Venerdì, 30 Luglio 2021
Politica Germania

I migranti mettono la Merkel nei guai, Germania senza governo a due mesi dalle elezioni

E' principalmente sulla questione dell'immigrazione che le trattative, durate oltre un mese, fra i conservatori della cancelliera (Cdu-Csu), i liberali (Fdp) e gli ecologisti si sono arenate: il presidente Steinmeier nega nuove elezioni (per ora)

Angela Merkel preferirebbe un ritorno alle urne piuttosto che guidare un governo di minoranza, dopo il fallimento dei negoziati per la creazione dell'esecutivo, e si è detta pronta a guidare il partito dei Cristiano democratici. Ma nuove elezioni sono per ora valutate come extrema ratio dal presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier.

Il cancelliere tedesco è da ieri sera costretta a confrontarsi con la sua più grave crisi politica dopo il fallimento dei negoziati per la formazione di un nuovo governo in Germania. E' principalmente sulla questione dell'immigrazione che le trattative, durate oltre un mese, fra i conservatori della cancelliera (Cdu-Csu), i liberali (Fdp) e gli ecologisti si sono arenate. In particolare sull'accoglienza di più di un milione di richiedenti asilo dal 2015.

I partiti poi non sono arrivati ad una intesa su come il Paese dovrà ridurre le emissioni di C02 per raggiungere i suoi obiettivi. Tutti concordano sulla necessità di ridurre la parte di elettricità prodotta dal carbone. Ma per i Verdi la Germania non riuscirà ad ottemperare ai suoi obiettivi senza chiudere immediatamente le 20 centrali a carbone più vecchie del Paese. Ma per Fdp e Csu equivale ad un "suicidio industriale" in Germania come dichiarato dal deputato europeo liberale Alexander Lambsdorff. Inoltre vogliono più sgravi fiscali per i veicoli verdi. E i partiti dissentono anche sull'entità delle restrizioni da applicare ai veicoli diesel in città.

Un terzo punto di disaccordo riguarda la risposta della Germania alle proposte di rilanciare l'Ue e sulla zona euro del presidente francese Emmanuel Macron? I liberali non vogliono più di un fondo di soccorso per i Paesi colpiti da una crisi del debito ed escludono un budget proprio per la zona euro per dei progetti comuni.

I conservatori di Angela Merkel sono più aperti su questi due argomenti, ma respingono la mutualizzazione del debito. Gli ecologisti chiedono di non respingere la "mano tesa» del presidente francese.

Ultimo argomento di dissenso le tasse. I liberali vogliono più tagli. Chiedono in particolare la soppressione rapida di una tassa per aiutare le regioni economicamente sfavorite dell'ex Ddr. I Verdi insistono invece per degli investimenti pubblici. Sia i Verdi che i conservatori hanno sostenuto che in realtà si era vicini ad un accordo, quando il leader dei Liberali, Christian Lindner, ha annunciato la notte scorsa, unilateralmente, la fine dei negoziati con un fallimento. Una mossa che a attirato oggi una valanga di critiche. Secondo Robert Habeck del partito ecologista la rottura "era stata preparata da tempo" da Lindner, che punterebbe a nuove elezioni.

Il presidente: "No elezioni, trovate un compromesso"

Il presidente tedesco Frank-Walter Steinmeier ha esortato "tutti i partiti politici" a dare prova di responsabilità e trovare un compromesso per sbloccare l'impasse e trovare un accordo che permetta di formare un nuovo governo. Steinmeier ha lanciato il suo appello dopo aver incontrato la cancelliera uscente Angela Merkel, che lo ha informato direttamente della situazione dopo il fallimento dei tentativi di arrivare ad una coalizione governativa a tre partiti, con la sua Cdu (e il partito affiliato bavarese Csu), i Liberali e i Verdi.

Spd esclude possibile nuova Grande coalizione con Merkel

I socialdemocratici dell'Spd escludono che dopo il fallimento dei negoziati tra Cdu/Csu, Verdi e Liberali per un nuovo governo tedesco, si possa riaprire l'opzione della Grande Coalizione con i conservatori del partito di Angela Merkel. Secondo fonti citate dall'agenzia tedesca Dpa, lo ha deciso il partito durante una riunione della dirigenza a Berlino.

Il leader della Spd, Martin Schulz aveva subito escluso dopo il voto dello scorso settembre l'opzione 'Grosse Koalition' e aveva ribadito di recente la sua contrarietà questa ipotesi.

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