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Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Migranti, il timido accordo sulla sanatoria (a tempo) è una vittoria del M5s

Nuovi ostacoli per la regolarizzazione degli irregolari che lavorano come braccianti, colf o badanti. Malumori nel governo, Conte media. L'accordo si troverà in extremis ma sarà talmente timido, ridotto, limitato e di scarsa visione che nessuno nel centrosinistra vorrà intestarselo in futuro: in sintesi, una vittoria politica pentastellata

Nonostante la trattativa fiume, non c'è ancora l'accordo sulla regolarizzazione dei migranti irregolari che lavorano come braccianti, colf o badanti. E' il Movimento 5 stelle a frenare, in linea con le posizioni dure che i pentastellati hanno sempre avuto su questo argomento. Oggi ci dovrebbe essere la riunione definitiva tra alleati, ma c'è chi sospetta che quello del M5s sia un tentativo di far saltare la norma, o almeno di mettere in discussione ogni forma di mediazione per lanciare segnali continui alla propria base.

La proposta sulla regolarizzazione dei lavoratori invisibili, che dovrebbe trovare spazio nel dl rilancio, "credo sia irricevibile". "Non facciamo sconti ai criminali, se è urgente recuperare braccianti per l'agricoltura, non è altrettanto urgente fare un regalo a chi sfrutta il lavoro: caporalato e lavoro nero vengono perseguiti quotidianamente dalle forze dell'ordine che dobbiamo ringraziare perché non si arrendono mai davanti a chi commette reati". A dirlo, in un lungo video su Facebook, il sottosegretario all'Interno Carlo Sibilia, del M5S. "In che modo un colpo di spugna su un comportamento che fino al giorno prima era un reato perseguibile in Italia con il carcere e con delle sanzioni amministrative può aiutare a reclutare nuova forza lavoro nei campi? Io spero che il buon senso torni al centro del dibattito", dice ancora Sibilia. Nel decreto Maggio vanno inserite solo misure economiche urgenti per gli italiani colpiti dalla crisi post virus. Da parte nostra - torna a rimarcare - niente sanatorie o condoni per i delinquenti di ieri e di oggi: non è nel nostro Dna" Sono contrario a una misura che dia un messaggio sbagliato. Si sta facendo strada l'idea che nei campi lavorano cittadini stranieri irregolari sfruttati mentre non è così, la stragrande maggioranza delle nostre aziende agricole è onesta. Così come - incalza Sibilia - non possiamo dire agli imprenditori onesti 'tu continua a lavorare così, tra un po' arriveranno condoni, depenalizzazioni dei reati... Dai uno sguardo anche tu a quel caporalato. Non possiamo far girare questi esempi, la politica deve lavorare affinché la legalità sia perseguita con tutti gli strumenti possibili.".

Nel testo che sarebbe in via di definizione, fanno sapere dal Pd "sono stati inseriti una serie di vincoli per accogliere le obiezioni M5s, inclusa l'esclusione di ogni sanatoria per chi sia stato condannato per reati come il caporalato: non si può continuare a discutere all'infinito". Il fatto che l'esecutivo non riesca a trovare un accordo nemmeno su un permesso di lavoro stagionale, temporaneo e rinnovabile a fronte di un contratto regolare la dice lunga sulle diversità di vedute tra Pd, M5s, Leu e Italia Viva sull'argomento. "Chiariamolo una volta per tutte: regolarizzare i cittadini stranieri non li costringe al lavoro nero e allo sfruttamento. Semmai è vero il contrario. L'irregolarità spalanca le porte ai caporali ed alla criminalità organizzata. Il Governo non può rimanere ostaggio della propaganda della destra, abbia il coraggio di investire sulla sicurezza dei diritti e non sulla paura". E' quanto dichiara Erasmo Palazzotto (LeU), presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulla morte di Giulio Regeni e componente della Commissione parlamentare Antimafia.

