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Venerdì, 12 Aprile 2024
La sfida

Il ritorno di Michele Santoro che si candida alle europee

Il giornalista lancia la lista "Pace Terra Dignità" in vista delle elezioni di giugno: "Tele Meloni? È peggio della Rai berlusconiana"

Michele Santoro torna in campo e lancia una nuova lista pacifista che punta a presentarsi alle prossime elezioni europee. A lanciare il nuovo soggetto "Pace Terra Dignità", in una gremita Sala Tobagi nella sede della federazione nazionale Stampa Italiana, oltre al noto giornalista c'erano Raniero La Valle e Benedetta Sabene, redattrice di Servizio Pubblico, il web media dello stesso Santoro. "Questo non è un partito ma un movimento - ha spiegato Santoro -  un vettore per portare al centro della campagna elettorale per le europee la parola pace. E se per caso questa piccola formazione prendesse il 4 o anche il 3 per cento dei voti, questo rappresenterebbe un terremoto politico nel Paese. L'Italia e l'Europa devono uscire dalla guerra come prevede la nostra Costituzione".

Santoro: "In 20.000 alla staffetta per la Pace nel silenzio dei media"

La prima sfida è ora quella della raccolta delle firme: Santoro e i suoi compagni di viaggio non vogliono utilizzare vecchi simboli o fare apparentamenti, ma depositeranno le liste solo se riusciranno a raccogliere le 30 mila sottoscrizioni necessarie in tutte le circoscrizioni. Anche per questo non si parla ancora di nomi, compreso il suo: "Io sono a disposizione: non siate impazienti, tra 12 giorni vi diremo tutto", ha detto rispondendo a una domanda di Today.it. "Noi vogliamo fare una proposta aggiuntiva. Non vogliamo essere nemici del Pd né del Movimento 5 Stelle, che per molti versi sul tema della guerra è molto più vicino a noi. Noi vogliamo aggiungere. Non sottrarre", ha aggiunto.

Una lista contro le guerre

L'idea di lanciare una nuova lista a sinistra nasce da un'idea dello stesso Santoro e di La Valle a due anni dall'inizio della guerra in Ucraina. "C'è da colmare un vuoto politico - ha spiegato Benedetta Sabene - perché non c'è traccia di una soluzione diplomatica e il racconto delle guerre, sia in Ucraina, sia in Medio Oriente, è unilaterale. Vogliamo portare questi temi in Europa perchè proprio l'Europa dovrebbe avere un ruolo più centrale".

"La sinistra è in frantumi e di certo non siamo noi la causa"

Più di un cronista, ha chiesto a Santoro se il moltiplicarsi delle liste a sinistra non finirà per favorire le destre. Una tesi che il giornalista non condivide e che anzi lo irrita: "La sinistra è già in frantumi - ha detto - e di certo non siamo noi la causa. È evidente che il Movimento 5 Stelle persegue una sua strategia di opposizione e il Partito Democratico ne ha una diversa. Io condivido la posizione del partito di Giuseppe Conte sulle armi, ma ci si aspettava che su questo tema facessero da perno e non è successo".

Tele Meloni? È Peggio della Rai di Berlusconi, ma la riforma l'ha fatta il Pd

Non poteva mancare una battuta sulla Rai, al centro delle polemiche politiche perché secondo le opposizioni, sarebbe totalmente appiattita sulle posizioni del governo Meloni. E la memoria torna al famoso editto bulgaro di berlusconiana memoria, quando Michele Santoro fu di fatto cacciato dalla televisione pubblica insieme a Enzo Biagi e Daniele Luttazzi, perché sgraditi all'allora premier. 

“Dal punto di vista della qualità dell'informazione - spiega Santoro a Today.it - è peggio Tele Meloni, anche perché eredita la televisione che abbiamo fatto durante la pandemia, dove c'è una totale identificazione dei punti di vista dei giornalisti con quelli dei politici e dei cosiddetti tecnici: quindi un pensiero omologato che si è protratto nel tempo e che oggi è gestito dalla maggioranza al governo. Ovviamente bisogna ricordare che a questa situazione si arriva anche perché c'è stata una riforma della Rai che ha messo sotto il controllo dell'esecutivo il servizio pubblico televisivo; questa riforma l'ha fatta il Pd. Dal punto di vista invece della censura, loro sono riusciti a sfruttare le possibilità che il mercato ha offerto alle persone a loro sgradite per potersi liberare di loro, quindi non sono dovuti ricorrere alla censura per mandare via Fabio Fazio piuttosto che Lucia Annunziata, piuttosto che Bianca Berlinguer perché hanno trovato posto all'interno del mercato. Da questo punto di vista non è paragonabile questa situazione all'editto bulgaro, dove Berlusconi controllava praticamente l'intero mondo della televisione”.

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