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Mercoledì, 8 Febbraio 2023
Politica

Renzi stravince le primarie e torna segretario del Pd: "Ma non è una rivincita"

Affluenza più alta del previsto, intorno ai due milioni (ma 800mila in meno rispetto al 2013). Per l'ex premier vittoria con oltre il 70 per cento dei consensi: "E' un nuovo inizio, battiamo i populismi"

Matteo Renzi festeggia al Nazareno, la sede del Pd, ed è l’unico dei tre candidati alle primarie a presentarsi al partito.

Michele Emiliano è in Puglia, Andrea Orlando nella sede del suo comitato. Il neo-segretario Pd viene rieletto con circa il 71% dei voti e tira un sospiro di sollievo anche per l’affluenza, che sfiora i due milioni.

“E’ un risultato straordinario, impressionante, ma non è una rivincita”, avverte parlando dal palco, circondato da tutti i fedelissimi. Ci sono, tra gli altri, Lorenzo Guerini, Maurizio Martina, Maria Elena Boschi, Luca Lotti, Matteo Richetti, Matteo Orfini, Ettore Rosato, Dario Franceschini, Piero Fassino. Renzi non parla di chi se n’è andato, si concede solo un accenno a ciò che è accaduto nei mesi e negli anni scorsi nel partito: “Le primarie chiudono un percorso fatto di tanti litigi, forse per colpa di tutti. Ha vinto tutto il Pd e prima di tutto il Pd che non si è vergognato di quello che abbiamo fatto in questi anni”. Ora si riparte, il Pd ha il dovere di “non lasciare l’Italia nella palude”. Ma, ha tenuto a precisare, “lavoreremo a fianco del governo con convinzione”.

Primarie Pd, Renzi si riprende il partito

Anzi, Renzi ha voluto ringraziare pubblicamente Paolo Gentiloni, che ha ricambiato con un tweet in cui parla di “bella giornata”. I due si sono anche sentiti per telefono. Andrea Orlando riconosce la “vittoria molto ampia” di Renzi, gli augura “buon lavoro” ma avverte: “Sono convinto che la nostra posizione, quella della costruzione di un centrosinistra largo, sarà la posizione di tutto il partito per battere la peggiore destra che il Paese abbia conosciuto”.

Toni da fair play anche da Michele Emiliano: “Dobbiamo pretendere dal nuovo segretario del Pd che sappia essere sempre il custode dei valori costitutivi del centrosinistra e del Pd. Sono certo, dal tono della voce che Renzi ha avuto durante la telefonata, che egli sente il momento particolare”. Il congresso Pd finisce così, Renzi nuovamente alla guida del partito, e ancora più saldamente di prima stando ai numeri che arrivano dai gazebo.

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L'affluenza ha sfiorato i due milioni di persone, nettamente più alta delle previsioni, ma in calo rispetto al 2013 quando a votare furono in tre milioni. Non sono mancati problemi ai seggi. Contestazioni e polemiche, in particolare, a Nardò, nelle leccese, dove il voto è stato sospeso per irregolarità, a Gela, in provincia di Caltanissetta, tutto annullato. A Minori, sulla costiera amalfitana, il partito avrebbe messo a disposizione un fondo cassa per votare senza versare i due euro.

Il dato relativo all'affluenza lascia tutti soddisfatti nel Pd. Così è "smentito chi aveva già fatto il funerale delle primarie", commenta il vicesegretario Lorenzo Guerini, ribattendo a Beppe Grillo che a voto in corso era andato all'attacco: "E' completamente insensata la polemica sulla 'democrazia dei clic' che sarebbe inferiore alla 'democrazia delle schede di carta', nasconde una visione antistorica, antitecnologica, orientata al passato piuttosto che al futuro".

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