza delle forze dell'ordine non si misura sui manganelli ma sulla capacità di assicurare sicurezza tutelando, al contempo, la libertà di manifestare pubblicamente opinioni".

Il Pd: "A che ora si dimette Piantedosi?"

Non si placano intanto le polemiche. Sui social del Partito Democratico è stata pubblicata una card con le parole del Presidente della Repubblica e il commento "a che ora si dimette Piantedosi?". A parlare per i dem è Sandro Ruotolo, responsabile Informazione nella segreteria di Elly Schlein: "La ferita di Pisa - spiega - è più profonda di quella che appare. Se ne fa interprete il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che al ministro Piantedosi ricorda che l'autorevolezza non si misura con i manganelli. La risposta popolare di ieri sera a Pisa è stata straordinaria e ci rincuora. Nel Paese è aperta una questione democratica. C'è un uso volutamente strumentale da parte del ministro degli Interni Piantedosi delle forze dell'ordine responsabili delle troppe manifestazioni di piazza finite con incidenti e identificazioni dei manifestanti. Vogliamo ricordare solo l'identificazione, alla prima della Scala di Milano, dell'uomo che aveva urlato dal loggione: 'Viva l'Italia antifascista'. C'è un clima volutamente pesante, dove si mette in discussione il diritto di manifestare il proprio pensiero. Telemeloni, dal canto suo, nasconde le notizie scomode e fa propaganda politica su partiti di maggioranza violando addirittura la par condicio. Nell'attesa che il ministro Piantedosi riferisca in Parlamento, chiediamo ai vertici della Rai di garantire un'informazione corretta e di dar voce alle tante voci di protesta nei confronti dell'uso dei manganelli da parte del governo Meloni".

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Le proposte dem: "Codici alfanumerici sui caschi, body-cam e abolizione misure anti-presidi del decreto Piantedosi"

Dal Partito Democratico arrivano anche delle proposte per tutelare i diritti dei manifestanti: "Vogliamo portare l'attenzione di tutti su due proposte - scrive il responsabile sicurezza dem, Matteo Mauri, in una nota -. La prima è l'introduzione dei codici alfanumerici identificativi sui caschi degli agenti impegnati nei servizi di Ordine Pubblico e sull'estensione dell'uso delle body-cam. A garanzia di tutti, compresi gli stessi agenti. La seconda è quella di cancellare immediatamente l'art. 11 del disegno di legge governativo sulla sicurezza, a prima firma Piantedosi, che vuole trasformare il blocco della circolazione stradale fatto solo con il proprio corpo da un semplice illecito amministrativo a un vero e proprio reato da codice penale. Cosa che potrebbe portare alla reclusione fino a due anni anche per chi fa un semplice presidio per strada. È chiaro l'intento intimidatorio e la volontà di limitare in maniera drastica la possibilità di protestare senza incorrere in modo sproporzionato in gravissime conseguenze personali".

Fratoianni (Avs): "Grazie Mattarella, Piantedosi chieda scusa"

"Le parole del Presidente della Repubblica, a cui va il nostro grazie - spiega il leader di Sinistra Italiana e parlamentare dell'Alleanza Verdi Sinistra, Nicola Fratoianni -,  tolgono ogni dubbio, semmai ce ne fosse stato bisogno, su quello che è successo anche ieri nelle piazze italiane. Ora il ministro Piantedosi chieda scusa a quei ragazzi e a quelle ragazze. E non si vedano più le scene di manganelli sulla testa e sulla faccia di chi manifesta liberamente la propria opinione".

Maiorino (M5S),non bastano scuse Piantedosi

A chiedere nuove regole per le forze dell'ordine è anche il Movimento 5 Stelle: "Il monito del presidente Mattarella rivolto a Piantedosi - spiega la vicepresidente del gruppo M5S Senato, Alessandra Maiorino - porta con sé la forza dirompente dei valori più alti della democrazia. Non basta che il ministro dell'Interno si scusi, serve l'impegno concreto affinché episodi come quelli di Pisa non avvengano più. È il momento di convergere su una misura sacrosanta a tutela dei manifestanti e degli stessi operatori della pubblica sicurezza: l'introduzione dei codici identificativi sui caschi degli agenti impegnati nei servizi di ordine pubblico e presenza fissa delle body-cam".

Renzi: "Sull'ordine pubblico il governo si deve dare una regolata"

"Le dichiarazioni del presidente della Repubblica - ha detto invece l'ex premier e leader di Italia Viva, Matteo Renzi, margine del Forum in Masseria 2024 - mi porta a fare una riflessione: questo governo si deve dare una regolata sulle questioni di ordine pubblico. Che il presidente della Repubblica faccia un comunicato così, mi porta a dire che i toni devono restare bassi".

Sisto (Forza Italia): "Giusto l'intervento del Presidente della Repubblica"

Anche dalla maggioranza, arriva un plauso all'intervento del Presidente della Repubblica: "La necessità di dare sicurezza nel corso delle manifestazioni - dichiara il senatore di Forza Italia e viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto - deve passare dal rispetto delle regole e se queste regole sono state violate, è giusto che il presidente della Repubblica sia intervenuto. Con i manganelli non si risolve nulla. Fatti come quello di Pisa, già verificati, sono singoli episodi e devono essere esaminati ciascuno per proprio conto, con la cautela che deve contraddistinguere il rapporto fra i manifestanti e le forze dell'ordine".

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