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Martedì, 28 Maggio 2024
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La gaffe di Meloni sul Tricolore con il senatore americano: il video

Chuck Schumer, leader dei democratici al Senato statunitense, ha chiesto alla presidente del Consiglio informazioni sulla bandiera italiana: la risposta è stata parecchio generica, mentre a Palazzo Chigi si stanno cambiando circa 200 bandiere

Giorgia Meloni ha da poco terminato il suo viaggio istituzionale negli Stati Uniti in cui ha incontrato, tra gli altri, il presidente Joe Biden. Oltre i numerosi temi discussi, una scena ha macchiato la visita della presidente del Consiglio, con uno scivolone inaspettato sul Tricolore, la bandiera italiana che fa anche parte del simbolo di Fratelli d'Italia, partito di Meloni. In generale, l'area politica "sovranista" da cui proviene la presidente del Consiglio è da sempre stata molto attenta alla valorizzazione dell'identità italiana e della sua bandiera, preferendo sempre parlare di "Nazione", più che di Paese. Ad esempio, proprio negli ultimi mesi è stata finanziata la sostituzione di 200 nuove bandiere e vessilli a Palazzo Chigi. 

Un tweet di Giorgia Meloni per la 'Giornata nazionale della bandiera' dedicata al Tricolore

Il video della gaffe di Meloni sul Tricolore e quelli nuovi a Palazzo Chigi

Durante il suo viaggio negli Stati Uniti Giorgia Meloni ha incontrato anche con alcuni senatori, tra cui il leader della maggioranza democratica al Senato Chuck Schumer e quello della minoranza repubblicana Mitch McConnell.

Durante la posa per le foto di rito, il senatore democratico Schumer ha chiesto alla presidente del Consiglio se i tre colori della bandiera italiana rappresentassero qualcosa. La risposta è stata parecchio evasiva e generica "Oh sì, sì, sì, è per qualcosa, sono molte cose", ha risposto Meloni.

Eppure, l'importanza simbolica del Tricolore per il governo è stata ancora una volta ribadita: Palazzo Chigi sta cambiando le sue bandiere, rinnovandole. Il Dipartimento per i servizi strumentali ha infatti disposto il finanziamento per l'acquisto di 200 tra bandiere e vessilli e di 100 "tendi bandiera in plexiglass". Nello specifico, nella determina si legge  che l'acquisto ha riguardato: 

  • 30 bandiere da esterno Italia (dimensione 3.00 x 4.50 in tessuto poliestere nautico);
  • 30 bandiere da esterno Europa (dimensione 3.00 x 4.50 in tessuto poliestere nautico);
  • 30 bandiere da esterno Italia (dimensione 3.00 x 2.00 in tessuto poliestere nautico);
  • 30 bandiere da esterno Europa (dimensione 3.00 x 2.00 in tessuto poliestere nautico);
  • 30 bandiere da interno Italia (dimensione 1.00 x 1.50 in tessuto stamina, fiocco, di poliestere); 
  • 30 bandiere da interno Europa (dimensione 1.00 x 1.50 in tessuto stamina, fiocco, di poliestere);
  • 10 bandiere da interno Italia (dimensione 1.20 x 1.80 in tessuto stamina, fiocco, di poliestere);
  • 10 bandiere da interno Europa (dimensione 1.20 x 1.80 in tessuto stamina, fiocco, di poliestere); 
  • 100 tendi bandiera in plexiglass, completi di fermi.

Secondo i dati di Palazzo Chigi elaborati da Today.it, il contratto è stato firmato il 21 aprile 2023 per una spesa finanziata di € 29.343,60. 

Il contratto per l'acquisto delle nuove bandiere di Palazzo Chigi: quanto sono costate

Il Tricolore e il suo significato: un ripasso

Alla domanda del senatore americano sull'origine del Tricolore Giorgia Meloni non ha risposto. A prescindere dalle motivazioni, il sito del Quirinale offre un'occasione di ripasso. 

"Il tricolore italiano quale bandiera nazionale nasce a Reggio Emilia il 7 gennaio 1797, quando il Parlamento della Repubblica Cispadana, su proposta del deputato Giuseppe Compagnoni, decreta 'che si renda universale lo Stendardo o Bandiera Cispadana di Tre Colori Verde, Bianco, e Rosso, e che questi tre Colori si usino anche nella Coccarda Cispadana, la quale debba portarsi da tutti' - si legge sulla pagina dedicata al Tricolore del Quirinale -. Ma perché proprio questi tre colori? Nell'Italia del 1796, attraversata dalle vittoriose armate napoleoniche, le numerose repubbliche di ispirazione giacobina che avevano soppiantato gli antichi Stati assoluti adottarono quasi tutte, con varianti di colore, bandiere caratterizzate da tre fasce di uguali dimensioni, chiaramente ispirate al modello francese del 1790".

In particolare, i vessilli reggimentali della Legione Lombarda nata per affiancare l'esercito napoleonico presentavano, appunto, i colori bianco, rosso e verde, fortemente radicati nel patrimonio collettivo di quella regione: il bianco e il rosso, infatti, comparivano nell'antichissimo stemma comunale di Milano (croce rossa su campo bianco), mentre verdi erano, fin dal 1782, le uniformi della Guardia civica milanese.

"Gli stessi colori, poi, furono adottati anche negli stendardi della Legione Italiana, che raccoglieva i soldati delle terre dell'Emilia e della Romagna, e fu probabilmente questo il motivo che spinse la Repubblica Cispadana a confermarli nella propria bandiera", la storia sul sito del Quirinale.

Eppure, in una nota pubblicata in occasione della "Giornata nazionale della bandiera" Giorgia Meloni aveva parlato estesamente del Tricolore, dicendo tra le altre cose: "Consacrata nella Costituzione, la Bandiera è il simbolo dell'Unità nazionale, racchiude i valori di libertà, solidarietà e uguaglianza sui quali si fonda la nostra Patria e incarna quello straordinario patrimonio storico, culturale e identitario che universalmente viene riconosciuto all'Italia".

"Nel mondo il Tricolore rappresenta lo spirito di sacrificio e la capacità di donarsi al prossimo dei nostri militari impegnati nelle missioni di pace, è la bandiera che i nostri diplomatici tengono alta nella difesa dell'interesse nazionale, sono i colori che i nostri connazionali all'estero hanno nel cuore e che mettono in ogni cosa che fanno", si leggeva nella nota di Meloni.

Forse una spiegazione troppo lunga da fornire al senatore, ma anche una piccola sintesi sarebbe stata meglio di nulla.

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