Migranti, accordo raggiunto: quanto "rumore" per livelli minimi di legalità

Al termine di lunghe giornate di trattative e polemiche, il Movimento 5 stelle dice sì. Il governo è riuscito a trovare un accordo sulle regolarizzazioni a tempo di braccianti, colf e badanti. Bellanova avverte: "La norma deve entrare nel decreto e arrivare in consiglio dei ministri esattamente come era stata concordata"

Come ampiamente previsto, l'accordo c'è, è stato raggiunto. Una prima timida regolarizzazione degli irregolari che lavorano come braccianti, colf o badanti è nel decreto rilancio. L'intesa politica sulle misure contenute nel decreto rilancio comprende anche l'accordo sulla regolarizzazione dei cosiddetti lavoratori 'invisibili', al centro di un lungo braccio di ferro all'interno del governo. "Sul tema dei lavoratori stagionali, colf e badanti è stato raggiunto un accordo che ritengo soddisfacente, frutto di un testo modificato e migliorato rispetto a quello di domenica scorsa, che accoglie nostre esplicite richieste e mette al centro il lavoro regolare" conferma a tarda sera il capo politico del M5S e viceministro dell'Interno, Vito Crimi. Oggi il Cdm sul decreto rilancio. Per la regolarizzazione servirà avere firmato un contratto regolare nel 2019, a quel che si apprende.

Il governo è così riuscito a trovare un accordo sulle regolarizzazioni dei migranti anche per le colf e le badanti. Lo afferma il ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano, secondo cui "l'accordo sulle regolarizzazioni dei lavoratori è stato raggiunto, anche per colf e badanti. E anche per gli italiani. Non per le braccia, ma per le persone". "Non era questione di bandierine - spiega Provenzano su twitter - ma di dare risposte a chi aspettava da tempo legalità e diritti". Il testo entrerà nel decreto, come chiesto da IV, Pd e Leu, con una stretta sulla possiblità di regolarizzare lavoratori per i datori di lavoro che hanno subito condanne per reati connessi al caporalato, allo sfruttamento della prostituzione o all'immigrazione clandestina.

"Si tratta di un'intesa politica raggiunta al massimo livello. Spero che nessuno la voglia mettere in discussione" dice Teresa Bellanova, ministra dell'Agricoltura, in un'intervista al quotidiano 'La Repubblica'. Sul premier Conte che si è espresso per la regolarizzazione, Bellanova dichiara: "Ho il dovere di fidarmi, se si mantengono gli impegni assunti da persone libere e responsabili. Ma la norma deve entrare nel decreto e arrivare in consiglio dei ministri esattamente come era stata concordata". Ai tavoli dove si è raggiunta l'intesa, sottolinea Bellanova, "c'erano 14-15 persone, tutte con funzioni sulle quali è stato necessario giurare sulla Costituzione. Questo non è più un problema di Iv, ma di credibilità delle funzioni istituzionali, sapendo che in ballo ci sono temi come la legalità, l'emergenza sanitaria, la giustizia sociale, la lotta al caporalato che ingrassa le organizzazioni criminali".

"Siamo contro qualsiasi sanatoria indiscriminata. Se ci sono imprenditori agricoli italiani ci chiedono una mano sulla questione dei lavoratori stranieri che devono assumere gliela diamo ma non deve essere un'occasione per sanatorie indiscriminate. Dobbiamo mettere al centro i nostri imprenditori e quello che ci stanno chiedendo", ha ribadito dal canto suo il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio su Rete 4. Si tratta di livelli minimi di legalità. Ai lavoratori stranieri a cui il datore di lavoro garantisce il contratto regolare, sarà dato un permesso di soggiorno temporaneo della durata del contratto di lavoro. Il partito con la maggioranza relativa in parlamento ha dettato la linea: l'intesa è una vittoria pentastellata, e sul tema immigrazione sono emerse ancora una volta le differenze di vedute nella maggioranza.

Secondo fonti riportate dalle agenzie di stampa, la linea di parte dei deputati e senatori M5s in questi giorni è stata "non possiamo appiattirci sulla sinistra". Si è visto. Regolarizzare i lavoratori irregolari è in prospettiva l'unico modo per evitare che, soprattutto in alcuni settori dell'economia italiana, le mafie e continuino a "sguazzare" tra gli invisibili, e anche il M5s non poteva continuare un muro contro muro con poco senso logico. Basti pensare ai tantissimi braccianti che, anche in questo periodo di emergenza, hanno continuato non solo a lavorare, assicurando la produzione, ma a farlo in completa insicurezza, spesso proprio perché in nero. 

"La regolarizzazione dei migranti è una norma di giustizia sociale che va soprattutto nell'interesse degli italiani. In questo modo si combatte il caporalato e il lavoro nero facendo emergere dall'oscurità e dall'invisibilità tutte queste persone e al tempo stesso si deve cercare il più possibile di dare una risposta anche in termini sanitari" afferma il capogruppo di Leu a Montecitorio, Federico Fornaro. "In una maggioranza si cerca di trovare la sintesi tra idee diverse ed è quello che stiamo facendo". La regolarizzazione dei braccianti è un tema sociale, etico, anche di salute pubblica (oggi più che mai), non può essere solo un tema economico. Ma serve la Politica, quella con la "P" maiuscola. 

Ci sono state polemiche aspre per avere un maggiore controllo e contezza della presenza sui nostri territori di centinaia di migliaia di persone di cui oggi non sappiamo nulla, e quindi maggiore sicurezza per tutti, soprattutto in un periodo come questo di emergenza sanitaria. Non una grande vittoria dei nostri rappresentanti in parlamento, bensì il minimo indispensabile. Andrebbero infatti ampliate le tipologie di contratto di lavoro emettibili con la procedura di emersione, senza il limite del tempo determinato, senza imporre contributi onerosi troppo alti e non sostenibili da parte di lavoratore e datore di lavoro e senza penalizzare i lavoratori stranieri che non riuscissero a finalizzare la propria domanda per motivi imputabili al datore di lavoro.

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Secondo le stime di Cia, un provvedimento di regolarizzazione oltre a coinvolgere una platea di almeno 150mila operai agricoli e a inserire in una cornice di legalità i lavoratori già presenti nel nostro Paese, può portare nelle casse dello Stato anche nuove entrate per 1,2 miliardi di euro, tra Irpef e contributi previdenziali.

Migranti, il timido accordo sulla sanatoria (a tempo) è una vittoria del M5s

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