''Sul tema del lavoro in agricoltura dal Movimento 5 stelle arrivano solo dei 'no' e zero soluzioni" dice la deputata di Italia Viva Maria Chiara Gadda, capogruppo Iv in commissione Agricoltura. "Leggo gli aut aut del sottosegretario all'Agricoltura, Giuseppe L'Abbate - prosegue - che invece di schierarsi con la ministra Bellanova nella guerra all'illegalità pone addirittura dei veti. L'Abbate invita a tenere il punto sulla necessità di garantire manodopera immediata al comparto agricolo tenendo a parte le pur condivisibili considerazioni etiche. Sono talmente d'accordo con lui che lo invito ad alzare il telefono e chiamare la ministra Catalfo, che ormai da troppo tempo avrebbe dovuto garantire la app e la piattaforma pubblica per l'incontro trasparente tra domanda e offerta di lavoro, cosa che ogni Paese civile dovrebbe avere a supporto dei datori di lavoro che chiedono strumenti semplici e trasparenti, e dei lavoratori che meritano dignità per la loro opera''. ''Di questa piattaforma - rimarca Gadda - si sarebbe dovuto occupare il presidente di Anpal Servizi Mimmo Parisi, il cosiddetto padre dei navigator, che ancora la scorsa settimana dal Mississippi in una intervista paventava addirittura un numero verde al posto di App e piattaforma. Proprio perché è nell'interesse di tutti che i nostri prodotti di eccellenza non rimangano a terra a marcire, in un momento già difficile per le nostre imprese, il M5S chiarisca che vuole fare. Al momento ho visto solo dei no come nel caso dei voucher, e totale immobilismo su uno strumento utile come la piattaforma''.

Sarà decisiva la mediazione di Conte. Secondo Cia-Agricoltori Italiani non c'è tempo da perdere, altrimenti la regolarizzazione "rischia di avere effetto fra troppi mesi, quando la stagione della raccolta sarà terminata". L'agricoltura italiana non può più attendere. "Un paese che lotta contro il coronavirus non può avere sul proprio territorio persone che sono fantasmi senza identità, irrintracciabili, che vivono in baraccopoli illegali potenziale focolaio di epidemia. Non è agli stranieri che facciamo un favore regolarizzandoli, ma all’Italia perché ne va della salute pubblica" ha ripetuto più volte l’ex ministro degli Interni Marco Minniti. Il dato che resta, e che resterà, è che nemmeno durante una pandemia i partiti di maggioranza sono riusciti a trovare un timido accordo sulla regolarizzazione di uomini e donne che da tempo vivono e lavorano nel nostro Paese, in settori fondamentali per l'economia italiana e spesso costretti a vivere in "ghetti" irregolari, con tutti i conseguenti rischi di salute pubblica.

Ai lavoratori stranieri a cui il datore di lavoro garantisce il contratto regolare, sarà dato un permesso di soggiorno della durata del contratto di lavoro. Si parla di sei mesi: buonsenso, al punto che nelle ultime ore anche nel mondo pentastellato pare ci si stia rendendo conto che i malumori debbano essere messi da parte e la ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo, sarebbe orientata a dare un sostanziale via libera. Nelle bozze del “decreto rilancio”, la norma c'è. I datori di lavoro possono chiedere di regolarizzazione i dipendenti in nero, stranieri ma anche italiani, pagando una cifra forfettaria di circa 400 euro. In più, gli stranieri ai quali è scaduto il permesso di soggiorno lo scorso 31 ottobre potranno chiedere - versando 100 euro - un rinnovo di sei mesi per cercare un nuovo lavoro. La norma in ogni caso esclude esplicitamente dalla sanatoria chi è stato condannato per caporalato o favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Il M5s vorrebbe escludere dalla sanatoria anche chi è solo indagato per caporalato. Si tratta, a oltranza, e secondo indiscrezioni riportate oggi da Stampa e Repubblica, il sospetto è che sia stato Di Maio a radicalizzare le condizioni del M5s sull'intesa. L'accordo ci sarà, il tempo stringe e il partito con la maggioranza relativa in parlamento farà valere il suo peso: ma sarà talmente ridotto, limitato e di scarsa visione che nessuno nel centrosinistra vorrà intestarselo in futuro. E questa è una vittoria pentastellata, con buona pace di chi ancora all'interno del Partito Democratico crede che possa essere costruita insieme al M5s un'alleanza organica e di prospettiva.

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