Venerdì, 30 Ottobre 2020
Italia

"Tutti vogliono il Mattarellum", chi vince e chi perde alle elezioni di primavera

Il Mattarellum è un sistema misto a prevalenza maggioritario, nato dopo il referendum abrogativo del 1993 con il quale gli italiani votarono a favore dell'abrogazione del proporzionale. E' un sistema che favorisce il bipolarismo e incentiva le coalizioni

ROMA - Archiviato il Referendum, con Paolo Gentiloni a palazzo Chigi a far da traghettatore verso le elezioni, il parlamento torna a discutere di legge elettorale. Tra la Camera e il Senato sopravvissuto alla riforma Boschi l'Italia ora si trova ad avere due leggi elettorali, la seconda dettata dalla Corte di Cassazione, il cosidetto Consultellum, mentre l'Italicum previsto per la sola elezione dei deputati, attende la sentenza della Consulta il 24 gennaio prossimo.

Un intreccio di norme che non solo provvocherebbe due maggiornaze diverse, visti i diversi pesi che le leggi elettorali attribuiscono ai voti. una necessità di cambiare già espressa dal Capo dello Stato Sergio Mattarella nel cosegnare il mandato del nuovo governo a Paolo Gentiloni.  Ora, dopo giorni di sponsorizzazione del proporzionale da parte di molte forze politiche, fa la sua ricomparsa sulla scena il Mattarellum, la legge elettorale che fu spodestata dal Porcellum a fine 2005 e che porta il nome proprio dell'attuale presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. A rilanciare il sistema elettorale pre-Porcellum è una parte del Pd ma, soprattutto, il leader leghista Salvini. 

Il primo a fare esplicito riferimento al Mattarellum è Karl Zeller, del gruppo 'Per le autonomie' del Senato, al termine delle consultazioni con il premier incaricato Paolo Gentiloni: "La priorita' del governo è quella di fare una nuova legge elettorale in breve tempo. Noi saremmo per reintrodurre il Mattarellum". Poco dopo il Mattarellum viene citato da Sergio Lo Giudice, esponente della minoranza Pd, nel suo intervento alla Direzione del partito: "Sulla legge elettorale partiamo dalla legge Mattarella". E' poi Sandra Zampa, prodiana doc, ad annunciare che "alla Camera, Michele Nicoletti ha appena depositato una riproposizione del Mattarellum. Credo sia da li' che dobbiamo ripartire", spiega anche lei durante la Direzione dem. Ma a sparigliare le carte è soprattutto il leader della Lega, Matteo Salvini che, al termine del Consiglio federale del partito, e alla vigilia della riunione dei partiti del centrodestra convocata proprio per discutere di legge elettorale, rilancia: "Faremo la nostra proposta, depositandola sia alla Camera che al Senato, sul ritorno al Mattarellum, legge già sperimentata e quindi immediatamente riadottabile". 

Il Mattarellum è un sistema misto a prevalenza maggioritario, nato dopo il referendum abrogativo del 1993 con il quale gli italiani votarono a favore dell'abrogazione del proporzionale.

Nello specifico, la legge elettorale prevede 475 seggi per la Camera e 232 per il Senato vengano assegnati secondo un meccanismo maggioritario a turno unico in cui viene eletto parlamentare il candidato che ha riportato la maggioranza relativa dei suffragi nel collegio.

Per la Camera il 75% dei deputati viene eletto con collegi uninominali e il restante 25% con un sistema proporzionale. Nel proporzionale, dove non si esprime la preferenza, accedono alla suddivisione dei seggi le liste che hanno raggiunto la soglia di sbarramento del 4%. Prima della ripartizione occorre però applicare il meccanismo dello scorporo, per cui alla lista vengono sottratti i voti ottenuti dal candidato ad essa collegato che ha vinto nel collegio.

Al Senato i tre quarti dei seggi vengono assegnati col sistema maggioritario, in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico. Per il restante quarto dei seggi, si applica il metodo proporzionale.

E' quindi un sistema che favorisce il bipolarismo, incentivando però la nascita di coalizioni ampie e di alleanze elettorali che non sempre restano unite fino alla fine della legislatura, così come avvenne nel '94 per il primo governo Berlusconi, sostenuto da una coalizione di centrodestra che andava da Forza Italia alla Lega, passando per An fino all'Udc.

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Il Mattarellum fu anche la legge elettorale con cui vinse il primo governo Prodi, nel 1996, sostenuto da Ulivo (una coalizione che andava dal Pds al Ppi, passando per i Socialisti italiani fino ai Verdi e i Repubblicani e la Rete di Orlando) e Prc di Bertinotti. Fu allora, nel '96, che si applicò il cosiddetto 'patto di desistenza' tra il partito della Rifondazione Comunista e le forze politiche riunite nella coalizione di centrosinistra l'Ulivo. In virtu' della desistenza, Rifondazione Comunista non presentò propri candidati in tutti i collegi elettorali e in quelli assegnati, tramite appunto il patto elettorale, al Prc non venne, di conseguenza, presentato il contrassegno dell'Ulivo

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