Domenica, 7 Marzo 2021
La maggioranza in bilico al Senato

Come il voto del 9 dicembre sul Mes può mettere a rischio il governo

Camera e Senato voteranno sulle comunicazioni del presidente del Consiglio in vista della prossima riunione del Consiglio Europeo. E se Conte non dovesse avere una maggioranza chiara allora potrebbe aprirsi una crisi

Tra Recovery Fund e Mes, quella che si apre promette di essere una settimana infuocata per il governo e per il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. Le tensioni sulla cabina di regia per il Recovery Fund, con i renziani in dissenso sullo schema a tre, Conte-Gualtieri-Patuanelli, sono solo l'antipasto del clima con cui mercoledì 9 dicembre si voterà sul sì italiano alla modifica dei trattati del Mes.

La riforma del Mes

Il voto sulla riforma del Meccanismo Europeo di Stabilità sarà anticipato da una faticosa mediazione tra le forze di maggiornanza per evitare una crisi di Governo. 

Il Movimento 5 stelle è alle prese con un vero e proprio psicodramma con una vasta fronda che ha anticipato il proprio "no" che andrebbe contro la posizione del Governo. "Chi vota no vota contro una decisione presa dal gruppo M5S", assicura il capo politico Vito Crimi. Ma tra i pentastellati lo scontro fa emergere divisioni che rischiano di diventare i prodomi di una scissione.

La possibile soluzione è il voto su una risoluzione che espliciti come il sì alla riforma non significhi avallare la ratio del fondo-salva Stati impegnando il governo a non utilizzare il Mes. Tuttavia il Partito Democratico e Italia Viva sono da tempo schierati per la richiesta di apertura di una linea di credito. Una soluzione potrebbe essere l'inserimento del vincolo della necessità di un passaggio parlamentare per qualsiasi mossa che riguardi il fondo.

Per Conte sarà importante approdare al tavolo di Bruxelles con un mandato chiaro del Parlamento in vista del rush finale sul negoziato sul Recovery Fund. Come spiegano fonti dell'europarlamento porre veti sul Mes e attaccare chi, come Polonia e Ungheria, continuano ad opporsi al Recovery sarebbe un "non sense" che azzopperebbe la strategia italiana.

Proprio per questo nelle prossime ore il Cdm metterà a punto lo schema del Recovery Plan e la discussa task force, che continua a non piacere all'azionista di minoranza dell'esecutivo, Italia Viva: Ettore Rosato e Maria Elena Boschi attaccano il premier che non solo ha negato il rimpasto ma coinvolgerebbe troppo poco i ministri "renziani".

Per il governo potrebbe quindi aprirsi la settimana più lunga perché -come ha già avuto modo di spiegare il ministro per gli Affari Europei, Vincenzo Amendola - un governo che non ha una linea comune in politica estera non può andare avanti, "lo dice la storia repubblicana".

Fu così per il Prodi I con il voto contrario di Rifondazione Comunista sulla missione in Albania nel 1997, e con il Prodi II affossato nel 2007 dal voto contrario del Senato alle linee guida espresse dall'allora ministro degli esteri D'Alema. Oggi come allora la maggioranza in Senato conta di pochi voti - 170 senatori su 320 - e con le opposizioni (149 voti) compattate dall'annuncio di Silvio Berlusconi sul "no" alla riforma, il passo falso al momento della votazione potrebbe aprire una crisi di governo dall'esito tutt'altro che certo. 

Forza Italia ondivaga: "No alla riforma, sì al Mes sanitario"

Oggi Silvio Berlusconi nel corso dell'assemblea dei seniores di Forza Italia ha rivendicato il No di Forza Italia alla riforma del Mes come uscita dall'Eurogruppo, ma sì alla richiesta di Mes sanitario da parte dell'Italia e "accordo complessivo" sul Recovery Plan che deve tradurre in progetti il Recovery Fund riconosciuto dalla Ue al nostro Paese.  

"Il Mes così com'è non è controllato dal Parlamento Europeo e neppure dalla Commissione: è un meccanismo tecnocratico svincolato da ogni controllo, ma congegnato in modo tale da assicurare ad altri Paesi, e non all'Italia, un sostanziale diritto di veto sugli impieghi. Un governo autorevole avrebbe trattato in Europa in modo da modificarlo, da farne un vero Fondo Monetario europeo, a condizioni uguali per tutti".

Su cosa si vota mercoledì 9 dicembre in breve

Qui avevamo spiegato quali sono le riforme del Mes votate nel 2019 e approvate solo il 30 novembre dall'Eurogruppo: in sintesi vengono rafforzati e semplificati gli strumenti a disposizione prima del salvataggio di un Paese, ovvero le linee di credito precauzionali, utilizzabili nel caso di uno shock economico e per sfuggire alla speculazioni dei mercati finanziari. Inoltre era stato inserito un paracadute finanziario (backstop) al fondo salva-banche Srf per completare i 'fallimenti ordinati' delle banche in difficoltà. 

Conte Mercoledì 9 dicembre si presenterà alla Camera e al Senato spiegando perché nel prossimo Vertice europeo il governo italiano approverà la riforma del MES. Il Parlamento potrà approvare o respingere le comunicazioni. Se alla maggiornanza mancassero una dozzina di voti, Conte sarebbe tenuto a salire al Quirinale per aprire una verifica di maggioranza. 

++ articolo aggiornato alle 20:00 con il chiarimento di Berlusconi sul voto di Forza Italia ++

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